Orthokinetic

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Studio medico di Barbara Bernasconi e del Dr Fabio Zerbinati, Primario di Ortopedia in Humanitas

Photos from Orthokinetic's post 27/09/2026

Leggere sul referto “ernia del disco” può fare paura. Molte persone pensano subito: “Avrò sempre male”. Ma nella maggior parte dei casi non è così.
Oggi sappiamo che tante persone hanno una o più ernie senza provare alcun dolore. Questo perché il dolore non dipende soltanto da ciò che mostra una risonanza, ma da come quella struttura si comporta e da come il sistema nervoso interpreta quello stimolo.
Per questo motivo due persone con la stessa ernia possono vivere situazioni completamente diverse: una può non accorgersene nemmeno, mentre l’altra può avere sintomi importanti.
Il referto è solo un pezzo del puzzle. Da solo non può spiegare quanto fa male, quanto durerà il dolore o cosa riuscirai a fare in futuro.
Una valutazione fisioterapica serve proprio a mettere insieme tutti i pezzi: capire se l’ernia è davvero la causa dei sintomi e costruire un percorso che ti aiuti a tornare a muoverti con fiducia. Perché un referto descrive un’immagine, non il tuo destino.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per conoscere meglio la tua situazione e capire insieme se e come procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua situazione.

24/09/2026

Quando il dolore parte dalla schiena o dal gluteo e scende lungo la gamba, è facile pensare subito a un’ernia del disco. In realtà non è sempre così. La sciatica è un insieme di sintomi dovuti all’irritazione o alla sensibilizzazione del nervo sciatico, e l’ernia rappresenta solo una delle possibili cause.
Inoltre, molte persone hanno ernie o protrusioni senza alcun dolore, mentre altre possono sviluppare sintomi anche senza una compressione importante del nervo. Per questo motivo una risonanza magnetica, da sola, non basta per spiegare il problema.
La sciatica può provocare dolore, bruciore, formicolio o una sensazione di scossa che si irradia lungo la gamba. Nella maggior parte dei casi tende a migliorare con il tempo, soprattutto se si continua a muoversi in modo graduale, evitando sia il riposo assoluto sia il dolore eccessivo.
L’obiettivo non è “rimettere a posto” il nervo con una posizione magica, ma capire quali movimenti aiutano, quali attività è utile modificare temporaneamente e come accompagnare il corpo verso il recupero.
Una valutazione fisioterapica permette di individuare la strategia più adatta alla singola persona e di favorire un ritorno graduale alle normali attività. Perché quando il dolore scende lungo la gamba, la soluzione è spesso più complessa — e molto meno spaventosa — di quanto si pensi.
Se il “dolore sciatico” sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per raccontarci meglio la tua situazione prima di fissare eventualmente una visita specialistica.
Se preferisci un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM.

Photos from Orthokinetic's post 21/09/2026

Per anni ci hanno insegnato che esiste una postura perfetta. In realtà, il nostro corpo non
funziona così.
Non esiste una posizione ideale da mantenere tutto il giorno e nessuna postura, da sola, è
responsabile del dolore. Quello che può diventare un problema è rimanere fermi nella stessa
posizione per troppo tempo, anche se è quella che tutti definirebbero “corretta”.
Il nostro corpo è fatto per muoversi, cambiare posizione e adattarsi continuamente. Se dopo
un po’ senti il bisogno di alzarti, stiracchiarti o modificare il modo in cui sei seduto, non
significa che hai una postura sbagliata: significa semplicemente che il tuo corpo ti sta
chiedendo movimento.
Per questo motivo, invece di inseguire la postura perfetta, è molto più utile alternare le
posizioni, fare pause durante la giornata e mantenersi attivi.
Se il dolore è già presente, la soluzione raramente è “stare più dritti”. È capire perché quel
dolore è comparso e aiutare il corpo a tornare a muoversi con fiducia.
La postura perfetta non esiste. Il movimento, invece, è una delle migliori risorse che
abbiamo. Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi
visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per conoscere meglio la tua situazione e
capire insieme se e come procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua
situazione.

