Eucaristant
La tua Parola mi fa vivere. Questo blog nasce da un'esigenza spirituale: la meditazione quotidiana della Parola di Dio.
Questa Parola spezzata e liberamente donata agli altri può contribuire all’edificazione del Regno di Dio.
10/10/2026
Gesù rilancia una beatitudine fondamentale in risposta ad un’acclamazione. La beatitudine riguarda coloro che si mettono in ascolto della Parola di Dio e la mettono in pratica. A questo punto è facile notare un aspetto non secondario: questa frase uscita dalla bocca di Gesù ha un peso notevole. Gesù stava parlando alle f***e, ai discepoli presenti. Parlava del Regno di Dio, parlava le Parole stesse di Dio. Qui si tratta di ascoltare Lui stesso. C’è questo passaggio implicito, dalla parola di Dio a Lui che la parla e la vive. Infatti mettere in pratica la parola vuol dire anche vivere come Gesù ha vissuto i suoi stessi insegnamenti. In altre parole significa stare con Gesù e seguirlo.
VIVI
Ascoltare Gesù e seguirlo implica anzitutto avere fiducia in lui. In chi hai riposto la tua fiducia?
Una fiducia piena Leggi In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro c…
10/10/2026
Gesù nel Vangelo di oggi ci rende consapevoli di quanto sia indispensabile il combattimento spirituale. Non pensiamo ai film o alle serie che spettacolarizzano queste realtà spirituali. Ma ci riferiamo a qualcosa di più sottile, perverso, e nascosto.
Il cuore umano è un luogo conteso tra Dio e il maligno. Gesù descrive come il maligno cerca di prendere possesso dell’anima umana. Il punto è che noi siamo stati pensati da tutta l’eternità per avere comunione con il Signore. Lo spirito cattivo cerca invece di prendere dimora nel cuore umano e di distruggerlo dall’interno cominciando dal sospetto, dal dubbio, dalla deformazione e interpretazione errata del volto di Dio, della realtà e di sè stessi. Ferisce la relazione vitale con il Signore e gli altri, giudicandoli, distaccandoci, alimentando risentimenti, rancori, cercando luoghi compensativi e distruttivi, e accentuando il senso di impotenza fino ad arrivare alla disperazione.
Soltanto lo Spirito Santo, il Forte, il dito della mano di Dio può compiere una liberazione da questa cappa soffocante del maligno. Lo Spirito del Signore è libertà mista a gioia e pace. Invochiamolo ogni giorno perchè è il nostro Consolatore e Avvocato al cospetto del Padre.
VIVI
Confessati regolarmente, e nutriti dell’euaristia. Abbi un’intima comunione con il Signore per mezzo dello Sprito Santo. Invocalo ogni giorno con il canto, con la preghiera, con tutto il cuore.
Lo Spirito del Signore è liberante Leggi In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli doman…
08/10/2026
Il Vangelo di oggi è sorprendente. Quante cose chiediamo al Signore eppure non riceviamo risposta? Lui dice: chiedete e vi sarà dato. Quante ricerche abbiamo fatto di situazioni, soluzioni, persone, eppure non abbiamo ottenuto il risultato sperato? Lui dice: cercate e troverete. A quante porte abbiamo bussato eppure troppe strade ci appaiono bloccate? Lui dice: bussate e vi sarà aperto. E poi continua: Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Attenzione…chiunque.
La preghiera è capace di ottenere cose speciali? Non è la preghiera in sè stessa, ma il desiderio del cuore che presentiamo personalmente al Signore, insistentemente, tenacemente. E se c’è una preghiera che viene immediatamente esaudita è quella per ricevere lo Spirito Santo. Tante cose possono aspettare nella preghiera di richiesta, ma se chiediamo il dono dello Spirito, questo è immediatamente esaudito!
VIVI
Chiedi, invoca, supplica, chiama lo Spirito Santo. Stai sicuro che questa richiesta è istantaneamente esaudita. Nello Spirito Santo poi apri il cuore a Dio Padre perchè da figlio o figlia amata, in Cristo, tu possa presentare le tue richieste. Sappi che sono ascoltate.
La preghiera di richiesta Leggi In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da …
08/10/2026
Il Santo Rosario è una preghiera potente che apre il cielo e lo porta nel nostro cuore. Molti pensano che pregare il Rosario consiste nello sgranare noiosamente tante Ave Maria…ma il punto è un altro. Il cuore del S.Rosario è contemplare i misteri della vita di Gesù, di volta in volta, gioiosi, dolorosi, luminosi e gloriosi. Questa contemplazione realizza qualcosa di assolutamente unico: mette “in contatto” la nostra vita con quella di Gesù Cristo.
Se la storia di Gesù è una storia di salvezza, allora immergendo la nostra vita con quella di Cristo sperimentiamo la sua potenza in noi. Questo “ponte”, questo “contatto”, questa partecipazione viene realizzata dalla Vergine Maria. In lei il cielo è sceso nella carne umana. Nel suo cuore Maria meditava tutti gli eventi di salvezza. Lasciamo che sia lei ad intrecciare la nostra vita con la vita salvifica del Figlio.
