Puglia Rurale

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Pagina dedicata a una terrAutentica: madre protettrice di grandi tradizioni

18/09/2026

Prosegue l’attività della Task Force interistituzionale impegnata nel monitoraggio e nella gestione della presenza del lupo, con particolare riferimento al territorio di Noicattaro. A oltre un mese dall’avvio delle operazioni, le attività sul campo hanno consentito di definire con maggiore precisione la presenza della specie e di individuare gli esemplari che frequentano più assiduamente le aree periurbane.

Coordinata dalla Prefettura di Bari, la Task Force coinvolge Regione Puglia, Comune di Noicattaro, strutture veterinarie e faunistiche regionali, CNR-IRET, ASL Bari, Polizia Metropolitana, Carabinieri e Carabinieri Forestali, con l’obiettivo di assicurare un’azione coordinata di monitoraggio, ricerca e intervento a tutela della pubblica incolumità.

Fototrappole, sopralluoghi, ricerca di tracce e campioni biologici e monitoraggi con droni con termocamera hanno permesso di accertare nell’area limitrofa al Comune di Noicattaro la presenza di almeno tre individui adulti e di almeno tre giovani. Inoltre è stato individuato un giovane maschio che frequenta con continuità le zone periurbane e mostra una ridotta diffidenza nei confronti dell’uomo, motivo per cui si presume possa essere l’animale che ha causato l’aggressione di agosto. Su questo esemplare si concentra l’attività della Task Force.

Il monitoraggio prosegue quotidianamente e soprattutto nelle ore notturne, attraverso osservazioni dirette, fototrappolaggio e strumenti tecnologici. Le operazioni di cattura vengono condotte secondo le procedure previste e sulla base del parere favorevole di ISPRA. Si tratta di un’attività che richiede particolare cautela: inseguire l’animale potrebbe comportare la perdita delle tracce e il suo allontanamento dall’area monitorata, mentre l’eventuale ricorso alla telenarcosi è possibile soltanto in presenza di condizioni operative che garantiscano la sicurezza degli operatori e il recupero dell’animale.

A sostegno delle attività in corso, la Giunta regionale ha inoltre approvato un contributo straordinario di 20mila euro al Comune di Noicattaro, destinato a sostenere i costi tecnici necessari al rafforzamento delle operazioni di cattura in sicurezza e delle attività di monitoraggio e controllo fino alla conclusione dell’emergenza. La Regione provvederà inoltre a potenziare la dotazione tecnico-scientifica necessaria alle attività di ricerca, monitoraggio e gestione della specie.

“Il lavoro della Task Force ci ha permesso di conoscere molto meglio ciò che sta accadendo a Noicattaro e di avere oggi un quadro più preciso della presenza del lupo – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli –. Il presidio del territorio prosegue ogni notte ed è un’operazione complessa che deve essere condotta con rigore scientifico, senza forzature e nel rispetto delle procedure necessarie a garantire la sicurezza delle persone. Con le risorse destinate al Comune di Noicattaro rafforziamo le attività tecniche e accompagniamo il territorio fino alla conclusione dell’emergenza. Il monitoraggio ci sta mostrando anche quanto le caratteristiche del territorio, dalle lame alla vegetazione fino ai tendoni dell’uva da tavola, offrano corridoi di spostamento e zone di rifugio, mentre rifiuti abbandonati, residui alimentari e somministrazione non regolamentata di cibo possono aumentare la disponibilità di alimenti facilmente accessibili. Per questo è fondamentale la collaborazione di tutti, a partire dal corretto conferimento dei rifiuti e dal rispetto delle indicazioni delle autorità. Ma Noicattaro ci consegna anche una consapevolezza più ampia: la presenza del lupo in Puglia va affrontata con una strategia organica, che non si limiti alle emergenze. Siamo pronti per dotarci di un Piano regionale di gestione straordinario del lupo, in assenza di uno nazionale, fondato su conoscenza scientifica, monitoraggio e prevenzione, mettendo a sistema i dati raccolti e le competenze disponibili. La tutela della fauna e la sicurezza delle comunità devono procedere insieme”.

