Fisio Shoulder
Centro Riabilitativo all’avanguardia per la cura a 360° di tutte le patologie della spalla.
Centro Riabilitativo all’avanguardia per la cura e la riabilitazione della spalla a 360°. Disponiamo dei più moderni strumenti fisioterapici e delle più efficaci tecniche riabilitative per un percorso su misura studiato per ogni necessità. Lavoriamo in sinergia agli specialisti ortopedici per individuare la miglior soluzione e farti ritrovare il più efficace gesto quotidiano, lavorativo e sportivo.
17/09/2026
Una spalla instabile non è semplicemente una spalla da rinforzare.
Sensazione di cedimento, insicurezza o perdita di controllo possono comparire per motivi diversi e non tutte le instabilità comportano dolore.
Per questo, prima di iniziare un percorso di esercizi, è importante capire come si comporta la spalla, in quali movimenti compare l’instabilità e quali fattori la influenzano.
Una valutazione specifica permette di individuare le reali necessità della persona e di costruire un percorso mirato, lavorando su forza, controllo, coordinazione e progressione dei carichi.
Se senti che la tua spalla è instabile o poco sicura durante alcuni movimenti, partire da una valutazione può fare la differenza nel capire come intervenire.
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Da Modena al Giappone, con un nuovo obiettivo davanti.
Da maggio 2026 abbiamo avuto il piacere di accompagnare Tommaso Rinaldi in un percorso dedicato alla preparazione della stagione 2026/27 con i Nippon Steel Sakai Blazers.
Ai massimi livelli ogni dettaglio può fare la differenza e, proprio per questo, ogni percorso deve essere studiato su misura.
Il primo passo per costruire il miglior risultato possibile è stato capire con precisione da dove partire.
Con Tommaso siamo partiti dall’analisi del movimento con sensori inerziali, raccogliendo dati oggettivi sulla situazione iniziale e utilizzandoli come base per costruire il lavoro successivo.
Da lì abbiamo potuto impostare un percorso mirato, adattando progressivamente esercizi e carichi alla sua evoluzione e ai suoi obiettivi.
Conoscere il punto di partenza permette di lavorare fin dal primo giorno in modo più preciso, personalizzato ed efficace, ottimizzando il percorso verso il risultato.
Perché, dall’atleta professionista a chi affronta un percorso di recupero, il principio resta lo stesso: prima si misura, poi si costruisce.
Questo è solo il primo passo del lavoro che vi racconteremo nei prossimi video.
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10/09/2026
Nella pallavolo, la spalla è coinvolta in ogni fase del gesto.
Durante battuta e schiacciata, il braccio passa rapidamente attraverso posizioni di elevazione, extrarotazione e intrarotazione, mentre la scapola accompagna il movimento dell’omero.
Ma il lavoro non finisce nel momento in cui si colpisce il pallone.
Dopo l’impatto, la spalla deve anche controllare la decelerazione del braccio, gestendo in pochi istanti un movimento molto rapido e complesso.
E tutto questo viene ripetuto molte volte durante allenamenti e partite.
Per questo, nella pallavolo, non conta solo la forza: servono mobilità, controllo e capacità di gestire il gesto nel tempo.
Conoscere come lavora la spalla è il primo passo per capire come mantenerla efficiente e preparata alle richieste dello sport.
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La spalla non deve solo muoversi: deve saper controllare il movimento.
La sua grande libertà richiede infatti un lavoro costante dei muscoli stabilizzatori, che permettono al braccio di muoversi con precisione anche quando cambiano velocità, direzione e intensità del gesto.
Questo equilibrio tra mobilità e stabilità entra in gioco in molte più attività di quanto immaginiamo.
Anche durante la corsa, per esempio, le braccia aiutano a bilanciare il corpo, accompagnano il passo e contribuiscono a mantenere ritmo e coordinazione.
Il movimento della spalla, inoltre, non avviene mai su un solo piano: flessione, abduzione e rotazioni si combinano continuamente in gesti complessi e tridimensionali.
Per questo allenare o recuperare la spalla significa lavorare non solo sull’ampiezza del movimento, ma anche sul controllo, sulla stabilità e sulla capacità di adattarsi alle diverse richieste.
Conoscerne il funzionamento aiuta a muoverla meglio e a proteggerla nel tempo.
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08/09/2026
Da Modena al Giappone, con la voglia di continuare a migliorare.
Tommaso Rinaldi ha vestito la maglia di Modena dal 2019 al 2021 e poi nuovamente dal 2022 al 2025.
Nel suo percorso ha conquistato il Mondiale U19 nel 2019, dove è stato premiato anche come MVP, il Mondiale U21 nel 2021, l’Europeo U22 nel 2022 e la CEV Cup con Modena nel 2023.
