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SNACHANNEL.IT è il giornale online del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione.

Fondato nel 2013, è subito balzato in testa alla classifica delle testate di settore più visitate in Italia, con oltre 1,5 milioni di accessi alle news negli ultimi 12 mesi. SNACHANNEL.IT è diretto da Roberto Bianchi, mentre la gestione redazionale e grafica è a cura della società di comunicazione internazionale WBC EUROPA Sarl.

17/06/2026

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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ROBERTO BIANCHI
Cirasola e Anapa battuti da Demozzi per 2 a 0, palla al centro
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♦ Al netto della mia fede rugbistica, cedo volentieri alla tentazione di utilizzare la metafora calcistica, di moda durante questo periodo di competizione mondiale, per descrivere la fragorosa sconfitta – per due a zero appunto - subita in secondo grado di giudizio da Anapa e dal suo presidente Vincenzo Cirasola nel procedimento giudiziale contro lo Sna.
La presa di posizione della Corte d’Appello di Roma rigetta infatti il ricorso promosso avverso la precedente sentenza che aveva visto soccombenti la corporazione minoritaria e il suo leader nella richiesta di considerare diffamatori alcuni articoli pubblicati in queste pagine e di ottenere la conseguente condanna di Sna e SnaS al risarcimento dei presunti danni subiti.
I Giudici sono stati lapidari nel confermare la decisione adottata in primo grado dal Tribunale di Roma nel 2022 e articolano il loro giudizio su due pilastri fondamentali, da un lato, il “legittimo esercizio del diritto di critica, giudicando soddisfatti i requisiti della verità (quantomeno putativa) dei fatti posti a base della critica” e, dall’altro, la “continenza espositiva, pur a fronte di toni aspri e polemici, tipici della dialettica tra organizzazioni sindacali concorrenti”.
In altri termini, l’affermazione riferita alla scarsa rappresentatività di Anapa e all’inefficacia del suo Ccnl («poche centinaia", "meno del 3%") era resa plausibile dalla mancata divulgazione dei dati ufficiali sulla reale consistenza del sodalizio a guida Cirasola e dalla diffusa percezione nel settore. Nel contempo, le modalità espressive adottate da Snachannel ("bonsai sindacale", "rottame in avaria"), “strumentalmente collegate alla critica sulla scarsa rappresentatività e sull’asserita inefficacia dell’azione sindacale di Anapa” non sono, proseguono i Giudici, “un’offesa alla persona fisica del suo rappresentante, ma un giudizio di valore, per quanto caustico, sull’organizzazione sindacale avversaria”.
L’accusa di essere un “sindacato di comodo” o “giallo” rientra, d’altro canto, “nel perimetro della dialettica tra sigle portatrici di interessi contrapposti”.
Infine “l’epiteto "traditori", sebbene forte – aggiunge la Corte d’Appello - deve essere contestualizzato. Riferito a chi abbandona un’organizzazione per fondarne un’altra concorrente… esprime, nella foga della polemica, un giudizio di slealtà politica, non un’accusa di reato o un’offesa alla morale personale”.
L’insussistenza del carattere diffamatorio delle condotte contestate all’editore SnaS e all’ispiratore politico Sna, imperniate sul diritto di critica, “esclude in radice – concludono i Giudici – la configurabilità di un fatto illecito e, di conseguenza, di un obbligo risarcitorio”.
Insomma, nessun danno, niente risarcimento.
Dalla soccombenza totale degli appellanti deriva pertanto “la loro condanna alla rifusione di tutte le spese cui si aggiunge un ulteriore importo pari a quello dovuto per l’impugnazione della sentenza di primo grado…”, come previsto dal Dpr 115/2002 nei casi di ricorso infondato.
A margine di questa vicenda vorrei condividere con i lettori tre quesiti che sorgono spontanei.
Primo quesito: posto che gli appellanti sono condannati in solido a pagare le spese, lo Sna riceverà un bonifico personale da Vincenzo Cirasola per la sua quota parte?
Secondo quesito: gli iscritti Anapa chiederanno conto al proprio presidente dell’inutile sperpero di denaro proveniente dalla cassa sociale utilizzato per effettuare un appello privo di fondatezza giuridica?
Terzo e ultimo quesito: i colleghi anapini sono davvero convinti che il ricorso alle carte bollate, tanto più se ingiustificato, possa sostituire il confronto, magari aspro, delle idee?
Una cosa è certa, quella della Corte di Appello di Roma si configura come una vera e propria pietra miliare per la comunicazione del Sindacato nazionale agenti in quanto scongiura il pericolo, gravissimo, che una qualsiasi valutazione di natura politico-sindacale possa essere censurata da un soggetto terzo mediante il ricorso alla magistratura. È pertanto fatta salva la libertà per Snachannel, una testata che registra poco meno di 2 milioni di accessi all’anno e rimane costantemente ancorata ai principi della “continenza sostanziale (verità dei fatti)” e della “continenza formale (modalità espressive)”, di manifestare il pensiero, le proposte e laddove necessario il dissenso dello Sna verso chiunque.
E scusate se è poco.
Roberto Bianchi