Le attività di studio e monitoraggio condotte fino ad oggi si inseriscono in un quadro regionale più ampio. La presenza del lupo interessa infatti diversi territori della Puglia, comprese aree agricole e periurbane, rendendo necessarie attività di controllo più estese. Nelle ultime settimane, ulteriori evidenze sono emerse anche nel Salento: è difatti pervenuto il risultato dall’Istituto zooprofilattico regionale, poi trasmesso alla Asl Lecce, che ha identificato nell’area di Gallipoli la presenza di un giovane lupo appenninico maschio. Un riscontro resosi necessario dopo le segnalazioni e gli episodi che hanno interessato il territorio, compresa l’aggressione avvenuta a Punta Pizzo. Anche in questo caso si è provveduto con la richiesta a ISPRA per il nulla osta alla cattura. A tal proposito, l’assessore Paolicelli incontrerà il Prefetto di Lecce per fare il punto sulle attività già avviate e definire, insieme alle istituzioni coinvolte, le modalità di intervento e di monitoraggio, così da assicurare il massimo coordinamento operativo e una gestione condivisa dell’emergenza.

La Regione ha già avviato un percorso di conoscenza e monitoraggio attraverso il progetto pilota “Wolf Puglia” (realizzato in collaborazione con il CNR-Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri e l’Università di Roma La Sapienza) che ha messo in capo 55 celle su tutto il territorio regionale. Il progetto punta a raccogliere dati sulla consistenza e distribuzione della specie, sulle abitudini alimentari e sulle interazioni con le attività agricole e zootecniche. Le informazioni di Wolf Puglia, insieme ai dati raccolti dalla Task Force e dalle altre attività di monitoraggio regionali, costituiranno una base scientifica per dotare la Puglia di un Piano regionale straordinario di gestione del lupo capace di integrare tutela della biodiversità, prevenzione dei conflitti, sicurezza delle comunità e salvaguardia delle attività produttive.

18/09/2026

Tre quartieri sul mare, tre weekend di appuntamenti, un programma di musica, spettacolo, sport, cultura e partecipazione dal basso. È questa l’idea alla base di Le Feste di Santomare 2026, il nuovo progetto promosso e finanziato dal Comune di Bari - assessorato allo Sviluppo locale e alla Blue Economy con una parte dei proventi dell’imposta di soggiorno, attuato da Puglia Culture con il coordinamento artistico di Dino Lupelli.

L’iniziativa, che è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo della Città, nasce con l’obiettivo di valorizzare alcuni territori costieri della città - Santo Spirito, Torre a Mare e San Girolamo - sostenendo le attività commerciali, coinvolgendo le comunità locali e sperimentando un modello di animazione culturale diffusa, capace di promuovere occasioni di incontro, intrattenimento e socialità anche nei quartieri più lontani dal centro cittadino.

Santomare è l’icona che dà il nome al progetto: una figura ispirata allo spirito popolare, intergenerazionale e comunitario delle feste tradizionali, reinterpretato attraverso una programmazione contemporanea di musica, spettacolo e partecipazione.

Le Feste di Santomare, infatti, intendono celebrare i tre quartieri quali luoghi produttivi, sociali e interculturali, in cui si incontrano e mescolano attività legate dal mare con la vita quotidiana di famiglie, giovani, persone anziane, realtà associative e le diverse comunità. Un progetto, in sostanza, che guarda al mare come elemento identitario e, al tempo stesso, come occasione di incontro crescita economica e sociale dei territori.

Il programma prenderà vita nei luoghi simbolo dei quartieri individuati, dalle piazze agli spazi portuali, fino al waterfront, con appuntamenti a ingresso libero che coinvolgeranno artisti, associazioni, esercenti e le diverse anime del territorio.

“Le Feste di Santomare rappresentano una proposta molto bella e, a mio avviso, una nuova frontiera nelle modalità di organizzazione degli eventi e delle attività che l’amministrazione comunale potrà realizzare anche in futuro - ha esordito l’assessore Sviluppo locale e alla Blue Economy Pietro Petruzzelli -. È innanzitutto una misura di sostegno alle attività commerciali del territorio, che nasce dal confronto con le realtà organizzate dei nostri borghi costieri: dall’associazione Actes di Santo Spirito all’associazione dei commercianti Litorale Mare di San Giorgio, fino ai commercianti di San Girolamo.