17/09/2026

Quel dolore sotto il tallone appena metti il piede a terra al mattino è uno dei segnali più tipici della fascite plantare. Molte persone lo descrivono come una f***a intensa nei primi passi fuori dal letto, che poi tende ad attenuarsi man mano che si cammina.
Questo succede perché durante la notte la fascia plantare rimane per diverse ore in una posizione di relativo riposo. Quando al mattino torna improvvisamente a lavorare e a sopportare il carico, può risultare particolarmente sensibile.
Nonostante il nome, oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi non si tratta di una semplice infiammazione, ma di una fascia plantare che sta facendo fatica a tollerare i carichi a cui viene sottoposta. Aumenti dell’attività fisica, molte ore in piedi, cambiamenti nelle abitudini o un recupero insufficiente possono contribuire alla comparsa dei sintomi.
La buona notizia è che il piede non è una struttura fragile. Riposo assoluto e immobilità raramente rappresentano la soluzione migliore. Nella maggior parte dei casi, una gestione graduale dei carichi e un percorso di esercizi mirati aiutano il tessuto a recuperare la sua capacità di lavorare senza dolore.
Se la fascite plantare sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per raccontarci meglio la tua situazione prima di fissare eventualmente una visita specialistica.
Se preferisci un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM.

09/09/2026

Inizia una nuova avventura: nasce la collaborazione fra Elena Ajani e lo 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐎𝐫𝐭𝐡𝐨𝐤𝐢𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜 in Via Pozzi 9 a Prestino (CO).

💃Il mercoledì pomeriggio, dalle 13:30 alle 19:30 potete trovarla in studio con corsi di 𝗣𝗜𝗟𝗔𝗧𝗘𝗦 𝗺𝗮𝘁𝘄𝗼𝗿𝗸, integrati alle tecniche di movimento basate sulla 𝗯𝗶𝗼𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 e sul metodo 𝗚𝗿𝗮𝗵𝗮𝗺.

Si comincia 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱𝗶̀ 𝟵 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲!

🫀 Cura
🌀 Benessere
⚡️ Consapevolezza
🧚🏻‍♀️ Piacere del movimento

🙆🏻‍♀️ Possibilità di sessioni personal in presenza.

📞 Per avere informazioni sulle lezioni, contattateci al numero 3339140712

Photos from Orthokinetic's post 04/09/2026

Molte persone pensano che perdere equilibrio, sentirsi più fragili o cadere sia una conseguenza inevitabile dell’età. In realtà, spesso dietro questi cambiamenti c’è la sarcopenia, cioè la progressiva perdita di massa e forza muscolare che può comparire con l’avanzare degli anni, soprattutto quando il movimento diminuisce.
Quando i muscoli diventano meno forti, attività semplici come alzarsi da una sedia, salire le scale o camminare a lungo possono richiedere più fatica. Questo porta spesso a muoversi meno, creando un circolo vizioso che aumenta ulteriormente debolezza e rischio di caduta.
La buona notizia è che il muscolo può migliorare anche in età avanzata.
Per questo l’Attività Fisica Adattata (AFA) rappresenta uno degli strumenti più efficaci per mantenere forza, equilibrio e autonomia.
Non serve diventare sportivi: serve continuare a dare al corpo uno stimolo adeguato e costante.
Per questo motivo, quando si parla di prevenire le cadute, non dovremmo concentrarci soltanto sull’età riportata sulla carta d’identità. La domanda più utile è: quanto sono forti e allenati i muscoli che ci permettono di vivere la nostra quotidianità?
L’età passa per tutti. La perdita di forza, invece, può essere contrastata. E spesso la prevenzione delle cadute inizia proprio da qui: continuare a muoversi.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”.
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi visitare il link in bio.
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01/09/2026

Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni, ma non sempre significa che ci sia qualcosa di “rotto” o danneggiato nella schiena.
Nella maggior parte dei casi nasce dall’interazione di più fattori: periodi di stress, poco movimento, molte ore nella stessa posizione, sonno insufficiente o cambiamenti nelle attività quotidiane.
La schiena è una struttura forte e progettata per muoversi. Spesso il problema non è il movimento in sé, ma la riduzione della sua varietà o la paura di muoversi dopo un episodio doloroso.
Quando il dolore porta a evitare determinate attività, può instaurarsi un circolo vizioso fatto di rigidità, perdita di fiducia e maggiore sensibilità della zona lombare.
Per questo motivo la soluzione raramente è il riposo assoluto o la ricerca della postura perfetta. Nella maggior parte dei casi, recuperare movimento in modo graduale e capire quali fattori stanno contribuendo ai sintomi rappresenta la strategia più efficace.
Una valutazione fisioterapica serve proprio a questo: capire come il dolore si comporta, quali movimenti risultano più difficili, quali abitudini possono influenzarlo e come costruire un percorso che permetta di tornare a fare ciò che conta davvero. Perché l’obiettivo non è proteggere la schiena da ogni sforzo, ma aiutarla a diventare più forte, più sicura e più resistente nel tempo.
Se la lombalgia sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
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Photos from Orthokinetic's post 28/08/2026

