Amano Ristorante
Qualcosa di incredibile sta accadendo.
10/09/2026
Abbiamo scelto di realizzare il nostro menu con Toscolano Paper , una piccola realtà che ha recuperato un’arte quasi scomparsa: la carta fatta a mano, secondo una tradizione nata nel 1354 nella Valle delle Cartiere, sul Lago di Garda. Una tecnica interrotta per decenni, tornata in vita grazie a chi ha creduto che certi gesti meritassero di non morire.
La carta che tieni tra le mani quando sei seduto da Amanõ viene prodotta artigianalmente, foglio per foglio, con lo stesso processo di allora. Ha una texture che si sente, un peso che si percepisce, un’imperfezione che è parte del progetto.
Per noi era importante che ogni dettaglio della serata parlasse la stessa lingua. Non solo la cucina.
24/06/2026
Prima ancora che arrivi il primo piatto, il tavolo racconta già qualcosa.
La pagnotta, il burro, i grissini, la sfogliatina, il tarallo. Non sono un’attesa — sono un’intenzione. Il modo in cui un ristorante sceglie di accoglierti prima ancora di parlarti, il primo gesto silenzioso di una serata che sta per cominciare.
Il pane da Amanõ resta sul tavolo per tutta la durata del menu degustazione. Non sparisce, non viene tolto. Perché l’idea è che ogni momento della serata abbia qualcosa a cui tornare, una familiarità che cresce mentre il percorso avanza.
A volte le cose più semplici sono quelle che definiscono meglio un posto.
24/06/2026
Prima ancora che arrivi il primo piatto, il tavolo racconta già qualcosa.
Il pane fatto in casa, il burro, i grissini, la sfogliatina, il tarallo. Non sono un’attesa — sono un’intenzione. Il modo in cui un ristorante sceglie di accoglierti prima ancora di parlarti, il primo gesto silenzioso di una serata che sta per cominciare.
Il pane da Amanõ resta sul tavolo per tutta la durata del menu degustazione. Non sparisce, non viene tolto. Perché l’idea è che ogni momento della serata abbia qualcosa a cui tornare, una familiarità che cresce mentre il percorso avanza.
A volte le cose più semplici sono quelle che definiscono meglio un posto.
15/06/2026
È il tempo della preparazione silenziosa, dei gesti ripetuti finché diventano naturali, della cura che si dà a un ingrediente quando ancora nessuno sa che diventerà un piatto. È il tempo in cui un ristorante decide, ogni giorno, chi vuole essere.
Quando ti sediamo al tavolo, quel tempo è già passato. Resta solo il risultato — ma dentro c’è tutto il resto: le ore, le mani, le scelte fatte con attenzione quando nessuno guardava.
Forse è questo che cerchiamo davvero, quando usciamo a cena. Non solo un pasto, ma la sensazione di essere arrivati in un posto dove qualcuno si è preso cura di qualcosa, prima ancora di prendersi cura di noi.
08/06/2026
Da un lato Bari, il riferimento più diretto — la seppia cruda, con quella texture che cambia mentre la mangi, croccante all’esterno e morbida dentro. Una materia prima che non ha bisogno di essere trasformata, solo compresa.
Dall’altro la Grecia, con lo tzatziki — yogurt, cetriolo, basilico. Un piatto che appartiene alla memoria collettiva del Mediterraneo, che chiunque ha mangiato almeno una volta nella vita.
Non stiamo cercando la fusione per il gusto della fusione. Stiamo cercando quel momento in cui due cose distanti si riconoscono, e insieme diventano qualcosa di più preciso di quello che erano da soli.
Ci sono luoghi che non scegli per caso. Carloforte ha una sua logica, un suo tempo, un suo rapporto con il mare che non si improvvisa e non si imita.
Il Girotonno non è solo un evento. È un momento in cui il tonno — ingrediente identitario, quasi sacro per quest’isola — diventa il centro di un dialogo tra chi lo conosce da sempre e chi lo incontra con occhi nuovi.
Cucinare per 150 persone non cambia la sostanza del gesto. Cambia la scala, ma non il rispetto per la materia. Ogni piatto che esce deve portare con sé la stessa attenzione di quando ne esci uno solo.
Grazie a per averci ospitato in un posto così speciale.
26/05/2026
C’è un momento, durante la costruzione di un piatto, in cui smetti di pensare agli ingredienti singolarmente e inizi a pensare al tempo.
Il Gambero Rosso nasce da questa domanda: cosa succede quando ogni elemento porta con sé una propria velocità?
Il gambero, crudo, immediato. I piselli, sbollentati appena, ancora nel loro verde più vivo — perché certe cose non vanno trasformate, vanno solo accompagnate.