17/06/2026

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Successo di presenze al convegno formativo organizzato dalla sezione Provinciale Sna di Pavia. Elena Dragoni: Momento di grande crescita professionale
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PAVIA - C'è grande soddisfazione per il successo di presenze registrato nel corso della giornata formativa di aggiornamento professionale organizzata dalla sezione Provinciale Sna di Pavia lo scorso 16 giugno. Iscritti al Sindacato provenienti da Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna hanno affollato la sala convegni della Cascina Scova Resort del capoluogo pavese.
Particolare interesse hanno suscitato gli interventi di Michele Specchiulli (commercialista) e di Albina Candian (avvocato e docente presso l'Università di Milano): il primo focalizzato sugli aspetti contabili e fiscali dell’agenzia di assicurazioni; il secondo su compliance, controlli e corretta gestione dei rischi legali e di vigilanza.
La Vicepresidente Vicaria nazionale Sna Elena Dragoni, presente all'evento, si è detta convinta che questi appuntamenti possano rappresentare per agli agenti di assicurazione iscritti al Sindacato un imprescindibile approfondimento tecnico. "Affrontare tematiche sempre più centrali nella gestione dell’attività agenziale, confrontarsi con esperti qualificati e acquisire aggiornamenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide normative e organizzative del settore, sono oggi passaggi obbligati per gli intermediari che vogliano definirsi professionisti".
Luigi Giorgetti

16/06/2026

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Giovanni Bort confermato alla presidenza della Confcommercio Trentino e della Associazione albergatori della regione
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TRENTO - In Trentino la collaborazione tra la locale sezione Provinciale Sna a guida Alessandro Mich e la Confcommercio provinciale non è fatta soltanto di dichiarazioni, ma anche di sinergie concrete. Per questo la riconferma di Giovanni Bort alla presidenza dell'Associazione albergatori trentini e di Confcommercio Trentino è stata accolta con soddisfazione nell'ambiente del Sindacato nazionale agenti.
Gianni (Giovanni) Bort è presidente di Confcommercio Trentino dal 1998. Essendo stato riconfermato anche nel 2026 per un nuovo mandato quinquennale, risulta alla guida dell'associazione da circa 28 anni (1998-2026) e, al termine dell'attuale mandato, raggiungerà e supererà i 30 anni consecutivi di presidenza. Si tratta di una delle presidenze più longeve nel sistema associativo italiano. La recente riconferma è avvenuta all'unanimità da parte della Giunta di Confcommercio Trentino. Da sempre amico del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, con il quale ha condiviso numerose posizioni politiche associative e sindacali, Bort ha più volte manifestato interesse e vicinanza alle problematiche relative agli agenti di assicurazione.
La Redazione

