Luca Labate

Luca Labate

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Giornalista? YouTuber? Creator? Bohhh
Scrivo per Automoto.it✍🏻
L'ultimo video che ho pubblicato!👇

Photos from Luca Labate's post 20/09/2026

Mazda MX-5 2027: il fiore all’occhiello della generazione ND

Diciamocelo subito: esteticamente non cambia quasi nulla. Stessa linea, stesse proporzioni, la solita silhouette che conosciamo a memoria. L’unica cosa nuova che si vede è una piccola telecamera per il monitoraggio dell’attenzione, che i tedeschi di Bruxelles hanno imposto a tutti.

Ma io la MX-5 2027 l’ho guidata sulle curve del Passo della Futa e poi in pista a Imola, al Minardi Day, e vi posso dire che sotto la pelle hanno cambiato le cose giuste.

Gli ammortizzatori Bilstein sono stati ritarati più rigidi, e si sente tutto. L’anteriore entra in curva che è una bellezza, letteralmente incollato all’asfalto. Il posteriore poi fa quello che vuoi tu: se guidi pulito ti segue e ti tira fuori dalla curva, se vuoi fare il cazzone scivola in un modo così controllato che ti senti dentro una bolla di sicurezza. Meno rollio, meno morbidezza quando la vettura si corica: il risultato è un piacere di guida che raramente ho provato su un’auto di questo prezzo.

Il motore, un 1.5 Skyactiv-G che ormai conosciamo da anni, guadagna 4 CV e 3 Nm arrivando a 136 CV e 155 Nm. Ma il vero colpo di genio è un altro: quel buco di coppia sui 5.000 giri che tutti i possessori di una ND conoscono benissimo (e che molti hanno “bancato” più di una volta) semplicemente non c’è più. La curva è lineare, la spinta continua. Consumi: 6,1 l/100 km dichiarati, 8,0 l/100 km i nostri guidando forte sulla Futa senza risparmiarci minimamente.

Debutta anche la Yakudo, nuova serie speciale con sedili Recaro, Alcantara e dettagli dedicati che la rendono la più caratterizzata di tutta la gamma.

Alla fine di tutto questo, resta una domanda semplice: se avete ancora una vecchia Miata in garage, forse è il momento di farci un pensiero. Questa potrebbe essere davvero l’ultima della sua specie.

Brava Mazda, che riesci a portare questo piccolo mito ai giorni nostri, nonostante il mondo che ci circonda.

17/09/2026

Video lungo, lo so. Ma su una questione così importante era doveroso fare chiarezza.

Il Governo ha approvato per il 2027 l’esonero dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kW e per tutti i motocicli. Una misura da 2,362 miliardi di euro, di cui 2,2935 miliardi destinati a compensare le Regioni.

Il punto è capire cosa significhi davvero. Il bollo genera circa 7,5 miliardi di euro l’anno sull’intero parco circolante: quindi l’intervento copre meno di un terzo di quel gettito e, soprattutto, vale per un solo anno, fino al 31 dicembre 2027.

C’è poi il dato comunicato dal Governo: circa 14,5 milioni di veicoli, pari a “oltre il 70% del parco circolante”. Ma il dato ACI 2024 parla di 41,3 milioni di autovetture. Considerando solo le auto, la quota interessata è quindi nell’ordine del 31-32%. La percentuale del 70% include anche motocicli e ciclomotori.

E mentre arriva il taglio del bollo, sul fronte carburanti il sostegno si riduce: lo sconto sulle accise diesel passa da oltre 17 cent/l a 12,2 cent/l dal 18 al 25 settembre e poi a 6,1 cent/l dal 26 settembre al 5 ottobre.

Nel frattempo, in Slovenia viene utilizzato un modello diverso: prezzi dei carburanti regolati fuori dalle autostrade attraverso un tetto ai margini della distribuzione. Ad agosto 2026 la benzina italiana era mediamente a circa 2,00 €/l e il diesel a 2,10 €/l, mentre in Slovenia i valori oscillavano tra 1,58-1,67 €/l e 1,75-1,94 €/l.

E ci sono altri due dettagli: il provvedimento non riguarda il superbollo sopra i 185 kW e la copertura alle Regioni è prevista per il 2027. Dal 2028 il bollo tornerebbe a essere dovuto.

24/08/2026

La “benzina del sindaco”fa miracoli: il Comune si compra il distributore e taglia il prezzo del pieno a tutti

Mentre l’Italia intera fa i conti con l’ennesima estate all’insegna del salasso al casello e le speculazioni sui carburanti sembrano inarrestabili, c’è un minuscolo angolo di Pen*sola in cui le logiche del libero mercato sono state ribaltate con un colpo di genio istituzionale.

Siamo a Valle Castellana, un borgo di appena 800 anime incastonato tra i boschi della provincia di Teramo. Qui, fare il pieno non è più un incubo per il portafogli, ma un atto di resistenza civile. Il segreto? L’unica p***a di benzina del paese è stata letteralmente “nazionalizzata” dall’amministrazione locale. Sui social network, il fenomeno è già diventato virale sotto il nome di “benzina del sindaco”, e sta attirando flotte di automobilisti da decine di chilometri di distanza.

