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Pareri e soluzioni legali per andare diritto al dunque e sentirti tranquillo. Funziona così. Non si tratta solo di comprendere, bisogna anche essere compresi.

All’università, i futuri avvocati studiano il “legalese”. È come imparare una lingua nuova. Nella professione è necessario, perché sia la controparte sia il giudice se lo aspettano. Ma nel rapporto con i clienti, se si vuole davvero entrare in contatto, non funziona più. Calamandrei diceva, “L'avvocatura è una professione di comprensione, di dedizione e di carità”. Simplius nasce da questa consapevolezza. Perché se in aula conquistiamo vittorie con strategie complesse, la fiducia dei clienti la conquistiamo offrendo un servizio semplice.

Photos from Simplius's post 01/10/2026

🇮🇹 LA COSTITUZIONE È ANCHE TUA #05 — ARTICOLO 14

Casa tua è davvero inviolabile?

La Costituzione risponde con una formula chiarissima:

«Il domicilio è inviolabile.»

L’articolo 14 stabilisce che nel domicilio non possono essere eseguite ispezioni, perquisizioni o sequestri se non nei casi e nei modi previsti dalla legge e nel rispetto delle garanzie previste a tutela della libertà personale.

Questo significa che il domicilio non è semplicemente il luogo in cui viviamo: è uno spazio di libertà e riservatezza che la Costituzione protegge dalle intrusioni arbitrarie. La tutela, inoltre, non va intesa soltanto come protezione materiale delle mura di casa, ma anche come presidio della sfera privata che in quei luoghi si svolge.

Ma “inviolabile” non significa “mai accessibile”.

La legge può prevedere, in casi determinati e con specifiche garanzie, attività come perquisizioni, ispezioni o sequestri. La stessa Costituzione stabilisce poi che gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità, incolumità pubblica o per fini economici e fiscali siano disciplinati da leggi speciali.

📌 La regola da ricordare è semplice:

nessun potere di accesso al domicilio è “libero”.
Serve sempre una base normativa e devono essere rispettate le garanzie previste dall’ordinamento.

Perché la porta di casa non protegge soltanto un immobile.

Protegge uno spazio della nostra libertà.

💬 E tu lo sapevi?

Se qualcuno si presentasse alla tua porta dicendo “dobbiamo entrare”, sapresti quali garanzie verificare?

Scrivilo nei commenti.

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Art. 14 Costituzione della Repubblica Italiana

Quello che per Noi è semplice, per Voi è Simplius!

Photos from Simplius's post 29/09/2026

IL CASO SIMPLIUS #19 | Il lavoratore può partecipare alle decisioni dell’azienda?

La Legge n. 76/2025, in attuazione dell’art. 46 della Costituzione, disciplina quattro diverse forme di partecipazione dei lavoratori: gestionale, economica e finanziaria, organizzativa e consultiva.

Ma attenzione: partecipare non significa automaticamente decidere.

Un lavoratore può entrare nel CdA?
Quando l’azienda deve consultare i rappresentanti?
Che ruolo può avere la contrattazione collettiva?
E cosa accade quando nuove tecnologie e intelligenza artificiale incidono sull’organizzazione del lavoro?

La legge apre diversi strumenti, ma poteri, procedure e intensità della partecipazione cambiano a seconda del modello utilizzato. Per esempio, la presenza di rappresentanti dei lavoratori negli organi societari non è automatica: gli artt. 3 e 4 la collegano alle previsioni statutarie e alla disciplina della contrattazione collettiva.

Nel nuovo Caso Simplius proviamo a capirlo con situazioni concrete e poche, semplici domande.

👉 Scorri il carosello.
💾 Salvalo: la partecipazione dei lavoratori è destinata a diventare un tema sempre più presente nel diritto del lavoro e nelle relazioni industriali.

SIMPLIUS – Diritto semplice. Tutela reale.

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Photos from Simplius's post 27/09/2026

🇮🇹 LA COSTITUZIONE È ANCHE TUA #04 — ARTICOLO 34

Studiare è un diritto. Ma fino a che punto?

L’articolo 34 della Costituzione parte da una frase semplice e potentissima:

«La scuola è aperta a tutti.»

Ma non si ferma lì.

La Costituzione afferma anche che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Questo significa una cosa molto concreta: il diritto allo studio non può dipendere soltanto dalle possibilità economiche della propria famiglia.

Per renderlo effettivo servono strumenti reali:

* borse di studio;
* assegni e sostegni alle famiglie;
* altre provvidenze previste dall’ordinamento.

📚 Perché non basta poter entrare a scuola.

Bisogna anche cercare di rimuovere quegli ostacoli economici che possono impedire a uno studente di continuare il proprio percorso.

Il diritto allo studio è davvero tale solo quando talento, impegno e capacità possono avere una possibilità concreta di andare avanti.