15/06/2026

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La Corte d'Appello di Roma rigetta le istanze di Anapa e Vincenzo Cirasola: Snachannel non ha diffamato nessuno
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ROMA - E' arrivata la sentenza di secondo grado. La Corte d'Appello di Roma si è pronunciata in ordine alla vicenda che vedeva contrapposti Anapa e Vincenzo Cirasola a Snachannel. Come si ricorderà, i primi avevano viste respinte dal Tribunale di primo grado le istanze volte ad accertare la natura diffamatoria di alcuni articoli del nostro giornale. Di conseguenza, erano state rigettate anche le richieste di risarcimento danni, di provvedimenti inibitori e ripristinatori.
Il Tribunale di prime cure nel 2022, dopo aver analiticamente esaminato le espressioni e le comunicazioni contestate, aveva ritenuto infatti che le stesse rientrassero nell'alveo del legittimo esercizio del diritto di critica sindacale, giudicando soddisfatti i requisiti della verità dei fatti posti a base della critica e della continenza espositiva, pur a fronte di toni aspri e polemici, tipici della dialettica tra organizzazioni sindacali concorrenti. Da qui il rigetto della domanda e la condanna degli attori (Anapa e Cirasola, in solido) al pagamento delle spese di lite.
La Corte d'Appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza di primo grado, condannando gli appellanti alla rifusione delle spese di giudizio in favore degli appellati (Snachannel, SnaS Srl e Sna) pari a 4.500 euro per compensi professionali, oltre al rimborso forfettario per spese generali.
Inoltre, i giudici di secondo grado hanno dato atto della sussistenza dei presupposti di cui all'art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, condannando gli appellanti al pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'appello. Si tratta - per i non addetti ai lavori - di una misura a carattere sanzionatorio introdotta dal Legislatore per scoraggiare i contenziosi temerari e l'abuso del processo.
Ogni commento appare superfluo.
Luigi Giorgetti

Photos from Sna Channel's post 13/06/2026

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ULTIM'ORA
"Saturday Drive Night" ottiene il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
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MILANO - ​Un grande successo della diplomazia politica di Sna apre le porte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al progetto nazionale sulla sicurezza stradale. Grazie all'asse strategico tra Andrea Pieri e Luca Baroncini, l'iter per il patrocinio è giunto a buon fine.
La complessa macchina politica e relazionale che ha portato a questo storico risultato è stata gestita con determinazione da Andrea Pieri, componente del Gdl Stampa e da sempre figura attivissima nei rapporti istituzionali del Sindacato. Pieri, attraverso un dialogo costante e costruttivo, ha potuto contare sul prezioso supporto di Luca Baroncini, già Sindaco di Montecatini Terme, attuale Responsabile Enti Locali del Centro Italia per la Lega, e da tempo riconosciuto come un solido "politico vicino alle battaglie di Sna", sempre attento a dare voce e supporto alle istanze degli agenti presso il Governo centrale e i palazzi istituzionali. È stata proprio questa sinergia, unita alla costante attenzione di Baroncini verso le tematiche della categoria, a facilitare i canali di comunicazione con il dicastero e a portare a compimento l'iter burocratico.
​Grazie a questo fondamentale lavoro di squadra, il "Saturday Drive Night" ha ottenuto ufficialmente il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Si tratta di un riconoscimento straordinario che premia la lungimiranza, l'impegno sociale e la capillarità del Sindacato sul territorio per un progetto che, dopo il deposito ufficiale del logo da parte di Sna nel 2025, si sta espandendo con forza a livello nazionale.
​L'evento, nato originariamente nel 2020 dalla collaborazione con la Croce Rossa di La Spezia, era stato introdotto in Sna grazie all'intuizione di Tiziano Salerno. ​Oggi il progetto è diventato il fiore all'occhiello dell'attuale Commissione Sicurezza
Stradale. Sotto la guida del presidente Emiliano Ortelli, la Commissione – composta dallo stesso Tiziano Salerno, da Mauro Bruno e da Roberto Bianchi – sta lavorando intensamente per esportare questo modello virtuoso in ogni provincia italiana, promuovendo capillarmente la cultura della guida responsabile.
L'avallo del Ministero dei Trasporti non è solo un bollino di qualità, ma trasforma il "Saturday Drive Night" in un punto di riferimento istituzionale per le campagne di sicurezza stradale in Italia, consolidando il ruolo degli agenti Sna come promotori attivi di welfare, prevenzione del rischio e tutela sociale.
La Redazione