Un percorso costruito insieme ai tre Municipi, protagonisti di questa esperienza, secondo uno spirito che richiama le feste di una volta, quelle in cui ognuno porta qualcosa e il risultato nasce dal contributo di tutti. L’amministrazione comunale porta la musica e gli spettacoli, la direzione artistica di Dino Lupelli costruisce il programma culturale, mentre le attività commerciali organizzano la rete degli appuntamenti e le associazioni sportive e di volontariato contribuiscono con le proprie proposte, comprese le attività di cura del territorio e di clean-up. L’obiettivo condiviso è generare comunità, rendere più attrattivi i quartieri lontani dal centro cittadino e valorizzare il loro legame con il mare, provando a coinvolgere anche persone provenienti da altri quartieri e da fuori città. Santomare nasce inoltre con l’ambizione di allungare la stagione estiva, portando occasioni di incontro, cultura e socialità nei mesi di settembre e ottobre.

Per realizzare un progetto di questa portata, però, le idee devono poter contare sulle competenze e sulla capacità organizzativa di chi le porta avanti. Per questo è fondamentale la collaborazione con Puglia Culture, che ringrazio insieme al presidente Paolo Ponzio, al direttore Sante Levante e a tutte le persone che stanno lavorando a questa iniziativa.

Consideriamo questa prima edizione un vero e proprio anno zero, con la pretesa e l’ambizione di far crescere il progetto negli anni futuri”.

“Le Feste di Santomare nascono da un’idea di cultura che non si esaurisce nella programmazione di eventi, ma diventa uno strumento per attivare i territori e costruire relazioni - ha commentato il presidente di Puglia Culture Palo Ponzio -. Portare musica, spettacolo e partecipazione nei borghi costieri significa riconoscerne la centralità e coinvolgere cittadini, associazioni, commercianti, giovani e famiglie. Come Puglia Culture, tenendo conto di tutte le doti professionali di organizzazione e programmazione propria del Consorzio, consideriamo estremamente importante costruire un programma che unisce artisti di richiamo, nuovi talenti ed energie locali. “Santomare” non porta semplicemente un evento nei quartieri, ma lo costruisce insieme a loro, mettendo in relazione cultura, socialità, sviluppo locale e ambiente, per lasciare un’eredità che duri oltre la manifestazione”.

“Quello che ci accingiamo a realizzare è un test per capire se l’amministrazione comunale riesce a portare nei borghi marinari la stessa energia che viviamo quotidianamente nel centro della città – ha spiegato Dino Lupelli -. Un’energia che durante l’estate già attraversa questi territori, ma che con questo progetto proviamo a estendere a un periodo più ampio e, soprattutto, attraverso una formula capace di unire ciò che l’amministrazione porta nei borghi con quello che i cittadini, gli abitanti e i commercianti vorranno costruire insieme a noi.

L’idea è mettere in relazione musica, intrattenimento, spettacolo, cibo, sport e benessere: tutto ciò che può essere attrattivo, avere una rilevanza culturale e contribuire a far vivere al meglio questi splendidi spazi sul mare. Il tentativo che faremo, nei tre weekend di Santomare, è quello di rendere questi luoghi attrattivi anche fuori stagione, creando nuove occasioni di incontro e di partecipazione.

Sarà una sperimentazione a tutti gli effetti. Osserveremo e analizzeremo la risposta del pubblico, valuteremo le modalità di fruizione degli spazi e cercheremo di applicare nuove strategie anche sul fronte della viabilità, che rappresenta uno dei temi più delicati quando si organizzano eventi in questi contesti. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla sostenibilità, alla cura del territorio e alla possibilità di ridurre l’impatto delle manifestazioni, attraverso il coinvolgimento delle comunità e delle realtà locali. Alla fine di questo percorso tireremo le somme e valuteremo come proseguire, quali elementi consolidare e come far crescere eventualmente Le Feste di Santomare negli anni futuri”.

