Massimo Varini

Massimo Varini

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Chitarrista, Compositore, Arrangiatore, Produttore Artistico e Didatta. Chitarrista, Compositore, Arrangiatore, Produttore e Didatta.

Su questa pagina Massimo Varini condivide i propri pensieri, le emozioni... passando attraverso video musicali, didattici e tanto altro. Massimo Varini
Difficile condensare le sue esperienze: da Artista, Autore, Arrangiatore e Produttore Artistico, Session Man e Didatta.

Photos from Eko Guitars's post 07/09/2026

É assolutamente così! “Ogni grande musicista è stato, un giorno, al primo accordo.

Settembre ha un suono speciale! ♥️

31/08/2026

Scalzo, senza troppi giri di parole e buona la prima! 👣🔥 Quando l’ampli suona così, non servono troppe formalità. Piccolo focus sul Mezzabarba che in tanti mi avete chiesto! Spontaneo al 100%. Suona da paura!!! Mezzabarba Custom Amplification / Masotti Guitar Devices Eko Guitars Elixir Strings

Photos from Massimo Varini's post 20/08/2026

È arrivato finalmente il Combo SKILL che Pierangelo ha costruito appositamente per me! Sono stragasato!!! 🎉🤟🙏🏻

Non vedevo l’ora di attaccare la chitarra e… non vedo l’ora di farvelo sentire!!! 🎸 Mezzabarba Custom Amplification / Masotti Guitar Devices 🙏🏻🎉🎉🎉

20/08/2026

È arrivato finalmente il Combo SKILL che Pierangelo ha costruito appositamente per me! Sono stragasato!!!

Non vedevo l’ora di attaccare la chitarra e… non vedo l’ora di farvelo sentire!!! 🎸 🙏🏻🎉🎉🎉

15/08/2026

Che sia un ferragosto pieno di risate!!! 🤣🤣🤣🎉🎉🎉

Photos from Massimo Varini's post 14/08/2026

Ci sono notizie che fanno davvero un certo effetto. 🙏🏻♥️🎵

Il 31 ottobre, a Modena, riceverò il Premio alla Carriera di Sciocolà 2026.

Quando si parla di “carriera” inevitabilmente ci si volta indietro.
E quando lo faccio vedo musica, studi di registrazione, palchi, chilometri, chitarre, incontri, progetti, sogni realizzati e altri ancora da realizzare.
Vedo i tanti artisti straordinari con cui ho avuto il privilegio di lavorare, musicisti, produttori, tecnici, amici.
E vedo una parte enorme della mia vita: la didattica.

Ci sono i milioni di “studenti” che negli anni hanno studiato con i miei libri, i corsi, le lezioni, online e dal vivo. Scrivo “studenti” tra virgolette perché la musica è un percorso che non finisce mai: mentre cerchi di insegnare qualcosa, continui inevitabilmente a studiare e imparare.
Sentirsi sempre “studente” è per me fondamentale per continuare a fare sempre meglio.
La didattica, per me, è sempre stata importante quanto suonare, arrangiare e produrre.

Un grazie speciale va ovviamente a Sciocola’ - Festival del Cioccolato 🙏🏻Sono davvero commosso e infinitamente grato!
Grazie alle persone straordinarie che ho incontrato in tutti questi anni e anche a Ross, che da ormai vent’anni cura la mia carriera, condividendo con me scelte, progetti, momenti importanti e tutto quel lavoro che spesso non si vede, ma che rende possibile andare avanti e costruire nuovi sogni.
Questo premio lo sento anche di tutte le persone che hanno condiviso con me un pezzo di questo viaggio.

Ci vediamo a Modena, sabato 31 ottobre, ovviamente ve lo ricorderò 😉dalle 12.15 alle 13.00 al PalaSciocolà in Piazza Matteotti!

09/08/2026

Una notizia del tutto inaspettata, arrivata ieri sera in un momento in cui la mia testa era altrove.

Un messaggio vocale su WhatsApp di Filippo, Nek

Poche parole, inesorabili, pronunciate con dolore e sincerità:
“Massimo… scusa l’orario ma ero in concerto e ho appena letto il messaggio. Devo darti una triste notizia….Rolando ci ha lasciato.” Un dolore immenso, e, in un secondo tanti ricordi sono diventati occhi gonfi.

