Giulia Contini

Giulia Contini

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Giulia Contini, Personaggio politico, Pisa.

Attivista per il diritto alla casa da quasi 15 anni all'interno dell'Unione Inquilini di cui oggi sono componente della segreteria nazionale, consigliera comunale a Pisa nella coalizione Diritti in Comune, lavoro come avvocata civilista.

Photos from Rifondazione Comunista Federazione di Pisa's post 21/09/2026
19/09/2026

È stata una settimana dura.
Certe volte mi guardo intorno e mi chiedo in che posto sono finita.
Un luogo dove si stravolge la storia, dove anarchia e nazismo diventano la stessa cosa.
Quello stesso luogo dove si nega il cambiamento climatico, si racconta che va tutto benissimo in una citta con 530 famiglie in emergenza abitativa e in un paese con 5,6 milioni persone che vivono in povertà assoluta.
Mentre mi chiedo dove sono finita guardo il lavoro dei miei compagni e delle mie compagne.
Noi però lì dentro ci continuiamo a muovere, così come e ancor di più fuori da quel luogo, cercando faticosamente di sfondarla questa colata di cemento e menzogne che soffoca, nasconde, reinventa la storia.

Una città in comune Rifondazione Comunista - Pisa città

18/09/2026

Ieri in consiglio abbiamo ritenuto che queste dovessero essere le nostre prime parole.
Dietro ai femminicidi c'è una colpa di stato, la stessa che porta a leggi come quella valditara. Tante sono le persone che ne chiedono l'abrogazione e abbiamo voluto dare eco alla loro voce e a quella di tutte le nostre sorell3 a cui la violenza patriarcale l'ha tolta per sempre.

17/09/2026

Su via Maccatella la Giunta scappa dal confronto in consiglio comunale

Quanto è appena accaduto in consiglio comunale sul progetto di via Maccattella è vergognoso. Lo scorso 17 agosto abbiamo depositato una interrogazione per stanare la Giunta su quali fossero le loro reali intenzioni su questa area, in quanto da sempre diciamo con chiarezza che quella zona verde della città va tutelata. Per regolamento la Giunta entro 30 giorni deve rispondere in forma scritta cosa che non è avvenuta e per questo oggi l'interrogazione è stata iscritta all'ordine del giorno per discuterla consegnando al contempo la risposta scritta. E invece?? Nulla! La risposta scritta non c'era, l'assessora Scarpa era assente e il sindaco si è guardato bene da metterci la faccia, e ancora una volta i più elementari meccanismi di funzionamento di un consiglio comunale sono stati calpestati. Questo dimostra ancora una volta la debolezza della Giunta nell'affrontare una discussione pubblica su questo progetto contro cui da mesi c'è una ampia mobilitazione. Vedremo domani in conferenza dei capigruppo se la destra boccerà la richiesta che faremo di calendarizzare la mozione popolare nel consiglio comunale del 24 settembre o scapperà ancora. Un dato è certo Conti non vuole che di questa vicenda si parli in consiglio

Una città in comune Rifondazione Comunista - Pisa città

16/09/2026

Domani ripartiamo. Cosi

Quasi due mesi senza Consiglio comunale: ripartiamo da ambiente, servizi sociali e diritto alla casa

Dopo quasi due mesi torna a riunirsi il Consiglio comunale di Pisa. Un’interruzione così lunga rappresenta un enorme buco di democrazia, che giudichiamo inaccettabile. I problemi della città non vanno in vacanza: continuano le difficoltà delle famiglie, le emergenze sociali e le decisioni che incidono sul territorio. Lasciare così a lungo ferma l’assemblea cittadina significa comprimere il confronto pubblico e la possibilità di chiedere conto al sindaco e alla Giunta delle proprie scelte. È una questione che riguarda il diritto di tutta la cittadinanza a essere rappresentata e ascoltata.

Come Diritti in Comune affrontiamo questa ripresa con proposte precise: la mozione contro l’ossicombustore di Peccioli, il problematico inizio dell’anno scolastico, con servizi essenziali ridotti — assistenza specialistica e trasporto sociale — e l’inerzia del Comune rispetto agli affitti brevi.

Tre grandi questioni legate da una scelta politica: mettere al centro la salute, i servizi pubblici e il diritto di vivere nella propria città.

Dalla mozione contro l’ossicombustore lanciamo una campagna regionale. Invitiamo consigliere e consiglieri, gruppi consiliari e amministrazioni di tutti i Comuni dell’ATO Toscana Costa a presentare e discutere il testo nei rispettivi Consigli. Vogliamo costruire una presa di posizione diffusa dei territori, capace di dare forza alla mobilitazione di comitati, associazioni e cittadinanza.