“Questa iniziativa guarda con convinzione al decentramento territoriale e alla necessità di stimolare il policentrismo dell’offerta culturale e degli eventi cittadini - ha proseguito il presidente della Commissione consiliare Bilancio e Fiscalità locale, Sviluppo locale e Blue economy e Aziende partecipate Nicola Loprieno -. Troppo spesso le occasioni di aggregazione si concentrano nel Municipio più grande, mentre noi riteniamo fondamentale valorizzare tutti i territori, a partire dai borghi marittimi. Bari dispone di una costa lunga e straordinaria, che rappresenta una ricchezza invidiata da tante città italiane: coinvolgere questi luoghi, portando eventi e occasioni di socialità anche nei mesi di settembre e ottobre, significa riconoscere il valore delle loro identità e delle comunità che li abitano.

La partecipazione attiva è la chiave della collaborazione tra pubblico e privato. Per questo ringrazio le associazioni e le attività commerciali dei diversi Municipi che hanno aderito al progetto, contribuendo a sperimentare un modello collaborativo fondato sulla co-progettazione e sulla capacità di lavorare insieme. Sostenibilità ambientale e mobilità sono altri due temi centrali di questa sperimentazione che ci consentiranno di verificare come sia possibile ridurre l’impatto ambientale degli eventi pubblici, attraverso iniziative di cura del territorio e soluzioni capaci di migliorare la vivibilità dei borghi durante i weekend.

Un progetto di questa natura può realizzarsi solo grazie alla sinergia di tutte le figure coinvolte: l’amministrazione, gli assessorati, la ripartizione, i Municipi, la direzione artistica, Puglia Culture, i commercianti e le associazioni. A tutti loro va il mio ringraziamento, così come ai cittadini che contribuiranno a rendere questa esperienza una festa realmente partecipata e condivisa”.

All’incontro con la stampa sono intervenute anche le presidenti dei Municipi I e III, Annamaria Ferretti e Luisa Verdoscia, e il vicepresidente del Municipio V Nicola Chieppa, la dirigente della ripartizione Cultura Luicana Cazzolla, oltre a Rosa di Bari, presidente di A.C.T.E.S. - Associazione Commercio Turismo e Servizi di Santo Spirito e Pippo Loiacono, presidente dell’Associazione Commercianti di Torre a Mare e San Giorgio



Il format Le feste di Santomare è articolato in tre sezioni: “Il concerto”, “La paranza” e “Gli eventi in rete”.



IL CONCERTO

La musica dal vivo costituisce uno dei momenti centrali del progetto, con una programmazione capace di alternare artisti affermati e proposte emergenti, attraversando linguaggi e generi differenti.

Ad aprire i concerti del sabato sarà Il Maestrale, collettivo che fonde musica pop rock ed electro pop con sonorità mediterranee. A seguire, sul palco protagonista sarà Nada, icona intergenerazionale della canzone d’autore italiana, musicista versatile legata a un percorso artistico che attraversa i grandi successi del passato e le sperimentazioni rock contemporanee.

Il secondo weekend vedrà protagonisti Vito Topputo, cantautore dalle atmosfere darkwave e dalla scrittura introspettiva, e Mille, artista dalla forte identità pop e indie contemporanea.

A San Girolamo, il programma musicale proporrà invece Alessandro Fiore, giovane collettivo emergente, e I Delicatoni, formazione che mescola jazz, neo-soul, R&B ed elettronica in un sound caldo e avvolgente.



LA PARANZA

La Paranza di Santomare è il programma domenicale dedicato alla partecipazione, al benessere e alla valorizzazione dei territori. Un flusso di appuntamenti che accompagnerà le giornate dalla mattina fino alla sera, con attività sportive, wellness, cura del litorale, proposte artistiche, musica e spettacolo. Il palco centrale diventerà un hub di riferimento per le attività, mentre gli eventi diffusi consentiranno di vivere il contesto urbano attraverso una pluralità di esperienze.

Previste attività sportive e di benessere, iniziative di sensibilizzazione ambientale attraverso la cura del territorio e della costa, proposte artistiche e culturali, musica diffusa e DJ set al tramonto e momenti di stand-up comedy. Una sorta di festa contemporanea che mette al centro il mare, le comunità e il protagonismo delle realtà economiche locali.



La RETE

Una delle caratteristiche distintive del progetto è il coinvolgimento diretto delle attività commerciali, delle associazioni e delle realtà culturali: saranno organizzati appuntamenti gratuiti direttamente negli spazi dei negozi e delle realtà che vogliono aderire all’iniziativa, con proposte orientate alla cultura, alla solidarietà, al benessere e alla cura collettiva.