💬 E tu cosa ne pensi?

Se studiare dipendesse solo dal reddito della tua famiglia, sarebbe davvero un diritto?

SÌ o NO?
Scrivilo nei commenti.

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Art. 34 Costituzione della Repubblica Italiana

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Photos from Simplius's post 25/09/2026

⚖️ IL CASO SIMPLIUS #19 — SMARTPHONE, RADIOFREQUENZE E DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

📱 Uno smartphone può rispettare i limiti tecnici ed essere comunque “carente” sotto il profilo informativo?

La Cassazione, Sez. III civile, ord. n. 24015 del 24 luglio 2026, ha affrontato proprio questo tema.

La Corte ha chiarito che il produttore non è automaticamente esonerato dagli obblighi informativi e di cautela solo perché il prodotto rispetta gli standard tecnici o reca la marcatura CE.

Il punto centrale è il diritto del consumatore a compiere scelte consapevoli.

In presenza di rischi potenziali non immediatamente percepibili, l’informazione deve essere idonea a mettere l’utente nelle condizioni di conoscere:

* le modalità di utilizzo del dispositivo;
* i possibili fattori che possono aumentare l’esposizione;
* le cautele utili a ridurla;
* le informazioni necessarie per decidere come utilizzare il prodotto.

⚠️ Ma attenzione: la Cassazione non ha affermato che lo smartphone provochi necessariamente danni alla salute.

Ha affrontato un tema diverso: anche in presenza di incertezza scientifica, il produttore può avere comunque il dovere di fornire informazioni adeguate sui rischi potenziali e sulle modalità d’uso.

👉 Perché essere informati significa poter scegliere.

E la libertà di scelta del consumatore è essa stessa un interesse tutelato.

💬 Tu hai mai letto le informazioni di sicurezza del tuo smartphone?
SÌ o NO?

Scrivilo nei commenti.

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Cass. civ., Sez. III, ord. n. 24015/2026

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Photos from Simplius's post 23/09/2026

⚖️ IL CASO SIMPLIUS #18 — MA I 14 GIORNI VALGONO SEMPRE?

🪟 Ordini degli infissi su misura. Firmi il contratto e il giorno dopo cambi idea.

“Non c’è problema, sono un consumatore: ho 14 giorni per recedere.”

⚠️ Non è sempre così.

La Cassazione, con sentenza n. 25692/2026, affrontando una controversia relativa alla realizzazione di infissi su misura, ha ribadito l’importanza di guardare alla natura concreta della prestazione.

Quando l’attività di realizzazione e adattamento assume carattere prevalente rispetto alla semplice fornitura del materiale, il rapporto può essere qualificato come appalto e non come semplice vendita.

👉 E questo può incidere anche sulla disciplina del recesso invocata dal consumatore.

La regola da ricordare è semplice:

non basta dire “sono un consumatore, quindi ho sempre 14 giorni”.

Prima di firmare è importante verificare:

* cosa prevede realmente il contratto;
* quanto il prodotto è personalizzato;
* quali attività deve svolgere l’impresa;
* quali sono le condizioni di recesso;
* cosa accade alle somme già versate.

📌 Il nome dato al contratto non basta: conta il contenuto concreto della prestazione.

💬 E tu lo sapevi?
Pensavi che i 14 giorni per ripensarci valessero sempre?

Scrivi SÌ o NO nei commenti.

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🔖 Salvalo: potrebbe tornarti utile.

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Photos from Simplius's post 22/09/2026

⚖️ IL CASO SIMPLIUS #17 — LEGGE 104 E LAVORO NOTTURNO

🌙 «Assisto mia madre disabile, ma non ha la 104 grave. Possono obbligarmi a fare il turno di notte?»

La risposta non è così scontata.

La Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 20229/2026, ha affrontato proprio il tema dell’esonero dal lavoro notturno del lavoratore che ha a proprio carico una persona con disabilità.

📌 Il punto importante?
L’art. 11, comma 2, lett. c), D.Lgs. 66/2003 fa riferimento al soggetto disabile ai sensi della Legge 104/1992, senza richiedere espressamente anche la condizione di gravità prevista dall’art. 3, comma 3.

👉 Pertanto, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, la tutela dal lavoro notturno non è subordinata necessariamente alla cosiddetta “104 grave”.

Una distinzione importante per tanti lavoratori che ogni giorno cercano di conciliare lavoro e assistenza a un familiare.

⚠️ Naturalmente, il diritto va esercitato verificando nel caso concreto i presupposti previsti dalla normativa e la situazione lavorativa interessata.

💬 Lo sapevi?
Conosci qualcuno che assiste un familiare con disabilità e lavora anche di notte?

