LEANDRO BARSOTTI
giornalista, cantautore, coach Divulgatore, scrittore, coach.
Cantautore negli anni Novanta (due festival di Sanremo, cinque album all'attivo, il successo nazionale di "Mi piace"). Autore del romanzo "L'amore Resta" e del libro di arte e aforismi "Love +" (in collaborazione con l'artista Seneca)
Life e spiritual coach
Meditazioni guidate e visualizzazioni per la crescita personale
Corsi di meditazione e sviluppo personale
Corso "Il codice dell'amore"
20/09/2026
Sbagliare fa parte della vita.
Ogni errore presenta il suo conto, e le conseguenze vanno attraversate.
Quello che è fatto resta fatto.
Ma c'è un gesto, il più difficile di tutti: perdonarti.
"Ogni santo ha un passato, ogni peccatore ha un futuro."
(Oscar Wilde)
Allora fermati, respira e dillo a voce alta: "Qualunque cosa io abbia fatto, mi accetto.
Riconosco chi sono, con i miei errori e i miei difetti. Mi prendo la responsabilità di ciò che ho fatto. Ma dentro di me ci sono la forza, il coraggio e la bellezza per ricominciare.
Per diventare migliore."
Il tuo errore è una parte della tua storia.
Il capitolo che scrivi da adesso lo decidi tu.
Accetta. Perdona. Rinasci da ciò che eri.
L.
19/09/2026
Il cervello giudica ogni passo. Il cuore l'ha già fatto.
Succede quando parli davanti a qualcuno, quando scrivi, quando cucini, quando lavori, quando ami. Il cervello commenta, corregge, si acciglia dopo l'errore e si compiace dopo il successo. Arriva sempre un istante dopo l'azione.
Il cuore invece agisce mentre la vita accade.
Ripensa ai tuoi momenti migliori: una conversazione andata da sola, un lavoro finito senza accorgerti del tempo, la parola giusta uscita al momento giusto. Tutto era facile, tutto era chiaro. Sparito il rumore, sparito il giudizio, sparita la fatica. Rimaneva l'azione.
Ogni tanto, lascia che la vita accada. Puoi permetterti di non giudicare sempre tutto. Soprattutto te stesso.
L.
17/09/2026
Caro Massimo, ci siamo persi di vista negli ultimi anni. Mi dicono che la notte scorsa sei andato via senza alcun preavviso.
Ricordo gli anni in cui io cantavo e venivo nella tua radio, davanti all'ospedale Sant'Antonio, un sacco di volte. C'era sempre una canzone, una scusa, un ospite che conoscevo, per ve**re lì da te e dai tuoi amici dj. Erano altri anni, la musica leggera ti piaceva da morire, e mi facevi sentire sempre a casa. Poi gli anni nella nuova sede, e ancora tanti altri momenti di condivisione. Mi dicono che sei andato via di colpo, e forse non hai sofferto, e questa è l'unica consolazione. Facevi il dj, l'editore, il regista, il giornalista. Facevi tutto, eri la radio. Non lo so se in questi anni ti divertivi ancora, ma io ti ricordo con quel sorriso sotto i baffi, quella battuta arguta al momento giusto, quella sensazione di stare bene al posto giusto.
E così, sono convinto, sarai ancora.
Un ultimo abbraccio.
L.
A Massimo Righetto
17/09/2026
"Con profonda tristezza annuncio la scomparsa di Sunny, la nostra cagnolina di razza portoghese d'acqua, arrivata nella nostra famiglia nel 2013, all'inizio del mio secondo mandato. Fin da subito tutti noi, incluso il nostro primo cane Bo, morto nel 2021, ci siamo tutti innamorati di lei, anche se faticavamo a starle dietro: era una vera forza della natura.
Per tredici anni Sunny ci è stata accanto, sempre leale e affettuosa, sempre pronta a una nuova avventura, piena di energia fino agli ultimi giorni. Adorava le bambine, anche quando la disturbavano durante i suoi riposini, e seguiva spesso il nostro staff aiutandoli nel lavoro. Era molto protettiva nei confronti di Bo, ormai anziano. Aveva le sue stranezze: preferiva la compagnia delle persone a quella degli altri cani, beveva rumorosamente e, nonostante la razza, non amava affatto ba****si.
Ci mancherà moltissimo. Mi piace pensare che ora sia insieme al suo fratello maggiore Bo, a prendersi cura di lui."
➡️Barack Obama, ex Presidente degli Stati Uniti
16/09/2026
Le anime gemelle si inseguono, si cercano, si allontanano, ritornano. Non conoscono le regole del tempo: possono trovarsi anche molto lontane nello spazio, eppure qualcosa continua a tenerle unite. Un'energia universale misteriosa permette loro di sentirsi per sempre, e a volte di ritornare, anche in altre forme di vita.
L.
15/09/2026
Li hanno lasciati soli.
Da febbraio a domenica scorsa, quando Maria Zanasca, 96 anni, è stata uccisa dal genero. L'uomo che viveva con lei, che l'accudiva ogni giorno. L'uomo che a un certo punto non ce l'ha fatta più.
