Dottoressa Rachele Recanatini

Dottoressa Rachele Recanatini

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Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologa Criminale e Investigativa, Perfezionata in Psicologia Giuridica e Psicodiagnostica

04/09/2026

In questi giorni mi sono trovata a riflettere sull’ansia. È una parola che utilizziamo continuamente. Eppure, a volte, dietro questa parola così comune si nasconde una sofferenza profonda, complessa e invalidante. Penso a persone molto giovani che convivono da anni con paure che, poco alla volta, hanno iniziato a restringere la loro vita. La paura di ammalarsi.
La paura di morire. La paura di svenire, di perdere il controllo, di sentirsi male. E poi il rimuginio incessante, i pensieri intrusivi, il bisogno di controllare, di cercare rassicurazioni. E, soprattutto, l’evitamento. Perché quando qualcosa ci spaventa, evitarla sembra la soluzione più immediata. E per un momento, effettivamente, ci fa sentire meglio. Ma, lentamente, il mondo può diventare sempre più piccolo. Non andare in certi posti. Non fare determinate esperienze. Non rimanere da soli. Non allontanarsi troppo da casa. Fino a quando anche quelle che dovrebbero essere le normali esperienze della vita diventano difficili da affrontare. Ed è questo che mi colpisce: vedere persone così giovani che, proprio nel momento in cui dovrebbero poter sperimentare, scegliere, progettare e costruire la propria vita, si sentono invece bloccate dalle proprie paure. L’ansia non è “solo ansia”. Può essere un disturbo complesso, che ha una storia, un significato, delle origini e dei meccanismi che lo mantengono nel tempo.
La psicoterapia può aiutare innanzitutto a comprendere: da dove nasce quella paura? Cosa rappresenta? Cosa sta cercando di comunicarci? E può aiutare anche a fare qualcosa di ancora più importante: smettere di organizzare la propria vita intorno all’ansia.
Perché spesso, dopo tanti anni di convivenza con la paura, accade qualcosa di particolare: alcune persone iniziano persino a pensare che sarebbe pericoloso non avere più ansia. Come se abbassare la guardia significasse esporsi a un pericolo. Ma vivere senza essere costantemente in allerta non significa essere incoscienti. Significa poter tornare a fidarsi di sé stessi, del proprio corpo e della propria capacità di affrontare ciò che accade ❤️

23/08/2026

Ho letto un post che mi è piaciuto tanto ❣️
Trovate la versione integrale sulla mia pagina Facebook!

“Le ferie per me sono preziose, necessarie e rigeneranti.
Il mio è un lavoro che mi assorbe molto. Quando sono in seduta, io sono davvero lì.
È faticoso come tanti altri lavori, con una particolarità: lo strumento attraverso cui lavoro sono anche io. La mia mente, la mia sensibilità, la capacità di essere presente e di fare spazio dentro di me alla vita dell’altro.

Per questo, dopo molti mesi, sento il bisogno di ossigenarmi, di riempirmi di paesaggi nuovi, risate, libri, silenzio, natura e cose leggere. Di lasciare depositare ciò che ho ascoltato, un po’ come un filtro che ogni tanto va pulito per poter tornare a fare bene il proprio lavoro […] Così, se durante questa pausa qualcuno di loro dovesse domandarsi se ogni tanto lo penso, la risposta è sì.
Con quella tenerezza discreta con cui si pensa a qualcuno di cui conosciamo la fatica e al quale auguriamo, anche da lontano, di riuscire a tenersi per mano proprio nei giorni in cui non possiamo farlo insieme”

Dott.ssa Valentina Scoppio 🙏🏻

22/08/2026

❣️

Photos from Dottoressa Rachele Recanatini's post 09/07/2026

Oggi ti ho portato dove lavoro, che secondo te è sempre e comunque un ospedale (“questo ospedale è fantastico!”).

Ho risposto a tutte le tue domande, che come sempre mi mettono alla prova.

Ora ti è chiaro, sono una “dottoressa delle emozioni” che aiuta le persone che hanno tanta tristezza, super paura e forse anche troppa rabbia (come Hulk). 😅🥰

Questo è il periodo più bello della mia vita con te!

10/06/2026

Da vedere assolutamente 💯

Ci sono serie tv che cambiano la percezione di un genere, che ridefiniscono le regole della narrazione televisiva, che diventano fenomeni pop. E poi ci sono quelle che cambiano noi, nel modo in cui guardiamo la vita. This Is Us, è una di queste. Non è solo un drama familiare, non è solo la storia dei Pearson: è un viaggio nella memoria, un’analisi lucida e commovente dell’essere umano, della fragilità e della bellezza dell’esistenza. È una serie che ci insegna che dietro ogni sorriso può nascondersi una ferita, e che dietro ogni dolore si può ancora scorgere un raggio di luce.