12/06/2026

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Maxi-produttività in agenzia con AI: soluzioni pratiche per professionisti assicurativi. Importante corso di formazione a Belluno
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BELLUNO - La sezione Provinciale Sna di Belluno ha organizzato un importante corso di formazione dal titolo “Maxi-produttività in agenzia con AI: soluzioni pratiche per professionisti assicurativi”. ­
L’evento - aperto anche agli agenti iscritti Sna di Pordenone, Sinistra Piave e Treviso - si terrà a Belluno, in presenza, il giorno 16 giugno 2026 | dalle ore 9.00 alle 18.30, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII (sala San Vittore).­
La sessione formativa - valida ai fini dell’aggiornamento professionale Ivass - sarà tenuta da Alessandro Banelli, Business Coach, Trainer e Consulente con oltre 23 anni di esperienza nel settore assicurativo, specializzato nell'applicazione strategica dell’Intelligenza Artificiale per l'ottimizzazione delle performance agenziali. Il programma è strutturato per fornire competenze operative immediate, focalizzandosi sui seguenti punti chiave:
1) Conoscenza e utilizzo strategico dei principali applicativi AI (tra cui ChatGPT, Gemini e Perplexity) nel rispetto delle normative vigenti (Ivass, GDPR, AI Act);
2) Efficientamento dei processi interni e automazione della contrattualistica e della gestione operativa quotidiana;
3) Tecniche avanzate di analisi e confronto smart di contratti assicurativi e normative di settore;
4) Integrazione dei flussi di lavoro tramite una metodologia orientata al “learning by doing”.
­Il corso è rivolto a tutte le figure professionali operanti all’interno dell'organizzazione agenziale, compresi dunque i subagenti, il personale di staff, gli impiegati. E' richiesto a ciascun partecipante di dotarsi del proprio dispositivo aziendale (computer o tablet) per l’esecuzione dei casi studio in aula.
Per gli iscritti Sna della sezione Provinciale di Belluno la quota di partecipazione individuale è fissata in euro 70 (importo comprensivo di Iva). Al fine di garantire lo standard qualitativo delle esercitazioni e la corretta erogazione dei materiali di supporto post-aula, i posti sono limitati.
Per iscriversi occorre accedere ­al LINK pubblicato in snachannel.it
Luigi Giorgetti

11/06/2026

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La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul tema della Rcauto
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ROMA - Arriva un’ordinanza destinata a fare discutere. Con il provvedimento n. 13834 del 12 maggio scorso, la Suprema Corte ha chiarito un punto cruciale: la clausola di esclusione della garanzia per guida da parte di conducente "non abilitato" non si applica automaticamente al neopatentato che guida un veicolo di potenza superiore a quella consentita dalle norme vigenti. Si tratta, secondo i giudici di legittimità, di una mera irregolarità nella guida, non di una vera e propria mancanza di abilitazione.
La distinzione, apparentemente sottile, ha conseguenze pratiche di assoluto rilievo. Un neopatentato che provoca un sinistro alla guida di un'auto vietatagli per eccesso di potenza non fa scattare, per ciò solo, la clausola di non operatività della polizza. La compagnia è quindi tenuta a risarcire il danneggiato e potrà solo successivamente rivalersi sull'assicurato, come previsto dall'art. 144 del Codice delle assicurazioni.
La Cassazione distingue con nettezza tra chi guida senza aver mai conseguito la patente - o con patente scaduta o revocata, caso in cui si configura autentica "mancanza di abilitazione" - e chi invece è abilitato, ma ha violato le limitazioni di potenza previste per legge per i neopatentati, trattandosi in questo caso di conducente abilitato, seppure irregolare.
Penso che per gli operatori del settore il messaggio sia chiaro: le clausole di esclusione per mancanza di abilitazione vanno interpretate in senso stretto. Chi ha la patente in tasca, anche se guida un veicolo che non avrebbe dovuto guidare, rimane un conducente abilitato. Il sinistro è coperto.
Tiziano Salerno