Il via libera della Giunta regionale dell’8 settembre rende questa iniziativa ancora più necessaria. Contestiamo una scelta destinata a condizionare per decenni la gestione dei rifiuti e chiediamo che il progetto venga fermato. Alla pretesa che non esistano alternative rispondiamo indicando una direzione precisa: prevenzione, riduzione dei rifiuti alla fonte, riuso, raccolta differenziata di qualità e recupero di materia. È su queste priorità che devono concentrarsi la programmazione e gli investimenti pubblici.

La questione riguarda tutti i Comuni dell’ATO Costa: il modello di gestione, l’impiego delle risorse e le conseguenze ambientali delle scelte impiantistiche devono essere oggetto di discussione e indirizzo democratico. Chiediamo a ogni forza politica di assumersi una responsabilità riconoscibile, anche quando questo significa mettere in discussione le decisioni della propria maggioranza regionale. La tutela dei territori viene prima delle appartenenze.

Sulla scuola diciamo una cosa chiara: i servizi devono essere garantiti. Lo scioglimento della Società della Salute, una scelta scellerata frutto delle decisioni della destra pisana, non può tradursi in disservizi che impediscano pari dignità nell’accesso e nella frequentazione della scuola a bambine, bambini, ragazze e ragazzi con disabilità.

Le ore sono state ridotte e questo è inaccettabile. Per questa ragione abbiamo chiesto anche la discussione di un argomento urgente in commissione, che ci consenta di aprire immediatamente un confronto.

Sempre parlando di scuola, vogliamo anche dare atto di aver acceso una lente sulla vicenda delle scuole Puccini: è inaccettabile che vi siano crepe che compromettono la sicurezza e la vivibilità degli ambienti scolastici. Su questo è preciso dovere del Comune fornire un quadro chiaro ai genitori e a chi lavora all’interno della scuola.

Consapevoli che i problemi, come quello abitativo, non si fermano durante l’estate e, anzi, si aggravano, abbiamo presentato un question time sulle locazioni turistiche, anche alla luce delle recenti novità europee, che attribuiscono ai Comuni un inevitabile dovere di attivazione.

Nel nostro Comune, l’assessore competente Pesciatini non trova da ventuno mesi due ore di tempo per ve**re a rispondere in commissione alle nostre domande. Per questo utilizziamo ogni mezzo a nostra disposizione per continuare a porle.

Domani in Consiglio si discuterà finalmente anche la nostra interrogazione su via Maccatella, visto che la Giunta non ha inviato la risposta scritta entro i 30 giorni previsti dal Regolamento.

In vista della discussione della mozione popolare, che chiederemo avvenga nel prossimo Consiglio del 24 settembre, incalziamo la Giunta su un progetto che non condividiamo in alcun modo e che deve essere immediatamente sospeso.

I nostri atti non si fermano qui e ci aspetta un lavoro impegnativo anche in questi restanti mesi fel 2026. Sul fronte della memoria, ad esempio, abbiamo chiesto che la nuova struttura che sarà dedicata al dopo di noi in via Contessa Matilde possa essere intitolata a Carlo Cammeo, perché Pisa è e sempre sarà una città antifascista.

Apriremo, però, questo Consiglio con una comunicazione che sia un richiamo alla lotta e, allo stesso tempo, una voce di speranza. Il nostro primo pensiero è rivolto alle vittime di femminicidio e transcidio, uccise dalla violenza patriarcale, come nei tanti terribili episodi che hanno cosparso di sangue l’Italia anche durante questi mesi estivi.

Per noi i femminicidi sono una responsabilità dello Stato, soprattutto di uno Stato che rende illegale nelle scuole l’educazione sessuoaffettiva.

Di fronte a tutto questo, le quasi 600 mila persone che hanno, a oggi, firmato la richiesta di referendum abrogativo della legge Valditara rappresentano per noi una speranza.

C’è un’Italia che si muove per distruggere un sistema di potere, un’Italia che costruisce alternative fuori dalla politica che governa i nostri territori. Noi proviamo a portare queste voci anche dentro il Consiglio comunale.