Rolando D’Angeli, per tutti noi “il venditore di stelle”, ha avuto un ruolo fondamentale nella vita artistica di Filippo e nella mia. Negli anni d’oro è stato il suo produttore esecutivo, editore, manager e agente per il booking.

Eravamo una specie di trio: Filippo, artista eclettico dalla voce meravigliosa; Rolando, produttore esecutivo, editore e manager; io, arrangiatore, produttore artistico, coautore (insieme a Filippo e ad Antonello De Sanctis) e musicista.
Negli anni Rolando ha seguito così tanti artisti che sarebbe difficile farne un elenco completo. Ma la sua forza non era soltanto nel lavoro.
C’erano le sue battute. La sua ironia. Quel modo tutto suo di alleggerire anche i momenti più complicati.
Ancora oggi, a distanza di trent’anni, durante le cene con gli amici mi ritrovo a raccontare aneddoti che lo vedono protagonista:
“Ahi, fate finta de sonà… io faccio finta de pagà!”
“Nun stamo a pettinà le bambole…”
Quanti viaggi abbiamo fatto insieme, in Italia e all’estero. Quanta strada, quanta musica, quante risate accompagnate dalle sue battute.

Ciao, Rolando. 🙏🏻
Sono certo che, anche lassù, troverai il modo di organizzare qualcosa. Magari uno spettacolo, una tournée… o forse un’intera costellazione.

Perché un “venditore di stelle” non può andarsene davvero: continua a brillare nelle storie, nei ricordi e nelle vite di tutte le persone che ha incontrato e io ti sarò per sempre grato.

Con Sara e Silvia ci siamo sentiti pochi giorni fa e so porteranno avanti la tua storia…e noi continueremo a raccontarla. ❤️

06/08/2026

“Lunga e diritta correva la strada…”

Così iniziava la prima canzone che suonai dal vivo accompagnando con la chitarra e suonando i primi accordi che avevo imparato. Era “Canzone per un’amica (Morte di S.F.)” di Francesco Guccini, interpretata dalla voce inconfondibile di Augusto Daolio con i Nomadi.

L’album “I Nomadi cantano Guccini”, pubblicato nel 1973, è stato uno di quei dischi che ho letteralmente consumato a forza di ascoltarlo quando ho iniziato a suonare.

È stato proprio così che ho conosciuto Guccini: attraverso i Nomadi e grazie a Giampaolo Lancellotti, che mi regalò le prime edizioni di Chitarra. Solo più tardi scoprii il resto della sua immensa produzione, anche quella più ironica e leggera.

Ci sono artisti che non scrivono semplicemente canzoni: scrivono pezzi della nostra vita, accompagnano la nostra crescita e diventano la colonna sonora dei nostri ricordi.

Con Francesco Guccini se ne va una parte importante della più bella musica italiana.

Grazie, Maestro.

30/07/2026

🎉🎉🎉56 candeline! Sono una persona davvero fortunata! Brindo a me e a tutti voi che dalla mezzanotte mi state davvero inondando di affetto!!! Grazie di cuore!!! ♥️♥️♥️♥️ Qui in Puglia si festeggia a suon di pasticciotti!!! 🙏🏻🎉🎉🎉🎉🎉

22/07/2026

Post lunghetto... vedete voi. ;-)

𝗖𝗿𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲... 𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗼𝗶 𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲.

A decidere per noi sono gli algoritmi. Stabiliscono cosa ci passa davanti agli occhi, cosa ci finisce nelle orecchie, persino cosa dovrebbe emozionarci. Ma un algoritmo non sa cosa sia la bellezza. Non distingue una nota suonata con l'anima dal rumore di fondo: misura solo il tempo di permanenza. Premia ciò che ci tiene incollati allo schermo il più a lungo possibile. E ciò che ci tiene bloccati lì, raramente è bellezza. Anzi.

Il vero dramma del nostro tempo è che ci siamo abituati alla comodità. I contenuti ( spesso terrificanti) ci cascano addosso da soli, senza che dobbiamo muovere un dito. E quando smettiamo di cercare, smettiamo anche di allenare il pensiero critico, la curiosità, la fame di scoprire.