Quando compare il mal di schiena, molte persone pensano che la soluzione migliore sia
stare ferme e riposare il più possibile.
In realtà, per la maggior parte degli episodi di mal di
schiena, il riposo assoluto non accelera il recupero e può persino rallentarlo.
Restare a letto o evitare ogni movimento per giorni aumenta spesso rigidità, perdita di
fiducia e sensibilità al dolore.
La schiena non è una struttura fragile: è fatta per
adattarsi e muoversi.
Questo non significa ignorare il dolore o sforzarsi oltre i propri limiti. Significa continuare a
muoversi in modo graduale e tollerabile, mantenendo le normali attività quando possibile.
Camminare, cambiare posizione frequentemente e restare attivi aiuta il corpo a recuperare
più velocemente.
Spesso il problema non è il movimento, ma la paura dello stesso. Più evitiamo di usare la
schiena, più il corpo può diventare sensibile e rigido, alimentando un circolo vizioso che
prolunga i sintomi.
La soluzione non è fermarsi completamente, ma trovare il giusto equilibrio tra recupero e
movimento. Perché nella maggior parte dei casi, la schiena migliora quando torna a fare ciò
per cui è stata progettata: muoversi.
Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”
È capire meglio cosa sta succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi
visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattat* per conoscere meglio la tua situazione e
capire insieme se e come procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua
situazione.

24/08/2026

Quel dolore nella parte anteriore del ginocchio che compare salendo o scendendo le scale, nell’accovacciarsi, correndo o dopo essere rimasto seduto a lungo con il ginocchio piegato è spesso legato al dolore femoro-rotuleo, una delle problematiche più comuni a carico del ginocchio.
Molte persone pensano che la causa sia una rotula “fuori posto” o un’articolazione danneggiata. In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema è legato a una ridotta tolleranza ai carichi: il ginocchio sta semplicemente segnalando che, in questo momento, alcune attività richiedono più di quanto riesca a gestire.
Questo può accadere dopo un aumento dell’attività fisica, un ritorno allo sport, periodi di sedentarietà o cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Anche stress, stanchezza e recupero insufficiente possono contribuire a rendere il ginocchio più sensibile.
La buona notizia è che il ginocchio non è fragile. Evitare completamente scale, squat o attività fisica raramente rappresenta la soluzione migliore. Nella maggior parte dei casi, ciò che aiuta davvero è reintrodurre gradualmente il movimento e aumentare progressivamente la capacità del ginocchio di tollerare il carico.
Una valutazione specialistica serve proprio a questo: capire quali movimenti e quali carichi stanno influenzando i sintomi, individuare i fattori che mantengono attivo il dolore e costruire un percorso adatto alla persona. Perché il vero obiettivo non è evitare di usare il ginocchio, ma aiutarlo a tornare a fare ciò per cui è stato progettato: muoversi, adattarsi e sostenerti nelle attività di ogni giorno.
Se il “dolore femoro - rotuleo” sta iniziando a limitarti nelle attività quotidiane, puoi approfondire il nostro approccio dal link in bio.
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# doloreginocchio

Photos from Orthokinetic's post 27/07/2026

La Frozen Shoulder, o capsulite adesiva, è una condizione che provoca dolore e una
progressiva perdita di movimento della spalla. Spesso si sente dire che “passa da sola, ma
la realtà è che il recupero può richiedere molti mesi e, in alcuni casi, anche anni.
Il problema non nasce da una spalla debole o da un movimento sbagliato. La capsula che
avvolge l’articolazione diventa più rigida e meno elastica, limitando gradualmente i
movimenti più semplici della vita quotidiana, come vestirsi, pettinarsi, raggiungere una
mensola o portare la mano dietro la schiena.
Quando il dolore aumenta è normale usare meno il braccio, ma aspettare senza fare nulla
raramente aiuta a recuperare più velocemente.
La chiave non è forzare la spalla, ma
mantenerla in movimento nel modo giusto e nel momento giusto.
Inoltre, la Frozen Shoulder cambia nel tempo: nelle prime fasi prevale il dolore, mentre
successivamente domina la rigidità. Per questo una gestione personalizzata può fare la
differenza sui tempi di recupero e sulla qualità del risultato finale.
Perché nella Frozen Shoulder il tempo aiuta, ma da solo non basta.

Se ti riconosci in queste situazioni, il primo passo non è “resistere ancora”, ma capire meglio cosa stà succedendo.
Per maggiori informazioni sul nostro approccio o per richiedere una visita specialistica, puoi
visitare il link in bio.
Dopo aver lasciato i tuoi dati, verrai ricontattato per conoscere meglio la tua situazione e
capire insieme “se e come” procedere con la prenotazione della visita.
Se vuoi un contatto più immediato, puoi scriverci direttamente in DM e raccontarci la tua
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