Nella stagione 2025/26 è iniziata la sua esperienza in Giappone con i Nippon Steel Sakai Blazers, squadra con cui proseguirà anche nel 2026/27 nel ruolo di co-capitano.
Da maggio 2026 abbiamo avuto il piacere di lavorare con un atleta professionista di grande livello, accompagnandolo in un percorso dedicato alla preparazione della nuova stagione.
Un lavoro costruito passo dopo passo, partendo dalla sua situazione iniziale, variando progressivamente esercizi, e carichi, secondo la sua evoluzione e in base ai suoi obiettivi.
Come per ogni nostro paziente, anche con gli atleti il principio resta lo stesso: ogni dettaglio conta e ogni percorso deve essere costruito su misura.
Grazie Tommaso per la fiducia e il lavoro condiviso in questi mesi.
Un grandissimo in bocca al lupo per la stagione 2026/27 in Giappone! 🇯🇵🏐
Nei prossimi giorni vi porteremo dentro questo percorso, raccontandovi più da vicino il lavoro fatto insieme, dalla valutazione iniziale alle diverse fasi di preparazione.
04/09/2026
Dolore nella parte alta della spalla durante gesti specifici, attività manuali o sportive?
Potrebbe essere coinvolta l’articolazione acromion-claveare, il punto di incontro tra acromion e clavicola.
Nella forma cronica, i sintomi possono essere subdoli e variabili: possono emergere durante alcuni movimenti e non presentarsi sempre con la stessa intensità.
L’articolazione A-C può diventare la “vittima” di una discinesia scapolare persistente. In parole semplici, la scapola può muoversi o coordinarsi in modo non ottimale, aumentando lo stress sulla parte alta della spalla durante i movimenti ripetuti.
Per questo la valutazione non deve limitarsi soltanto al punto doloroso, ma deve considerare anche:
• i rapporti articolari contigui
• la coordinazione cervico-scapolare
• il movimento della scapola
• la catena cinetica
• il gesto che provoca i sintomi
Quando si lavora sulla spalla, non è detto che ogni esercizio debba coinvolgere direttamente la spalla.
Il movimento dell’arto superiore si inserisce infatti in un sistema più ampio, in cui anche torace e tronco hanno un ruolo importante.
Nel primo esercizio, alla spalliera, l’obiettivo è lavorare sulla mobilità del torace e del tronco, creando movimento a livello del busto.
Nel secondo, invece, il cavo del rack viene utilizzato per proporre una resistenza che richiede controllo del tronco e attivazione della muscolatura addominale.
Due esercizi diversi, con un punto in comune: considerare il corpo nel suo insieme e non concentrarsi esclusivamente sulla zona in cui si avverte il problema.
perchè in un percorso dedicato alla spalla, bisogna guardare più lontano, oltre al spalla
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01/09/2026
“Con questa lesione alla vertebra ci vuole massima prudenza.”
È il parere del dott. Paolo Baudi, traumatologo e specialista in chirurgia della spalla, interpellato da una testata giornalistica nazionale per approfondire il recente infortunio di Tadej Pogačar alla Vuelta.
Il ciclista sloveno, vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France, dopo la caduta ha riportato una frattura scomposta della clavicola sinistra, una lesione alla settima vertebra cervicale e un trauma cranico.
Ma il problema non si ferma necessariamente alla spalla.
Il dott. Baudi ha sottolineato soprattutto la necessità di non accelerare i tempi in presenza di una lesione cervicale.
Essere interpellati su un caso di questa rilevanza significa mettere competenza specialistica ed esperienza al servizio di un’informazione accurata.
31/08/2026
Un gesto rapido, un movimento oltre il proprio range o un carico eccessivo possono mettere sotto stress l’articolazione acromion-claveare, il punto di incontro tra acromion e clavicola.
Nella forma acuta, il dolore può comparire all’improvviso: può essere localizzato o irradiato, diventare intenso e limitare il movimento della spalla oltre i 90°.
La valutazione non deve fermarsi soltanto al punto doloroso. È importante considerare anche l’eventuale edema osseo, i rapporti articolari contigui, la coordinazione tra i muscoli cervico-scapolari, la scapola e come si muove l'intero arto superiore.
Perché quando l’origine è multifattoriale, anche il percorso di recupero deve esserlo.
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Alcuni movimenti possono far comparire un dolore molto preciso nella parte alta della spalla.
Se il fastidio aumenta quando porti il braccio verso il lato opposto del corpo o quando solleciti questa zona, l’articolazione acromion-claveare potrebbe essere coinvolta.
È una piccola articolazione, ma può diventare dolorosa in seguito a traumi, sovraccarichi o movimenti ripetuti.
Individuare da dove nasce il dolore è il primo passo per capire come intervenire.
Per questo una valutazione specifica può fare la differenza.
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