I continui salti tra passato, presente e futuro non sono un espediente stilistico, ma un modo per raccontare la vita nella sua forma più vera. Di fatto, noi non viviamo in ordine cronologico, ma di ricordi, di flash improvvisi, di proiezioni sul domani. Così, nel guardare Kevin sul set di un film, vediamo contemporaneamente il bambino che cercava disperatamente lo sguardo del padre. Nel vedere Randall politico e uomo di successo, rivediamo il ragazzino smarrito che non sapeva a chi appartenere. La vita non si capisce mai al presente: si capisce solo guardando indietro, o guardando avanti con paura. E This Is Us ci porta per mano in questo caos, ricordandoci che non esiste una versione perfetta della vita. Esistono solo tentativi, cadute, nuovi inizi.

04/06/2026

𝐋𝐚 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐫𝐝𝐢𝐠𝐡𝐞𝐫𝐚.

Davvero può succedere nell’Italia di oggi che una bambina di due anni sia seviziata a lungo ed alla fine uccisa dalla madre e dal compagno della madre?
Davvero può accadere che tutto questo avvenga sotto gli occhi terrorizzati delle sue sorelline?
Davvero è possibile che tutto questo avvenga senza che un pediatra se ne accorga e senza che i servizi sociali di un paese civile
siano messi in condizione di intervenire ?
L’idea scellerata per cui i bambini appartengono ai loro genitori partorisce in realtà questo e tanti altri tipi di mostri. Come ampiamente dimostrato dai dati sul maltrattamento delle decine di migliaia di bambini ospitati nelle comunità, non perché vengono rapiti dalle assistenti sociali, ma perché debbono essere protetti dalla violenza e dalla trascuratezza di genitori incapaci di dare loro le cure di cui tutti i bambini hanno bisogno. Non riesco a non pensarci tutte le volte che politici, come Meloni e Salvini, fanno finta di commuoversi per i bambini di Bibbiano o della famiglia nel bosco. Dimenticando che dipende da loro, dalla loro ignoranza e dalla loro incuria la debolezza dei servizi, medici e sociali, che non intercettano le vicende della bambina che muore nella sua casa di Bordighera e che troppo tardi intercettano quelle di tanti altri bambini vittime di violenza e di tutti quegli adolescenti di cui ci si occupa solo quando commettono dei reati e che delinquono, abitualmente, proprio perché di loro ci si è occupati poco e male quando erano piccoli.
Il dato da cui si dovrebbe partire in realtà è quello per cui i genitori che si rivolgono ai pediatri e, in caso di necessità, ai consultori o ai servizi sociali sono persone che svolgono in modo adeguato la loro funzione di genitori e che quelli che fuggono dai pediatri e dai servizi sono i genitori più fragili, quelli che più avrebbero bisogno di aiuto. Rendere obbligatorie le visite pediatriche prevedendo anche l’idea degli interventi domiciliari per chi ha una responsabilità sanitaria e sociale sui bambini potrebbe essere un primo passo importante sulla strada della prevenzione, ma richiederebbe un potenziamento dei servizi di cui troppi politici continuano ad ignorare la necessità. Facile, molto più facile commuoversi (fare finta di commuoversi) per fare propaganda politica. Lasciando ai giornali il compito di indignarsi per le sevizie inflitte ad una bambina di due anni sotto gli occhi delle sue sorelline e ai magistrati il compito di comminare pene adeguate agli autori di un reato che si sarebbe potuto e dovuto evitare.
Luigi Cancrini

Photos from Dottoressa Rachele Recanatini's post 26/05/2026

😘 In un periodo in cui si è parlato tanto di baci legittimi e baci pericolosi … io vi consiglio questo albo meraviglioso 🤩

[Suggeritomi dalla mia collega e migliore amica ]

Baciamoci (responsabilmente 😝)!

24/05/2026

🚶 Una camminata per la SALUTE 🚭

Bravi tutti: a chi ha smesso, a chi ci sta provando, a chi è venuto a sostenerci!

Viva la vita ☀️

23/05/2026

“Le piccole gioie, non quelle grandi, ci servono da sollievo e da conforto quotidiano” (Hermann Hesse).

È vero che esistono difficoltà, cose che non vanno bene, ma tu guarda soprattutto a ciò che è bello nella tua vita. È da ciò che trarrai la gioia di andare avanti nonostante tutto.

Sereno Sabato ☀️

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