«Ci hanno abbandonato. Io avevo detto che mia mamma stava male, che aveva bisogno di assistenza.» Sono le parole di Cinzia Zamboni, la figlia di Maria. Le dice piangendo.
A febbraio la famiglia aveva chiesto un posto in casa di riposo. Il punteggio che valuta la non autosufficienza degli anziani non era mai risultato sufficiente. Sette mesi di richieste, di attese.
«Continuavano a dirci che dipendeva dal punteggio. Dovevamo fare tutto noi. Continuare, continuare e continuare.»
Maria soffriva di demenza. Le sue condizioni peggioravano, l'agitazione cresceva, la gestione era diventata quasi impossibile da sostenere. La figlia e il marito avevano lasciato la loro casa a Padova per trasferirsi da lei, a Villatora di Saonara. Un anno intero a starle vicino, giorno dopo giorno, senza un turno, senza un cambio, senza sollievo. Senza nessun aiuto.
«Enrico è una brava persona, un ottimo marito, un buon padre e un bravo nonno.» Cinzia oggi piange la madre e difende l'uomo che gliel'ha tolta. Due dolori nella stessa frase. Una follia, un omicidio, un gesto disperato.
Quello che è successo a Villatora non è un caso isolato. È la fotografia di un Paese che invecchia in fretta e non ha ancora imparato a reggerne il peso. Le case di riposo hanno liste d'attesa infinite, punteggi da raggiungere, soglie che sembrano pensate per escludere chi ha più bisogno. E quando un posto si trova, spesso i costi sono alti. Così restano le famiglie. Sole, in casa, a gestire malattie che avrebbero bisogno di personale specializzato, di turni, di competenze che un marito o una figlia semplicemente non hanno. Anziani che non possono più vivere da soli, e che nessuno sa più dove far vivere.
L.
Nella foto del Mattino di Padova, i coniugi Cinzia e Enrico
14/09/2026
C'è un punto di Ribeirão Preto, in Brasile, e un punto del Cavallino, a Venezia, che sulla carta geografica non si sono mai sfiorati.
Poi la vita ha deciso diversamente, e li ha messi sulla stessa laguna.
Sean Michieli, 25 anni, la laguna la respirava da sempre. Famiglia di pescatori, il padre prima di lui, la cooperativa, le maree, le albe e i tramonti, i colori del mare che cambia. Gabriella, 24 anni, arrivava da un altro emisfero e un'altra vita alle spalle. Si sono incontrati. Si sono sposati l'8 giugno. E lui, piano, ha iniziato a portarla dove nessuno la portava: dentro l'acqua bassa all'alba, tra vongole ed esche, dentro il suo mestiere fatto passione. Dentro i suoi sogni.
Sabato mattina sono usciti insieme. Come sempre. Come tante altre volte prima. Per lavorare. Poi il canale di Tessera, un taxi acqueo, uno schianto nel buio prima dell'alba. La fine.
Sean non ce l'ha fatta. Gabriella la laguna non l'ha ancora restituita.
C'è chi dice che le anime gemelle si trovano comunque, anche se partono da capo al mondo opposto. E che quando devono andarsene, se ne vanno insieme, tenendosi per mano anche nell'ultimo tratto di percorso di conoscenza di questa terra. Perchè per loro il tempo non esiste, lo spazio non esiste, la fine in realtà non esiste: esiste solo l'amore. Ovunque. Per sempre.
L.
12/09/2026
La vita in città è tornata con la sua frenesia: agende piene, scadenze, il lavoro che sembra non lasciarti un respiro.
E tu corri. Ricordi le medicine di tua madre, gli impegni di tutti, le richieste che arrivano da ogni parte. Ma quando è stata l'ultima volta che ti sei chiesto come stai tu, davvero?
Amare se stessi non è egoismo. È fermarsi un attimo in mezzo al caos e dire "anche io conto". È concederti il permesso di respirare senza sensi di colpa, di dire "oggi no" senza doverti giustificare.
Non puoi versare nulla da una tazza vuota. Non siamo nati per reggere il peso di tutto. Siamo nati per essere amati, e la prima persona che deve amarti sei proprio tu.
L.
11/09/2026
“ io non sono il tumore che mi ha colpita “
Emma Bonino
(1948/2026)
🙏
11/09/2026
La felicità è uno scarto dalla norma.
Ed è uno scarto tutto tuo.
Non esiste una misura uguale per tutti. Quello che per te smuove qualcosa, per un altro è routine. La felicità dipende da dove sei partito, da cosa consideri il tuo equilibrio, da quanto in alto hai messo l'asticella della normalità.
La riconosci nel momento in cui esce da quel contesto. Nel momento in cui ti sorprende.
Il punto vero è questo: appena si ripete, diventa la nuova norma. Quello che prima ti faceva ba***re il cuore diventa il paesaggio dentro cui vivi: e servirà altro, per farti uscire di nuovo dall'equilibrio.
Ecco perché la felicità dura poco: è fatta apposta così. È il tempo dell'emersione, un lampo, un attimo in cui l'equilibrio si rompe.
Uno scarto. Un'eccezione. Qualcosa che smette di essere se stesso proprio nell'istante in cui prova a farsi abitudine.
L.