Un tempo la bellezza andava conquistata. Ci si passavano i pomeriggi nei negozi di dischi, ci si scambiavano le cassette, si leggevano i crediti sulle copertine dei vinili per capire chi avesse suonato quel fantastico assolo o chi avesse curato quell'arrangiamento. Seguivi il consiglio di un amico o rischiavi i tuoi risparmi su un album solo per la copertina. Quel percorso, compresa la fatica, era parte integrante della scoperta. Era ciò che ci rendeva attenti, curiosi, liberi.

La musica bella esiste ancora.
Credeteci. Credetemi. Esiste, eccome. E abbiamo il dovere morale di farla ascoltare alle nuove generazioni.
La grande musica non ha data di scadenza. Non invecchia. Parla alle persone con la stessa forza anche dopo cinquant'anni. Riscoprirla e condividerla potrebbe essere la più bella e rivoluzionaria delle azioni culturali che ci rimangono.

Esiste un universo enorme di artisti che continuano a parlare di rispetto, di emozioni vere, di lavoro sul suono, di crescita e di umanità. Ma quella musica bisogna volerla incontrare. Richiede tempo, ascolto attivo e il coraggio di uscire dal recinto di ciò che ci viene servito sul piatto dal riproduttore automatico.

Ciò che viene premiato dalle logiche dei numeri e dei social raramente coincide con ciò che ha valore. Vince quello che genera una reazione viscerale e immediata: la rabbia, la provocazione, l'eccesso, lo scontro. Non ciò che si sedimenta e ti lascia qualcosa dentro. E così, la musica più visibile finisce per diventare lo spietato specchio della parte più rumorosa e superficiale della società.

Io ricordo bene un'epoca in cui si credeva davvero che la musica potesse cambiare il mondo. John Lennon cantava Give Peace a Chance, Bob Dylan e Woody Guthrie trasformavano le loro chitarre in strumenti di coscienza civile. Era una visione magari ingenua, ma di una potenza straordinaria.

Io continuo a crederci.
Perché nella mia vita, sulla mia pelle e attraverso il mio lavoro, ho visto la musica cambiare le persone. L'ho vista dare una direzione a chi era perso, l'ho vista curare ferite. E quando qualcosa riesce a cambiare anche una sola persona, allora ha ancora il potere di cambiare le cose.

Per questo mi chiedo che tipo di immaginario stiamo consegnando ai ragazzi. E ancora peggio: cosa abbiamo già assimilato noi adulti? Come tutto questo ci ha profondamente trasformati?
Abbiamo finito per normalizzare l'aggressività, la volgarità e la scorciatoia, fino a farle diventare lo sfondo della nostra quotidianità. E poi ci meravigliamo se il linguaggio pubblico è sempre più duro e se il rispetto sembra una roba d'altri tempi.

Sui media e nei racconti di cronaca si fa la stessa identica cosa: si soffia sulla rabbia perché la rabbia fa engagement, genera numeri, fa fare clic. È una logica commerciale spietata che ha invaso l'informazione, i social e, purtroppo, anche la musica. Abbiamo scambiato la libertà d'espressione con la rinuncia a qualsiasi responsabilità educativa e artistica.

Io a tutto questo non mi rassegno. Non ci riesco.
Da musicista, da didatta, ma prima di tutto da cittadino, credo che l'unica resistenza possibile sia continuare a cercare la bellezza. Continuare a studiare, ad ascoltare chi ha davvero qualcosa da dire, a leggere libri che ci mettono in discussione, a suonare con rispetto per se stessi e per gli altri.
Ci provo sempre. A volte cado, ma abbiamo il dovere di tentarci, anche quando sarebbe infinitamente più facile farsi trasportare dalla corrente e delegare ad altri le nostre responsabilità. E si sbaglia tanto... io ho sbagliato tanto e accadrà ancora, ma cercherò sempre di imparare dai miei errori e ripartire.

Ogni volta che decidiamo di spegnere "l'autoplay" e di scegliere noi cosa ascoltare, cosa leggere o cosa guardare, o smettiamo di parlare con "Siri" e chiamiamo un amico, stiamo facendo un gesto "politico" nel senso più alto del termine: stiamo compiendo un atto di libertà.

La libertà vera non è consumare passivamente tutto quello che ci passa il convento.
La libertà è continuare a scegliere. Soprattutto quando qualcuno vorrebbe farlo al posto nostro.
Buona estate a tutti...

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