VIVI
Prega il Santo Rosario! Se non sai come si fa, scaricati un’app dedicata dallo Store.
06/10/2026
Marta e Maria…due sorelle che hanno ospitato il Signore nella loro casa e hanno ascoltato la sua Parola. Gesù amava tanto queste sorelle insieme al loro fratello Lazzaro. Il loro primo incontro è stato speciale. La sorella piccola, Maria, ai piedi di Gesù, pendeva dalle sue labbra. Lei lo ha ospitato più di Marta, perchè ha aperto il suo cuore alla parola di Gesù e a tutta la sua presenza. Marta era “distolta” per i molti servizi. Marta ha fatto spazio a Gesù nella sua casa ma il suo cuore era affannato nel preparare tutto per lui e i discepoli. Non si preoccupava di preparare il suo ascolto.
Anche noi nella Chiesa rischiamo di vivere la medesima dinamica. Siamo più sbilanciati nel fare, organizzare, promuovere, preparare, progettare, riparare, riunire, chiamare, ecc…piuttosto che ascoltare la Parola. La parte migliore è gustare la presenza di Dio e mettere in pratica quello che ci indica. Gesù lo ha affermato una volta per tutte: la parte migliore è stare con Lui e ascoltare le sue parole.
VIVI
Inizia a frequentare l’adorazione eucaristica. Come Maria, vai ai piedi del Signore e mettiti in dialogo con Lui. Parlagli di tutto e poi attendi in silenzio. Il Signore ti donerà un pensiero, un’immagine, qualcosa di importante solo per te.
La parte migliore Leggi In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltav…
06/10/2026
Il Vangelo è concreto. Tocca la vita reale e ti da la vita interiore. La storia del buon samaritano che Gesù racconta con ricchezza di particolari, manifesta in sostanza cosa significa amare il prossimo. Non si tratta di sentimenti, né di empatia, bensì di vedere, provare compassione e prendersi cura facendosi carico di tutto. Le persone non sono un mezzo per raggiungere i nostri fini, semmai sono il fine da raggiungere coi nostri mezzi messi a servizio per amor loro. La prospettiva è ribaltata. I frutti della conversione infatti si misurano a partire da quanto siamo disposti ad amare. Questa Parola ci fa rendere conto che ci sono molte persone che il Signore ci ha messo accanto perché ce ne potessimo prendere cura.
VIVI
Il prossimo sei tu. Sei tu chiamato a diventare prossimo alla persona che incontri, che hai vicino. Amala.
Fa’ questo e vivrai Leggi In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Le…
04/10/2026
Dio ha piantato e curato con grande attenzione una vigna: è l’immagine della nostra vita. Ogni cosa che siamo e che abbiamo ricevuto parla di un dono che ci è stato affidato. La vita, le persone che incontriamo, le nostre capacità, il tempo e tutto ciò che ci circonda non sono realtà di cui possiamo considerarci padroni assoluti. Eppure spesso lo dimentichiamo e finiamo per appropriarci di ciò che abbiamo ricevuto, arrivando persino a voler estromettere dalla vigna Colui che l’ha piantata e curata. Quando Dio ci chiederà conto dei frutti della nostra vita, che cosa potremo portare davanti a Lui? Non l’oro, il potere, il successo o ciò che abbiamo accumulato, ma l’amore che avremo saputo donare gratuitamente. Alla fine, ciò che rimane davvero è il bene che abbiamo compiuto e l’amore con cui abbiamo vissuto.
San Francesco d’Assisi ci offre una testimonianza bellissima di questa consapevolezza. Sul finire della sua vita, rivolgendosi ai suoi frati, ha detto: «Io ho fatto la mia parte; la vostra ve la insegni Dio». In queste parole possiamo cogliere una grande verità: ciascuno di noi ha ricevuto una vigna diversa, con doni, persone, responsabilità e situazioni che Dio affida alla nostra cura. La nostra vocazione consiste nel far fruttificare ciò che abbiamo ricevuto, secondo il cammino che il Signore ha pensato per noi. Siamo chiamati alla santità, ma ognuno attraverso la propria storia, il proprio stile e i doni che Dio gli ha affidato. La domanda, allora, che ci poniamo diventa: che frutti sto portando nella vigna che mi è stata affidata? Perché un giorno potremo restituire a Dio ciò che abbiamo ricevuto, trasformato in amore.
VIVI
Ringrazia il Signore per ciò che ti ha consegnato e prova a compiere un gesto gratuito di amore verso qualcuno. Ricorda che la santità non consiste nel diventare qualcun altro, ma nel permettere a Dio di far fruttificare pienamente la vigna che ha affidato proprio a te.
03/10/2026
Al cristiano, cioè a colui che attraverso il Battesimo appartiene a Cristo, viene donato lo Spirito Santo per partecipare alla sua missione nel mondo. Per questo il battezzato è chiamato a lottare contro il male, a portare guarigione, ad annunciare il Vangelo e a diventare strumento attraverso cui Dio può raggiungere gli altri. Gesù, infatti, dice ai discepoli: «Ecco, vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico». È un potere che ha una natura completamente diversa da quella che siamo abituati a cercare nel mondo, poiché, non consiste nel dominare, nel primeggiare o nell’imporsi sugli altri, ma nella possibilità di lasciar agire Dio attraverso la nostra vita. Questo è possibile perché Cristo ci ha resi partecipi della sua vittoria e ci ha aperto la strada della salvezza.