11/06/2026

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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ROBERTO BIANCHI
Quando la coerenza sindacale riscrive il futuro degli agenti
https://www.snachannel.it/index.php/all-categories/leditoriale-del-direttore/quando-la-coerenza-sindacale-riscrive-il-futuro-degli-agenti

♦ I lettori che frequentano queste colonne sanno che non sono solito fare sconti a coloro i quali, nel teatro della rappresentanza agenziale, recitano a mio avviso una parte incongruente con il ruolo che è stato attribuito loro dai colleghi. La sceneggiatura in realtà è sempre la stessa e vede le compagnie vestire i panni dell’autore, mentre alcuni Gaa - mi verrebbe da dire molti – si accontentano del ruolo di attori non protagonisti. Avviene così che, nel quadro delle relazioni industriali, questi stessi Gruppi agenti scelgano di barattare l’indipendenza imprenditoriale e professionale dei propri iscritti con la quiete aziendale, assumendo di conseguenza la funzione di veri e propri fiancheggiatori d’ordinanza.
Il recente Congresso del Gapc fa pertanto notizia due volte, una prima perché i temi affrontati nella introduzione politica del Presidente uscente/riconfermato Danilo Battaglia e negli interventi dei congressisti hanno soltanto sfiorato le solite tematiche legate alle procedure interne, al contenuto dei prodotti assicurativi e alla politica assuntiva o tariffaria adottata dalla mandante, per concentrarsi sulle prospettive collegate all’integrazione in Generali e alle sfide provenienti dal mercato.
Una seconda perché il Gapc si convalida come l’esempio di Gruppo agenti che rifiuta la sceneggiatura attribuita ai soliti appuntamenti rituali (tribali?) e, fedele a una solida tradizione di fermezza ideologica, dimostra ancora una volta cosa significhi possedere un elevato tasso di coerenza sindacale, tracciando una netta linea di demarcazione tra il confronto a schiena dritta "concreto e costruttivo” e la sudditanza che nuoce sempre agli iscritti perché favorisce unicamente gli interessi dell’impresa.
Allo scopo di evitare che questa mia riflessione venga presa come un elogio astratto suggerito dalla “simpatia” personale, eviterò di soffermarmi troppo a lungo sul piano dei principi generali, intendendo piuttosto entrare nel vivo dei motivi per i quali attribuisco al dibattito congressuale cui ho assistito a Roma l’importanza - non vorrei sembrare eccessivo - di una pietra di paragone, di un benchmark qualitativo.
Il primo pilastro su cui si fonda la base politica del Gapc, riguarda principalmente l’autonomia dalla mandante, un prerequisito di dignità professionale che costituisce il posizionamento di principio degli agenti ex Cattolica a guida Battaglia e insieme rappresenta la necessità pratica di una rete agenziale plurimandataria. Mentre cioè gli amici degli amici di cui sopra firmano accordi integrativi al ribasso trincerandosi dietro slogan usurati (”interesse condiviso”, “buone relazioni industriali”, “senso di responsabilità”), l’autonomia rimane l’unico strumento per sedersi al tavolo negoziale da pari a pari senza essere schiacciati dalle logiche verticali della compagnia e senza essere costretti a svendere pezzi di diritti acquisiti in oltre cento anni di battaglie sindacali per ottenere plus economici temporanei. Gli agenti sono imprenditori che investono e rischiano in proprio. Difenderne l'autonomia significa rifiutare che i costi e le inefficienze della burocrazia aziendale erodano la redditività delle agenzie e che le scelte strategiche di sviluppo della mandante rendano precaria la sostenibilità nel tempo dell’impresa agenzia.
