Elixir
"Elixir" è una Pagina Facebook creata per promuovere la riscoperta del Sé e della consapevolezza individuale in questa dimensione.
Importante: quanto qui proposto fa parte di un approccio olistico alla malattia. Non asseriamo, con questo, che queste scoperte siano state scientificamente confermate e che rappresentino la verità in assoluto. Vi incoraggiamo perciò a studiare, sperimentare, e trovare la verità da voi stessi. Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.
"State attenti a ciò che desiderate con la mente e con lo spirito, perché vi arriverà talmente forte che non saprete come controllarlo."
COME FUNZIONA IL SECONDO IL BUDDHISMO...
(NON È COME PENSI)
Molti pensano che il karma significhi:
"Fai qualcosa di male e ti succederà qualcosa di brutto."
"Fai qualcosa di buono e sarai subito ricompensato."
Ma il Buddha ha insegnato qualcosa di molto più profondo.
1. Il karma non è punizione né ricompensa.
Karma significa semplicemente azione e conseguenza. Ogni pensiero, parola e azione pianta un seme che influenza la tua esperienza futura.
2. Il karma inizia nella mente.
Prima di ogni azione c'è un'intenzione. Nel Buddismo, l'intenzione conta perché plasma la qualità del karma che si sta creando.
3. Il karma non è destino.
Il tuo passato influenza il tuo presente, ma non ti imprigiona. Ogni momento ti offre l'opportunità di creare nuovo karma.
4. Non tutto ciò che ti accade è karma.
A volte le persone fraintendono il Buddismo e pensano che ogni malattia, incidente o tragedia sia una punizione per qualcosa che hanno fatto. Il Buddha non ha mai insegnato che la vita sia così semplice.
5. Il karma spesso agisce attraverso le abitudini.
Una persona arrabbiata rafforza la rabbia. Una persona gentile rafforza la gentilezza. Con il tempo, diventi ciò che pratichi ripetutamente.
6. Il karma cambia il tuo carattere prima di cambiare le tue circostanze.
La prima persona a essere influenzata dalle tue azioni sei sempre tu. Ogni azione modella la mente che l'ha compiuta.
7. Un buon karma non garantisce una vita facile.
Anche le persone sagge e compassionevoli sperimentano dolore, perdita, malattia e difficoltà. Il karma non è una protezione dall'esperienza umana.
8. Il karma matura a suo tempo.
Alcune conseguenze appaiono immediatamente. Altre richiedono mesi, anni o, secondo gli insegnamenti buddisti, persino vite.
9. Il karma più importante è quello che crei oggi.
Non puoi cambiare le azioni di ieri. Ma puoi cambiare la direzione del tuo futuro attraverso ciò che fai adesso.
10. Il karma è, in ultima analisi, libertà.
L'insegnamento del Buddha non è stato creato per spaventare le persone. È stato insegnato per mostrare che le tue scelte contano e che la trasformazione è sempre possibile.
Un uomo una volta chiese al Buddha:
"Se tutto è karma, sono intrappolato dal mio passato?"
Il Buddha rispose:
"Se un campo contiene erbacce,
deve rimanere per sempre un campo di erbacce?"
"No," disse l'uomo.
"Può essere coltivato."
Il Buddha sorrise.
"Così può essere coltivata la mente."
Il karma non è l'universo che tiene il conto.
È la semplice verità che:
• Ogni pensiero plasma la mente.
• Ogni azione modella il carattere.
• Ogni scelta traccia il sentiero davanti a te.
Ecco perché il Buddismo insegna:
Sii consapevole.
Perché le azioni di oggi diventano la vita di domani.
27/09/2026
La natura è in possesso delle medicine migliori per curare l'anima.
-- Paola Marcato
“A volte la tua gioia è la fonte del tuo sorriso,
ma spesso il tuo sorriso può essere la fonte della tua gioia”
"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.
Lo sdegno per la realtà delle cose;
il coraggio per cambiarle”
Sant’Agostino
14/09/2026
12/05/2026
“Invece di pensare a ciò che non puoi fare per colpa di ciò che non hai,
pensa a cosa puoi fare grazie a quello che hai”
09/04/2026
"Secondo me il grande pericolo del momento è la rinuncia alla speranza, l'idea che i giochi sono fatti, che il mondo è già in mano agli altri e che non ci si può far più nulla"
Tiziano Terzani
La scrittura terapeutica non è "bella scrittura": è una vera e propria chirurgia dell'anima fatta con carta e penna. Non serve a produrre letteratura, ma a fare spazio dentro di sé, trasformando il rumore dei pensieri in qualcosa di visibile e, quindi, gestibile.
Ecco tre modi pratici per usare la scrittura come strumento di guarigione, ispirati ad esempio a questi temi:
1. Lo "Svuotamento" ( )
Questa tecnica, resa celebre dallo psicologo James Pennebaker, serve a liberare il "corpo emotivo" dai pesi.
Come fare: Imposta un timer per 15-20 minuti. Scrivi a ruota libera tutto ciò che ti tormenta, ti fa arrabbiare o ti rattrista.
La regola d'oro: Non fermarti mai, non rileggere e non preoccuparti della grammatica. Il tuo inconscio non ha bisogno di punteggiatura.
L'obiettivo: Portare fuori il dolore per smettere di identificarvisi. Una volta finito, puoi decidere di distruggere il foglio: è un atto simbolico di rilascio.
2. La Lettera Mai Spedita
"sciogliere ogni legame". Spesso restiamo legati a persone o situazioni perché ci sono parole non dette.
Come fare: Scrivi una lettera a una persona del passato, a una situazione o persino a una versione di te stessa che non esiste più. Dì tutto: la rabbia, la delusione, ma anche ciò che hai imparato.
La chiusura: Concludi con una frase di commiato: "Ti onoro per ciò che mi hai insegnato, ma ora ti lascio andare. Scelgo me."
Perché funziona: Ti permette di riprendere il potere sulla tua narrazione senza bisogno del confronto diretto (e spesso inutile) con l'altro.
3. Il (Riscrivere la Storia)
"Tutto ciò che era peso diventa insegnamento". Questa è la tecnica della ristrutturazione cognitiva.
Come fare: Prendi un evento del passato che senti ancora come un blocco. Dividi il foglio in due colonne:
Colonna A: "Quello che è successo e il dolore che ha causato."
Colonna B: "La forza, la consapevolezza o la risorsa che ho dovuto sviluppare per sopravvivere a questo."
L'obiettivo: Smettere di vedersi come vittime degli eventi e iniziare a vedersi come artefici della propria evoluzione.
Un piccolo consiglio: Quando scrivi per guarire, usa una penna e della carta fisica. Il movimento della mano sul foglio è connesso al sistema nervoso in modo molto più profondo rispetto alla digitazione su uno schermo.
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