Eppure Gesù invita i discepoli a non fermarsi alla straordinarietà delle opere compiute. «Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». Che meraviglia! La gioia più grande non consiste in ciò che riusciamo a fare per Dio, nemmeno nelle opere più grandi che possiamo compiere nel suo nome. La gioia vera nasce dal sapere che apparteniamo a Lui e che il nostro nome è scritto nei cieli. Ecco perché, per compiere le opere di Dio, abbiamo bisogno dell’umiltà di Cristo e, cioè, riconoscere che tutto ciò che di buono possiamo fare nasce dalla sua grazia. Il Signore ci rende suoi collaboratori, ma ci insegna anche a non appropriarci dei suoi doni. Più impariamo a vivere nell’umiltà, più diventiamo liberi di lasciar operare Dio attraverso di noi.
VIVI
Quando compi qualcosa di bello, ringrazia il Signore riconoscendo che ogni dono viene da Lui. Chiedigli la stessa umiltà di Cristo, perché tu possa essere uno strumento nelle sue mani senza cercare il riconoscimento personale. Ricorda soprattutto questa certezza: il tuo nome è scritto in cielo. La tua gioia più profonda nasce da questo.
Rallegrati: il tuo nome è scritto in cielo Leggi In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.…
02/10/2026
Oggi la Chiesa ci fa fare memoria degli angeli custodi. Ma chi sono, realmente, gli angeli? Sono esseri spirituali, creature di Dio, che vivono alla sua presenza e partecipano alla sua volontà. Dio li pone accanto all’uomo come segno della sua cura e della sua vicinanza, perché ci accompagnino nel cammino e ci orientino verso di Lui. Gesù stesso, nel Vangelo di oggi, ci ricorda che gli angeli dei piccoli «nei cieli vedono sempre la faccia del Padre». È un’immagine bellissima: dietro la nostra vita c’è una presenza invisibile che ci ricorda continuamente che apparteniamo a Dio e che il nostro cammino è custodito dal suo amore.
Ognuno di noi è accompagnato da questa presenza discreta. L’angelo custode non vive al posto nostro e non prende le nostre decisioni, ma ci sostiene nel discernimento, ci richiama alla Parola di Dio e ci incoraggia a scegliere il bene. Nei momenti di gioia come in quelli di difficoltà, nelle situazioni semplici e in quelle che sembrano troppo grandi per noi, possiamo ricordarci che Dio non ci lascia soli. Anche quando facciamo fatica ad ascoltarlo, la sua cura continua a raggiungerci. La presenza dell’angelo custode diventa così un richiamo alla fiducia dicendoci che il nostro cammino verso Dio è accompagnato e custodito, e possiamo affrontare ogni giornata con il coraggio di chi sa di essere amato.
VIVI
C’è una preghiera semplice ma potente che sarebbe opportuno riprendere quotidianamente per entrare in relazione col nostro angelo custode:
Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen
Gli angeli nel cielo vedono sempre il volto di Dio Leggi In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dic…
01/10/2026
Il Signore ci manda «come agnelli in mezzo ai lupi» e, per di più, ci manda con un equipaggiamento che secondo la logica del mondo potrebbe sembrare insufficiente. Gesù chiede ai suoi discepoli di non portare con sé una seconda tunica, né sacca, né sandali. È un invito a partire leggeri, senza cercare nelle sicurezze materiali la forza necessaria per compiere la missione. Quando siamo chiamati ad annunciare il Vangelo, possiamo facilmente pensare di aver bisogno di strumenti, capacità, riconoscimenti o sicurezze che ci facciano sentire preparati. Gesù ci ricorda invece che il centro della missione è Lui e che ciò che siamo chiamati a portare agli altri è anzitutto il suo Vangelo e la sua pace.
Partire senza troppe sicurezze significa imparare a fidarsi. Non si tratta di cercare la sofferenza, di vivere nel disagio per dimostrare qualcosa o di attirare l’attenzione su di sé. Si tratta piuttosto di riconoscere che la missione non dipende soltanto dalle nostre forze. Il discepolo porta la pace di Cristo e la offre a chi è disposto ad accoglierla, sapendo anche accettare che qualcuno possa rifiutarla. La povertà richiesta da Gesù diventa così una scuola di fiducia: ci libera dalla pretesa di controllare tutto e ci insegna a lasciare spazio all’azione di Dio. Quando partiamo con il Vangelo tra le mani e la pace nel cuore, possiamo attraversare anche situazioni che sembrano più grandi di noi, perché sappiamo che la nostra forza viene da Colui che ci ha mandato.
VIVI
Quali sono le sicurezze di cui pensi di avere bisogno per sentirti capace di testimoniare la tua fede? Porta questa domanda nella preghiera e prova a consegnare al Signore ciò che ti rende troppo dipendente dalle tue forze. Lascia che sia Lui a operare attraverso di te.
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