Pertanto, spazio a presentazioni di libri, spettacoli dal vivo, slam poetry, letture condivise, attività di meditazione, iniziative ambientali e clean-up per la pulizia della costa.

Gli appuntamenti saranno tutti riconoscibili attraverso un contrassegno comune, il visual di Santomare.

17/09/2026

Sono 31 le spiagge pugliesi, tra stabilimenti balneari, spiagge libere e spiagge libere con servizi, che hanno ottenuto il riconoscimento di qualità “Granello d’Oro”, l’iniziativa promossa dalla Regione Puglia per far emergere, valorizzare e diffondere le migliori pratiche di balneazione sostenibile e inclusiva lungo la costa.

Alla prima edizione dell’avviso pubblico regionale hanno risposto 34 realtà, dando vita a un confronto virtuoso tra operatori e amministrazioni comunali. Il “Granello d’Oro” non è un semplice bollino, ma un riconoscimento assegnato sulla base di requisiti verificabili e di servizi e interventi già realizzati. Un sistema pensato per valorizzare chi ha scelto di investire concretamente nella qualità dell’offerta balneare e, allo stesso tempo, per stimolare un percorso di miglioramento continuo.

L’iniziativa si articola in sei categorie, ciascuna dedicata a una dimensione specifica della qualità dell’esperienza in spiaggia: Accessibile, per percorsi, ausili e servizi rivolti alle persone con disabilità; Eco-sostenibile, per la gestione dei rifiuti, l’utilizzo di materiali e la riduzione dell’impatto ambientale; Family Friendly, per l’attenzione alle esigenze di bambine, bambini e genitori; Sport e Natura, per la promozione delle attività sportive nel rispetto del contesto naturale; Green Move, per favorire modalità più sostenibili di raggiungimento del mare; Smoke Free, per la promozione di ambienti senza fumo e di una corretta informazione. Per ciascuna categoria sono previsti due livelli di riconoscimento, in relazione al grado di impegno e agli standard raggiunti.

“L’iniziativa Granello d’Oro e la promozione della Rete delle Spiagge Sostenibili di Puglia nascono dalla volontà di orientare l’offerta dei servizi balneari e lo sviluppo turistico ed economico del settore verso un modello capace di coniugare qualità, accessibilità, accoglienza e tutela del territorio», dichiara l’assessora regionale con delega al Paesaggio e Costa, Marina Leuzzi -. Crediamo infatti che l’accessibilità, l’accoglienza delle famiglie, la sostenibilità ambientale e il rispetto dei nostri paesaggi non siano obiettivi separati, ma dimensioni che devono crescere insieme, in modo virtuoso e integrato con lo sviluppo economico e turistico. È questa la direzione in cui vogliamo accompagnare il sistema delle spiagge pugliesi: un’offerta capace di generare valore per il nostro ecosistema costiero, per chi lo vive e per chi lo sceglie come destinazione”.

I 31 riconoscimenti assegnati verranno ufficialmente assegnati domenica 20 settembre nella giornata Mare Democratico, in Fiera del Levante, pad. 152 ore 12.20.

Si tratta di 31 esperienze differenti e, proprio per questo, rappresentative della pluralità delle coste pugliesi. Ci sono stabilimenti che hanno raggiunto gli standard previsti in tutte e sei le categorie, spiagge libere comunali attrezzate per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità, strutture che hanno investito nella mobilità sostenibile e realtà che hanno scelto di promuovere aree libere dal fumo.

Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di costruire, edizione dopo edizione, una rete di esperienze capaci di condividere standard e buone pratiche. Per cittadini e turisti, il “Granello d’Oro” rappresenta inoltre uno strumento di orientamento per riconoscere le spiagge che hanno scelto di investire in accoglienza, inclusione, sostenibilità e qualità dei servizi.

La prima edizione restituisce dunque non una classifica, ma una fotografia di un sistema che sta sperimentando un nuovo modo di intendere la qualità dell’offerta balneare: non soltanto maggiore attrattività, ma anche più attenzione alle persone, all’ambiente e al paesaggio. Il “Granello d’Oro” diventa così uno strumento attraverso cui rendere visibili gli investimenti e le scelte concrete che contribuiscono a costruire una costa più accessibile, sostenibile e accogliente.