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Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 20229/2026
Art. 11, comma 2, lett. c), D.Lgs. 66/2003

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Photos from Simplius's post 20/09/2026

🇮🇹 LA COSTITUZIONE È ANCHE TUA #03 — ART. 15

📱 «Dammi il telefono. Voglio leggere i tuoi messaggi.»

Una frase che può nascere in una coppia, in famiglia o perfino sul lavoro. Ma quello smartphone non contiene soltanto foto e chat: contiene una parte della nostra vita privata.

E la Costituzione ne parla da molto prima che esistessero WhatsApp, e-mail e social.

L’art. 15 della Costituzione stabilisce:

«La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.»

Una formula scritta nel 1948, ma capace di parlare anche al nostro presente digitale.

🔐 Messaggi, e-mail e altre comunicazioni personali non diventano liberamente accessibili solo perché a volerle leggere è una persona che ci è vicina.

E neppure sul lavoro il potere di controllo è senza limiti.

La stessa Costituzione, però, ci ricorda che la segretezza delle comunicazioni non è priva di eccezioni: l’art. 15 prevede che la sua limitazione possa avvenire «soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge».

Perché proteggere una comunicazione non significa soltanto proteggere un messaggio.

Significa tutelare libertà, relazioni, identità e dignità della persona.

💬 E tu? Daresti la password del tuo telefono al tuo partner?
SÌ o NO? Scrivilo nei commenti. 👇

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⚖️ Art. 15 Costituzione della Repubblica Italiana

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Photos from Simplius's post 18/09/2026

👨‍👧 IL CASO SIMPLIUS #15 — MIO PADRE NON MI HA MAI RICONOSCIUTA. POSSO CHIEDERE I DANNI?

Essere genitori non comincia con una sentenza.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 24449 del 5 agosto 2026, è tornata su un tema delicatissimo: il figlio non riconosciuto può ottenere, ricorrendone i presupposti, anche il risarcimento del danno subito per la violazione dei doveri genitoriali.

Il principio è importante: i doveri di mantenere, istruire ed educare il figlio sorgono dalla procreazione e dalla nascita, non dal successivo accertamento giudiziale della paternità.

Ma attenzione: il risarcimento non è automatico.

Occorre verificare concretamente la condotta del genitore, la sua consapevolezza — anche in termini probabilistici — del concepimento, il danno effettivamente subito dal figlio e il rapporto causale tra omissione e pregiudizio. La Cassazione precisa, quindi, che non è necessariamente indispensabile che il padre avesse già una certezza derivante da un test del DNA: possono assumere rilievo anche elementi univoci dai quali risultasse la probabile paternità.

E il danno non riguarda necessariamente soltanto il denaro.

Può investire la dimensione personale, affettiva e relazionale del figlio, quando la privazione della relazione genitoriale abbia prodotto un pregiudizio concretamente dimostrabile.

Una decisione che ci ricorda una cosa semplice, ma fondamentale:

un figlio non riconosciuto non è un figlio con meno diritti.

💬 E voi cosa ne pensate?
Può il trascorrere degli anni cancellare le conseguenze dell’assenza di un genitore?

Scrivetelo nei commenti. 👇

⚖️ Cass. civ., Sez. I, ord. 5 agosto 2026, n. 24449

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Photos from Simplius's post 16/09/2026

Nota accompagnamento

🇮🇹 LA COSTITUZIONE È ANCHE TUA #02 — ART. 21

«Posso scrivere quello che voglio sui social?
Tanto esiste la libertà di parola…»

La risposta parte dalla Costituzione.

L’art. 21 stabilisce che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Un principio fondamentale che oggi vive anche nel modo in cui comunichiamo online.

Ma c’è una differenza importante tra esprimere un’opinione, anche durissima, e attribuire a qualcuno un fatto preciso potenzialmente lesivo della sua reputazione.

📱 Dire: «Questo sindaco ha amministrato malissimo» esprime un giudizio politico.

Scrivere invece: «Questo sindaco ha rubato soldi» attribuisce un fatto determinato. Non basta chiamarlo “opinione” perché automaticamente diventi privo di conseguenze.

E sui social c’è un elemento in più: la diffusione. Un commento può essere condiviso, rilanciato e raggiungere in pochi minuti persone che non avevamo neppure immaginato.

La libertà di espressione è essenziale per una società democratica; proprio per questo vale la pena conoscerla e capire come si confronta, nei casi concreti, con gli altri diritti tutelati dall’ordinamento.

💬 Adesso tocca a voi.
Nel caso dell’ultima slide:

A — È diritto di critica
B — Si è superato il limite

Scrivetelo nei commenti. 👇

Perché la Costituzione non è soltanto qualcosa da studiare.
È qualcosa che usiamo ogni giorno.

🇮🇹 La Costituzione è anche tua. Continuiamo a scoprirla insieme.

Quello che per Noi è semplice, per Voi è Simplius!

# articolo21

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