05/08/2026

Il grande bluff del gasolio: dove sono finiti i 17 centesimi di sconto promessi?

Il governo ha recentemente varato un taglio delle accise per abbattere il costo dei trasporti e dei rifornimenti, garantendo sulla carta un risparmio di 17 centesimi al litro sul diesel. Eppure, chi si è recato al distributore in questi giorni ha riscontrato una riduzione effettiva di appena 5 centesimi. Chi ha incassato la differenza?

La risposta è contenuta nei dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Analizzando le medie settimanali, emerge un meccanismo cinico quanto evidente: nell’esatta settimana in cui lo Stato ha abbassato le imposte, la filiera petrolifera ha gonfiato il prezzo industriale (il cosiddetto “Netto”, depurato da accise e IVA) di quasi 10 centesimi al litro.

Non si è trattato di una dinamica internazionale o di un rincaro del greggio, che in quei giorni registrava addirittura un calo delle quotazioni. La prova schiacciante arriva dalla benzina. Nello stesso identico periodo, non essendo interessata da alcun taglio delle accise, il prezzo netto della benzina è aumentato in modo fisiologico di soli 2,5 centesimi al litro.

Ci troviamo di fronte al classico “effetto spugna”. Lo Stato interviene rinunciando a milioni di euro di gettito fiscale per dare respiro ai consumatori, ma le compagnie petrolifere assorbono istantaneamente il beneficio allargando i propri margini di profitto.

Il risultato è un danno su tre fronti: le casse pubbliche si svuotano, l’automobilista percepisce un risparmio illusorio e gli unici veri beneficiari dell’operazione restano i colossi dei carburanti. Guardate il video per l’analisi completa dei dati ministeriali e fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questa speculazione.

30/07/2026

🎧POV: You can’t wait to get home and drive your Miata

Photos from Luca Labate's post 27/07/2026

L’Euro cambia faccia (e mette la quarta). 💶🏎️

Ho provato a immaginare come sarebbero le nuove banconote europee se la BCE decidesse di dedicarle ai visionari dell’automotive che hanno fatto la storia del nostro continente.
Per realizzarle ho usato - ovviamente - l’Intelligenza Artificiale, seguendo le vere palette e le filigrane ufficiali. C’ho messo una vita a domarla (e perdonatele qualche piccola “allucinazione” grafica qua e là 😅), ma il risultato ci fa sognare!
Qui ne vedete alcune, ma la collezione completa vi aspetta su Automoto con anche le varie spiegazioni!
Quale taglio vorreste avere nel portafoglio?

23/07/2026

Stellantis e Brasile: una storia che ricorda l’Italia, oppure no?

ha appena annunciato un investimento da 5,2 miliardi di euro in Brasile entro il 2030, celebrando i 50 anni dello stabilimento di Betim. Ma leggendo i dettagli di questa operazione, non ho potuto fare a meno di provare un forte senso di déjà-vu (nonostante non abbia vissuto quegli anni).

I numeri parlano di 2.000 nuove assunzioni dirette, ricerca e sviluppo locale, e soprattutto di una catena di fornitura localizzata al 95%. Nelle parole del CEO Antonio Filosa: “Non importiamo e non lavoriamo con kit di montaggio: localizziamo la produzione”.

Vi ricorda qualcosa?

A me ricorda l’Italia di qualche decennio fa. Un ecosistema in cui le venivano non solo pensate e disegnate, ma costruite interamente sul nostro territorio. Un periodo in cui attorno a marchi come , o prosperava un tessuto sterminato di piccole e medie imprese fornitrici. Oggi, di quel modello integrato, nel nostro Paese è rimasto pochissimo.

Certo, paragonare la storia industriale italiana a quella del Brasile attuale sarebbe una forzatura, ma le similitudini fanno riflettere: vediamo un modello di business un tempo fiorente da noi, che oggi prospera altrove.

Perché il Brasile ci riesce oggi? Oltre a un mercato interno enorme, c'è’probabilmente un fattore geografico e geopolitico. La distanza dai grandi poli produttivi asiatici e gli alti costi della logistica navale (uniti a politiche protezionistiche del governo brasiliano) rendono quasi obbligatoria la produzione in loco. Persino i giganti cinesi come BYD e GWM, per vendere in Sudamerica, stanno aprendo fabbriche lì, rinunciando alla semplice esportazione.

Forse la lezione che ci arriva da oltreoceano è proprio questa: nell'era delle tensioni globali, il "chilometro zero" industriale non è solo un vanto, ma uno scudo necessario per far sopravvivere il settore.

Cosa ne pensate?👇

02/07/2026

🚨 Ho trovato su strada un misterioso prototipo cinese.

L’unica indicazione che sono riuscito a ottenere è che si tratta di un nuovo marchio del gruppo MG destinato ad arrivare in Europa. Sulla carrozzeria compare anche la scritta “IM VISION”, che rimanda a IM Motors, il brand premium elettrico di SAIC, già annunciato per il mercato europeo. I modelli IM saranno commercializzati attraverso la rete MG e porteranno tecnologie come piattaforma a 800 V, ricarica ultra rapida e sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. (MG Motor Europe)

Secondo voi di quale modello si tratta?

29/06/2026

Mancano ancora gli interni👾

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