Di seguito l’elenco dei riconoscimenti attribuiti per categoria:

ACCESSIBILE (13)

Dinamiko Beach (Nardò); Spiaggia libera inclusiva (Maruggio); Lido Matinelle (Trani); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Io Posso – spiaggia dedicata a persone con disabilità (Melendugno); Spiaggia libera del Cagnolo (Bisceglie); Lido Torre Guaceto (Carovigno); Le cinque vele (Salve); Cala San Giovanni (Polignano a Mare); Spiaggia “Camerini” (Carovigno); AbilBeach (Trepuzzi); Lido Blu Marine (Rodi Garganico); Lido Vela Velo Beach (Vieste).

ECO-SOSTENIBILE (3)

La Conchiglia (Bisceglie); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Lido FataMorgana (Pulsano).

FAMILY FRIENDLY (10)

Il Santos (Fasano); Lido Rosa (Lesina); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Lido Torre Guaceto (Carovigno); Cala San Giovanni (Polignano a Mare); Lido Cala d’Oro (Bari); Lido Colonna (Trani); Lido FataMorgana (Pulsano); Lido Blu Marine (Rodi Garganico); Lido Vela Velo Beach (Vieste).

SPORT E NATURA (10)

Lido Matinelle (Trani); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Cala San Giovanni (Polignano a Mare); GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie); Lido FataMorgana (Pulsano); La baia del pescatore (Trani); Lido Blu Marine (Rodi Garganico); Lido Vela Velo Beach (Vieste); Lido Colonna (Trani); Pane e Pomodoro (Bari).

GREEN MOVE (14)

Lido Matinelle (Trani); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Io Posso (Melendugno); Lido Moretti (Bari); Lido Torre Guaceto (Carovigno); Lido La Rotonda (Bari); Lido Il Titolo (Bari); Cala San Giovanni (Polignano a Mare); GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie); Lido Cala d’Oro (Bari); Lido Colonna (Trani); Lido FataMorgana (Pulsano); Lido Blu Marine (Rodi Garganico); Lido Vela Velo Beach (Vieste).

SMOKE FREE (14)

La Conchiglia (Bisceglie); Lido Matinelle (Trani); Lido Torre Egnazia (Monopoli); Lido Moretti (Bari); Lido Torre Guaceto (Carovigno); Lido La Rotonda (Bari); Lido Il Titolo (Bari); Cala San Giovanni (Polignano a Mare); Spiaggia per tutti (Castellaneta); GIL Beach – Lido la Testa (Bisceglie); Lido FataMorgana (Pulsano); Lido Cala d’Oro (Bari); La baia del pescatore (Trani); Lido Blu Marine (Rodi Garganico).); La baia del pescatore (Trani); Lido Blu Marine (Rodi Garganico).

16/09/2026

Dopo la foresta di Sfilzi, la Puglia punta a inserire un secondo scrigno di biodiversità della Foresta Umbra nella Rete Nazionale dei Boschi Vetusti. La Giunta regionale ha infatti approvato la proposta da trasmettere al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per l’attribuzione dello status di Bosco Vetusto alla foresta “Pavari”, un’area di 88.05.93 ettari ricadente nel demanio forestale regionale della Foresta Umbra, in agro di Monte Sant’Angelo, nel Parco Nazionale del Gargano.



Con il provvedimento si conclude il percorso istruttorio di competenza della Regione e si apre la fase per l’iscrizione di Pavari nella Rete Nazionale dei Boschi Vetusti, istituita dal MASAF per individuare e proteggere gli ecosistemi forestali che conservano le più alte espressioni di naturalità e biodiversità.



La candidatura di Pavari è il risultato del lavoro avviato dalla Regione Puglia, con la Sezione Foreste, per individuare e valorizzare i patrimoni forestali più preziosi del demanio regionale della Foresta Umbra. Attraverso l’accordo con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia sono state svolte attività di studio e approfondimento che hanno portato all’individuazione di tre aree da sottoporre alla procedura per lo status di Bosco Vetusto: Sfilzi, Pavari e Falascone. Per Pavari sono state predisposte la scheda di censimento, la documentazione tecnico-scientifica e le linee guida per la tutela e il monitoraggio, senza che, nei termini previsti, siano pervenute osservazioni al procedimento.