Ogni erba porta con sé un momento preciso, una temperatura, un’acidità, una freschezza che non si ripete. Il limone — cotto lentamente, ancora con un pezzo della sua pianta — porta qualcosa di amaro, di vegetale, di selvatico. Un ricordo di dove viene prima di diventare ingrediente.
Non stiamo cercando la perfezione in senso statico. Stiamo cercando un piatto che si muova, che cambi, che non ti lasci mai del tutto fermo mentre lo assaggi.
Mangiare lentamente, a volte, è la forma più alta di attenzione.
29/04/2026
Con l’appuntamento di ieri, si conclude il primo ciclo di SALA. Oltre che una rassegna di eventi, per noi è stato il tentativo necessario di riportare l’attenzione su quel dispositivo umano che trasforma il cibo e il vino in memoria. Abbiamo voluto dare luce a chi, nell’ombra del pass, costruisce il senso dell’esperienza gastronomica.
Per questo atto finale, abbiamo affidato le chiavi di Amanõ a Claudia Piras.
è una ricercatrice di anime e territori. Con la stessa intenzione con cui noi costruiamo i nostri menu, Claudia ha tessuto una trama di cinque etichette nate per onorare il vignaiolo e creare connessioni. Le sue scelte tra viticoltura eroica, Sardegna, Sicilia e sguardi d’oltralpe hanno mostrato come il vino sia un linguaggio relazionale, portando in sala la competenza di chi ha camminato nelle vigne e il rispetto di chi sa che ogni bottiglia è un microcosmo da tradurre per l’ospite.
La nostra cucina è, da sempre, un viaggio geografico e sentimentale. Ieri, la seppia cruda ci ha riportati a Bari, il peperone col suo sapore in Malesia, il tarallo a Margellina, il ravioli con zucchine alla scapece nel riverbero di Nerano. Radici campane, casa sarda, sguardo aperto sul mondo, ma senza la sensibilità di Claudia questi piatti sarebbero rimasti monologhi. Invece, grazie alla sua capacità di interpretare il contesto, la sala è diventata essa stessa un ingrediente e un elemento da ascoltare, capace di rendere accessibile la complessità.
Questo ciclo di serate è nato per rispondere a una crisi di senso nella ristorazione. Crediamo fortemente che la qualità di un ristorante non si misuri solo nella perfezione del piatto, ma nella democratizzazione del gusto.
Ringraziamo tutti i protagonisti che, per questa prima stagione, hanno camminato con noi in questi mesi.
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Noi ci vediamo come sempre dal lunedì al sabato dalle 20.30.
22/04/2026
La Sala è il dispositivo che trasforma la materia cucinata in esperienza viva. Per il quinto atto di questo percorso, abbiamo deciso di affidare il timone a Claudia Piras, agente di commercio, ma soprattutto (come ama definirsi lei) una attenta bevitrice.
Quinto appuntamento:
🗓️28 aprile, 20.30
👤Ospite in sala: Claudia Piras, agente di commercio
Perché ? Perché il manifesto di Sala nasce per scardinare la retorica del servizio come accessorio e lei incarna perfettamente questa visione: l’accoglienza come scelta consapevole. La sua non è una competenza accademica fine a se stessa, ma una sapienza maturata sulla strada, tra i filari e nelle cantine e mossa da una curiosità che non accetta semplificazioni.
In queste diverse serate di Sala che si stanno susseguendo, la cucina di Amanõ viene accompagnata e interrogata. Piras porta con sé la capacità di scovare etichette sommerse e frammenti di territori distanti per tessere abbinamenti che agiscono come lenti d’ingrandimento sul piatto.
Crediamo che un buon servizio sia un atto di democratizzazione del gusto che crea le condizioni perché ogni ospite possa accedere alla complessità di un piatto con i propri strumenti, sentendosi partecipe di un racconto.
Senza una visione che sappia interpretare il momento, il calice più pregiato resta muto. Claudia Piras in questo progetto si unisce a noi per dimostrare che l’ospitalità è un linguaggio vivo, capace di mettere a proprio agio senza rinunciare alla profondità.
Vi aspettiamo martedì 28.
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Il menu della serata è in fondo al carosello. La prenotazione è obbligatoria.
070 098 3059
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Telefono
Sito Web
Indirizzo
Via Sonnino 68
Cagliari
09125
Orario di apertura
| Martedì | 20:00 - 22:45 |
| Mercoledì | 20:00 - 22:45 |
| Giovedì | 20:00 - 22:45 |
| Venerdì | 20:00 - 22:45 |
| Sabato | 13:00 - 15:30 |
| 20:00 - 22:45 | |
| Domenica | 13:30 - 15:30 |
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