15/09/2026

𝐀𝐟𝐟𝐨𝐫𝐝𝐚𝐛𝐥𝐞 𝐇𝐨𝐮𝐬𝐢𝐧𝐠 𝐀𝐜𝐭: 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐚𝐦𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝟐𝟏 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢

Pochi giorni fa è iniziato il percorso di approvazione di un nuovo regolamento europeo: l’ Affordable Housing Act

Anche se non è ancora stato adottato, con l' Affordable Housing Act l’Unione Europea conferma tre cose che ormai sappiamo da tempo:

🟧Il problema abitativo esiste ed è gravissimo. Infatti, come afferma la stessa Commissione Europea, il “40 % degli europei considera gli alloggi a prezzi accessibili un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive, salendo al 51 % nelle città”.

In altre parole, l' Europa ammette che le case a disposizione del bisogno abitativo sono poche e troppo costose.

🟧Anche il turismo incontrollato contribuisce al problema con gli affitti brevi.

🟧La crisi è creata anche dai grandi proprietari che "congelano" il patrimonio immobiliare. Meno risorse, prezzi più alti per quelle che ci sono. Peccato che non manchino fisicamente le case, ma che sono solo “congelate”, lasciate volutamente vuote e fuori dal mercato per alterarlo artificialmente affinché i prezzi lievitino.

⚠️Nonostante il riconoscimento di questi problemi, la proposta di regolamento ha dei forti limiti:

🔴Si ignora il ruolo centrale che la speculazione gioca in tutta Europa, il modo in cui un enorme patrimonio immobiliare si concentra nelle mani di pochi, ricchissimi proprietari, che spesso non sono nemmeno persone fisiche, ma fondi finanziari. Ricchissimi investitori/speculatori che sempre più spesso riescono anche ad acquistare beni pubblici in a prezzi stracciati.

🔴 Per fare fronte alla crisi abitativa, i Comuni, potranno limitare le locazioni turistiche solo se dimostrano di essere un territorio in “stress abitativo”. Non si chiarisce però come dovrebbero dimostrarlo.

🔴L' atto europeo non stabilisce sanzioni a livello europeo per affrontare il problema degli immobili sfitti. Pur incoraggiando gli Stati verso quella direzione, eventuali obblighi o sanzioni dipenderebbero unicamente dalle leggi del singolo Stato membro o del singolo Comune, qualora abbiano la facoltà di applicare sanzioni.



Una direzione molto più blanda di quella tracciata dalla legge regionale in materia, e ancora una volta assistiamo a grandi principi affermati nelle premesse degli atti, come già abbiamo visto con il Piano casa europeo, e con quello italiano, che però non sono accompagnate da regole certe e incisive che spostino davvero l’ago della bilancia.

Il tutto mentre manca un piano efficace di intervento e investimento sull’edilizia residenziale pubblica, essenziale per incidere sulla povertà abitativa.

Anche se la proposta a livello europeo è insufficiente per ristabilire un minimo di giustizia sociale e abitativa, mette al centro un elemento certo: i Comuni hanno un ruolo essenziale.

‼️⚠️Questi problemi li troviamo anche a Pisa, come denunciamo da tempo.

L’ultimo report di Idealista pubblicato lo scorso agosto certifica a Pisa gli affitti hanno toccato il massimo storico di 13,30 euro al metro quadro: per un normale trilocale da 75 mq servono ormai 1.000 euro al mese di solo affitto.

A Dicembre, in base ai dati ufficiali che abbiamo chiesto a Pisa c'erano 1500 alloggi turistici. Consultando la piattaforma AirDna, possiamo confermare che risultano stabilmente attivi ben 1.300 (+4% su base annua).

Di questi, togliendo quelli che statisticamente hanno un unico proprietario, 240 alloggi circa sono in mano a pochissimi mega-proprietari, e generano oltre 3 milioni di euro di profitto netto l'anno. Questo guadagno è concentrato nelle mani di pochi molto ricchi, e non ha nessuna ricaduta sul territorio.

Intanto il Comune spende 3,3 milioni di soldi pubblici per dare un tetto temporaneo in albergazione a oltre 950 famiglie e coppie escluse dal mercato della casa.

‼️✍️Di proposte noi ne abbiamo fatte diverse in questi anni. Mai ascoltate.

Tenere conto dei numeri dell’emergenza abitativa, dei redditi dei proprietari, delle zone interessate e stabilire dei limiti per riportare le case sul mercato abitativo, aumentando l’offerta a disposizione e contribuendo a interve**re su un mercato che ha dei prezzi ormai insostenibili.