Un Bosco Vetusto è un luogo in cui il tempo ha continuato a lavorare quasi indisturbato. Si tratta di ecosistemi forestali caratterizzati prevalentemente da specie autoctone, nei quali l’assenza di significative interferenze umane per almeno sessant’anni ha consentito alla natura di seguire spontaneamente i propri cicli. Gli alberi crescono, invecchiano, cadono e lasciano spazio a nuova vita: il legno morto diventa parte essenziale dell’equilibrio del bosco, offrendo habitat e nutrimento a numerose specie e contribuendo alla complessità e alla ricchezza dell’ecosistema.



“Con Pavari proseguiamo con coerenza un lavoro che la Regione Puglia ha scelto di portare avanti per conoscere, tutelare e valorizzare fino in fondo il nostro patrimonio forestale – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli –. Dopo Sfilzi, proponiamo un secondo straordinario tratto della Foresta Umbra alla Rete Nazionale dei Boschi Vetusti. Non si tratta soltanto di un atto formale: significa individuare ciò che di più prezioso custodiamo, studiarlo, proteggerlo nel tempo e farne conoscere il valore alle comunità e a chi sceglie la Puglia come destinazione. Il Gargano è il grande cuore verde della nostra regione e la Foresta Umbra rappresenta uno dei suoi patrimoni naturalistici più straordinari. Proprio per questo Pavari assume oggi un significato ancora più forte. In questi mesi abbiamo visto quanto il fuoco possa ferire il nostro territorio e quanto sia necessario non abbassare mai la guardia di fronte agli incendi, compresi quelli di origine dolosa che hanno colpito il Gargano. A chi distrugge rispondiamo con una strategia opposta: più conoscenza, più tutela, più cura e più valore al nostro patrimonio naturale. Difendere un bosco significa certamente preservarne la biodiversità, ma significa anche costruire un futuro per le comunità che vivono questi territori”.



“Lo status di Bosco Vetusto può diventare anche un’opportunità per accrescere la qualità dell’offerta ambientale e turistica della Puglia – conclude Paolicelli – promuovendo un turismo più attento, sostenibile e capace di scoprire l’identità autentica dei nostri territori. Investire nei boschi significa investire nella biodiversità, nel paesaggio, nella lotta ai cambiamenti climatici e, insieme, nello sviluppo delle aree interne. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a muoverci, facendo della tutela del nostro patrimonio naturale anche uno strumento di conoscenza e valorizzazione della Puglia”.

16/09/2026

La Giunta regionale della Puglia ha approvato lo stanziamento di 1.456.328,43 euro, a valere sul “Fondo Nazionale per il monitoraggio e la gestione dei siti Natura 2000”, per investimenti strategici finalizzati a contrastare gli incendi boschivi nelle aree protette e assicurarne una gestione efficace. L'adozione degli atti attuativi è stata demandata al Dipartimento Protezione Civile e Gestione Emergenze, in ragione delle competenze istituzionali in materia di lotta attiva agli incendi boschivi.

Gli incendi rappresentano una delle principali minacce per l'integrità degli habitat della Rete Natura 2000, causando perdita di biodiversità, frammentazione degli ecosistemi ed emissione di carbonio, aggravate dalle siccità prolungate e dall'innalzamento delle temperature.

Per rafforzare la capacità di risposta, è previsto l’acquisto di:

· Mezzi fuoristrada (pickup 4x4) leggeri dotati di modulo antincendio per l'attacco rapido;

· Droni con termocamere e software dedicati per il monitoraggio aereo programmato nei giorni a rischio "Medio" e "Alto", capaci di trasmettere flussi video/dati in tempo reale alla Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) e al Direttore Operazioni Spegnimento (DOS);

· Attrezzature manuali e termografiche di terra per la bonifica di precisione dei focolai sotterranei, al fine di azzerare il rischio di riaccensione;

· Sistemi di perimetrazione fotogrammetrica post-evento per il rilievo delle superfici percorse dal fuoco, utili all'aggiornamento del Catasto Incendi Regionale e alla pianificazione dei ripristini ambientali, in stretto coordinamento con il Servizio Parchi e Tutela della Biodiversità.