Già a luglio 2026, come Diritti in Comune, avevamo presentato una proposta concreta attraverso un Ordine del Giorno che chiedeva un piano straordinario di controlli sulle false dichiarazioni di inagibilità degli alloggi sfitti, per recuperare l’evasione IMU dei grandi patrimoni e destinarla interamente all’emergenza abitativa. La maggioranza ha bocciato quell’atto, preferendo regalare agevolazioni ingiustificate a chi tiene le case vuote piuttosto che dare alloggi a chi ne ha davvero bisogno.

Come se non bastasse, da gennaio 2025 (!!!) stiamo aspettando che l’Assessore Pesciatini trovi due ore di tempo per ve**re a spiegare nella commissione competente se Pisa adottare un regolamento degli affitti brevi e come. Questo ritardo non è un problema di impegni, è una scelta politica.

Noi insistiamo per parlare davvero di casa, disuguaglianze e diritti. Chi sembra averne paura è la Destra che governa Pisa.

06/09/2026

L’Unione Inquilini al corteo del 19 settembre SPIN TIME BENE COMUNE

04/09/2026

⚠️Aggiornamento: si parte in salita.‼️

In capigruppo come annunciato ho portato la nostra proposta di fare un primo consiglio comunale già dal 10 settembre.
Ma la destra ha bocciato questa proposta, stabilendo solo due consigli uno il 17 e uno il 24.

🕑 Insomma a pisa il dibattito democratico si ferma per 56 giorni!! (Dal 23 luglio).. intanto la gente è a casa, se ce la fa a pagarla, perde il lavoro, nel mondo e nel paese si muove di tutto.
Non solo.

Ci sono mozioni depositate dal 2023 e che ancora non abbiamo discusso.
Per questo ho detto che la proposta di due soli consigli partendo il 17 è ridicola.

Fa perdere di credibilità al ruolo della politica istituzionale.

Anche nella contrapposizione più aspra che ci può essere con una destra reazionaria come quella dei partiti tra cui quello del sindaco che governa pisa, discutere in consiglio ha per noi il senso di dare voce a un pensiero che chiede un cambiamento radicale in un mondo così ingiusto.
Ecco..zittire questa voce ( o meglio, darle modo di parlare il meno possibile) è una scelta precisa fatta da una destra che riduce il dibattito democratico al minimo.

18/08/2026

L'ipocrisia si fa norma (regionale).

⭕️ 𝗠𝗶𝗴𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝘃𝗼𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮: 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 ⭕️


A poco più di un mese dalla sua approvazione, la Regione Toscana ha revocato integralmente la delibera 841 del 6 luglio sui controlli sanitari e di vulnerabilità delle persone migranti, sostituendola con la nuova delibera n. 1040 del 10 agosto.

Una delibera che avevamo già contestato perché rischia di assegnare al personale sanitario un ruolo improprio all’interno di procedure finalizzate al confinamento in “luoghi specifici”, al trattenimento alla frontiera o all’espulsione immediata, facendo dell’atto sanitario uno strumento di una procedura amministrativa e di controllo, in evidente contrasto con i principi propri delle professioni sanitarie, con il Codice Deontologico e con gli standard internazionali di tutela dei diritti umani.

La Regione, infatti, per quanto affermi di aver ritenuto necessario interve**re dopo «successivi approfondimenti»; lascia invariata la sostanza delle sue previsioni: il Servizio Sanitario Regionale continua a essere coinvolto in procedure amministrative gestite dall'Autorità di Pubblica Sicurezza (P.S.) nell'ambito dell'attuazione delle nuove politiche europee e nazionali sull'immigrazione.

La Regione conferma sostanzialmente tutto l'impianto della Delibera precedente: le visite saranno effettuate da personale del Servizio Sanitario Regionale e anche dai medici di Medicina Generale, all'interno di Case della Comunità, Distretti, ambulatori ospedalieri e altre strutture sanitarie accreditate e la valutazione dello stato di salute delle persone migranti sarà poi consegnata all'Autorità di pubblica sicurezza. Saranno inoltre specifici accordi tra Aziende sanitarie e Prefetture a individuare le strutture in cui effettuare le valutazioni e a definirne le modalità operative.

È precisamente questo il punto sul quale continuiamo a esprimere la nostra contrarietà.

La funzione del Servizio Sanitario pubblico deve essere quella di curare e tutelare la salute delle persone, indipendentemente dal loro status giuridico, e non quella di diventare un ingranaggio delle procedure di controllo, trattenimento ed espulsione.

Non solo. La detenzione amministrativa nei CPR è un sistema barbaro e lesivo dei diritti fondamentali, che priva della libertà persone che non stanno scontando alcuna condanna penale. E per noi il punto resta questo: non esiste una condizione fisica che possa rendere accettabile la permanenza in luoghi di questo tipo.

Per questo chiediamo alla Regione Toscana di non limitarsi a fare ritocchi di facciata alla precedente delibera (rimuovere che il medico effettua una "valutazione dell'idoneità alla vita in comunità ristretta") ma di cambiare radicalmente indirizzo politico; le finalità comunque di questa attività sono evidenti nel momento in cui l'esito della valutazione sanitaria viene consegnata nelle mani della P.S.

Chiediamo che le Aziende sanitarie non sottoscrivano accordi con le Prefetture che subordinino l'attività sanitaria alle procedure di Pubblica Sicurezza e che venga tutelata pienamente l'autonomia professionale, etica e deontologica del personale sanitario.

Rinnoviamo inoltre il nostro sostegno alla campagna promossa da SIMM, ASGI e dalla Rete “Mai più lager – No ai CPR” e l'invito alle mediche, ai medici e a tutto il personale sanitario a prendere posizione affinché l'atto medico non venga trasformato da strumento di cura a strumento attivo nelle procedure di trattenimento o espulsione.

Diciamo chiaramente che non basta dire “No ai CPR in Toscana” se contemporaneamente si costruiscono, dentro il sistema sanitario toscano, procedure funzionali alle politiche di trattenimento o di allontanamento (rimpatrio) dal territorio italiano.

La nostra posizione resta la stessa: i CPR sono luoghi di sospensione dei più elementari diritti delle persone. Vanno chiusi. Tutti e subito.

17/08/2026

VIA MACCATELLA: BASTA PAROLE, CARTA CANTA. DEPOSITATO ACCESSO AGLI ATTI E INTERROGAZIONE. OGNUNO SVOLGA IL SUO RUOLO

Sulle vicende del campo di via Maccatella è arrivato il momento della verità amministrativa: basta annunci a mezzo stampa, giravolte verbali e opinioni su progetti che non esistono o quantomeno non sono pubblici come dovrebbero. Come gruppo consiliare "Diritti in Comune" pretendiamo trasparenza assoluta sul progetto che Ance e Cemes stanno realizzando, per garantire il rispetto della legalità urbanistica e la conformità di ogni intervento all'interno del cantiere.

Per fare piena chiarezza, abbiamo presentato un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco e agli assessori competenti, un atto richiesto con la massima urgenza in vista dell'assemblea pubblica del prossimo 19 agosto: una discussione democratica seria e trasparente non può fondarsi sulle chiacchiere estive o sui proclami social, ma necessita di dati certi, atti scritti e risposte inequivocabili. Nella delibera di marzo 2026 si parla esplicitamente di dare mandato per modificare il progetto di un parcheggio, non certo di eliminarlo.

Inoltre la portata di questo campo da basket sembra ben diversa da quella di un piccolo campo per il quartiere, lasciando invece intravedere ipotesi di una struttura con tribune e impianti in grado di attirare sponsor oltre che spettatori. L'intervento, sia chiaro, è comunque dannoso, dato che anche un campo da basket di quartiere impatta su un'area verde e priva di cementificazione. Oltre a questo però, vogliamo capire come stiano realmente le cose e quali siano gli atti formali adottati dagli uffici e dalla giunta per comprendere se ci siano anche altri interessi in gioco e il grado di impatto che la nuova realizzazione potrà avere. La favola dello sport per tutti non sembra reggere dal momento che nel quartiere ci sono già altri campi da basket e che sono gli stessi abitanti a opporsi con forza a un progetto calato dall'alto. Se la realtà è un'altra, occorre capirlo. Ecco perché abbiamo formalmente depositato una richiesta di accesso agli atti per verificare se sia stato seguito l'iter a norma di legge che prevede l'espressione del parere del CONI sui nuovi impianti sportivi.

Infine, facciamo un richiamo all'ex assessore Salvatore Sanzo al senso di responsabilità istituzionale, visto il ruolo che ricopre nel CONI Toscana: anziché affidare alle pagine dei giornali un vero e proprio manifesto politico in odor di rientro nell'agone pubblico, farebbe meglio a chiarire direttamente cosa pensi il CONI di un'opera di questa natura.

I residenti del quartiere e la città meritano rispetto e chiarezza: perché mai i costruttori si prodigano per realizzare un'opera che lo stesso quartiere reputa inutile? Ci venga raccontata la verità.

Diritti in Comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista Pisa)

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