“Con questa misura mettiamo insieme le competenze dell’Ambiente e della Protezione civile per rafforzare la tutela dei siti Natura 2000 più esposti al rischio incendi – dichiara l’assessora all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento –. Investire nella prevenzione, nel monitoraggio e nella capacità di intervento significa non soltanto contrastare più efficacemente gli incendi boschivi, ma anche proteggere habitat e specie e rafforzare la resilienza degli ecosistemi. I nuovi mezzi, le attrezzature e le tecnologie consentiranno di conoscere meglio ciò che accade sul territorio e di intervenire in maniera più tempestiva anche nelle aree più difficili da raggiungere.”

16/09/2026

Far coincidere il trasporto pubblico con gli orari reali delle lezioni, compresa la possibilità di rientrare a Foggia per chi termina le attività alle 20. È stato questo il tema dell’incontro che si è svolto nella sede di Foggia del Conservatorio di Musica “Umberto Giordano”, dedicato alle esigenze di mobilità dei circa 300 studentesse e studenti che frequentano la sede di Rodi Garganico.

Al confronto hanno partecipato l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, la presidente del Conservatorio Maria Rosaria Lombardi, alcune studentesse e il board e il management di Ferrovie del Gargano, guidati da Giuseppe Scarcia Germano.

Sul tavolo non una generica richiesta di aumentare le corse, ma sei esigenze precise indicate dal Conservatorio sulla base dell’organizzazione delle lezioni: tre fasce per raggiungere Rodi da Foggia, con arrivi richiesti alle 8:20, 9:55 e 13:15, e tre per tornare, con partenze alle 15:45, 17:40 e 20:33.

“Siamo partiti da una domanda molto semplice: a che ora entrano a lezione gli studenti e a che ora finiscono? – spiega Piemontese –. Abbiamo chiesto a Ferrovie del Gargano di prendere quelle sei fasce e verificarle una per una. Perché non basta che un treno o un autobus esistano: devono passare nel giorno e nell’ora in cui servono davvero”.

La verifica, condotta tenendo insieme programma ferroviario, servizi automobilistici, coincidenze e lavori sulla linea, ha consentito di individuare soluzioni sostanzialmente compatibili con tutte e sei le esigenze.

Per le prime due fasce del mattino sono previsti arrivi a Rodi rispettivamente alle 8:00 e alle 10:00. Resta invece da migliorare la terza: rispetto all’arrivo richiesto alle 13:15, la soluzione attualmente disponibile porta a Rodi alle 13:35, con uno scostamento di venti minuti.

Uno dei punti affrontati direttamente nell’incontro riguarda il rientro serale. Per gli studenti che terminano le attività alle 20, una partenza intorno alle 19:30 non sarebbe materialmente utilizzabile. La soluzione individuata prevede invece la partenza da Rodi alle 20:15, con arrivo a Foggia alle 22:00.

“Questo forse spiega meglio di qualsiasi numero il lavoro che stiamo facendo – prosegue Piemontese –: se una studentessa esce dal Conservatorio alle otto, un autobus che parte alle sette e mezza per lei semplicemente non c’è. La qualità di un servizio pubblico si misura anche sulla sua capacità di incontrare i tempi reali delle persone”.

La riorganizzazione deve fare i conti anche con i lavori di ammodernamento della tratta Cagnano Varano-Peschici, programmati dal 1° ottobre al 31 maggio e finanziati con risorse FSC. Per questa ragione, durante i lavori una parte degli spostamenti richiederà l’integrazione tra ferro e autobus sostitutivi.
Un ulteriore passaggio arriverà il 13 dicembre, con il nuovo programma di esercizio di Ferrovie del Gargano, definito in coordinamento con l’orario di Trenitalia. Sarà l’occasione per recepire in maniera più organica le esigenze emerse dal confronto con il Conservatorio; conclusi i lavori sulla Cagnano-Peschici, potrà poi essere rivalutata complessivamente l’offerta Foggia-Rodi, anche con l’obiettivo di ridurre gli interscambi.

"Il confronto con il Conservatorio, con le studentesse e con Ferrovie del Gargano ci consegna anche un metodo – conclude Piemontese –: partire dalle persone che utilizzano un servizio, capire dove incontrano una difficoltà concreta e provare a organizzarlo intorno alle loro esigenze”.

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