La difesa del business agenziale si fonda e questo è il secondo pilastro riguardante la strategia economica tracciata dal congresso Gapc, sul plurimandato che non può essere fatto passare come un tradimento della bandiera aziendale, posto tra l’altro che essa cambia con una facilità tale da non giustificare alcuna fedeltà. È semplicemente lo scudo dell'agente per difendere il proprio portafoglio, quindi la propria azienda e per consolidare il rapporto fiduciario con il cliente attraverso l’erogazione di una consulenza indipendente e coerente con i suoi bisogni di sicurezza. Si tratta di un punto cruciale che ribalta la narrativa aziendale e spinge gli iscritti a considerarsi liberi imprenditori e consulenti del cliente, non già semplici intermediari della compagnia. Tanto è vero tutto questo, che dalla platea è giunto il suggerimento di eliminare dall’acronimo del Gaa il riferimento a Cattolica e di rinominarlo significativamente Gruppo Agenti Professionisti.
Laddove il plurimandato dovesse rivelarsi eccessivamente complesso o troppo costoso, ma perché no, insufficiente anch’esso a soddisfare i bisogni della clientela, il Gapc rinnova la propria convinzione che sia giunto il momento di sviluppare un sistema di collaborazioni orizzontali strutturate e quindi non relegate alle situazioni di marginalità rispetto al business dell’agenzia o di emergenza quando i marchi a disposizione non forniscono il prodotto coerente con le esigenze di sicurezza del proprio cliente. E qui sta il colpo di genio politico, l’avere messo a punto uno strumento pratico, il Consorzio/Cooperativa, dedicato a superare una volta per tutte la tendenza al lamento e all’autocommiserazione mediante la creazione di una infrastruttura evoluta che costituisce il terzo pilastro della strategia Gapc, quello della prassi quotidiana. Il Conap, così è denominato, fornisce il paracadute contro l’emarginazione e la cassetta degli attrezzi che consente di praticare le collaborazioni orizzontali A con A alla luce del sole, in modo sicuro ed efficiente, bypassando le difficoltà, le lungaggini, le farraginosità legate allo scambio occasionale di affari con agenti di altre compagnie. Qualunque agenzia e in particolare quelle medio-piccole, accedendo a mercati altrimenti preclusi soprattutto ai monomandatari, possono così moltiplicare le proprie opportunità e fare massa critica per difendere i propri ricavi, oltreché i propri diritti.
Il Consorzio è la dimostrazione che la coerenza sindacale si dimostra anche fornendo ai propri iscritti servizi di qualità, incentrati sulla solidarietà imprenditoriale interna, sul passaggio culturale dalla concorrenza alla cooperazione tra simili.
In un settore assicurativo dove l’appiattimento sulle strategie aziendali viene adottato passivamente in quanto dote principale per garantirsi la sopravvivenza, la linea tracciata dal Gapc suona quasi come un atto di insubordinazione intellettuale, la dimostrazione che il copione può essere riscritto ponendo l’agente al centro della distribuzione assicurativa presente e futura anche all’interno di un colosso come Generali che peraltro mostra i primi segnali di interesse verso le realtà cosiddette “multi brand”.
È per questo che, se avessi potuto farlo, avrei votato io stesso a favore della mozione conclusiva scaturita dal 55° Congresso Nazionale del Gruppo Agenti Professionisti (Cattolica) che, impegnando la Giunta a difendere a oltranza l’autonomia imprenditoriale e la dignità professionale degli iscritti, potrebbe essere adottata come il manifesto di una categoria lucida, coraggiosa e consapevole del proprio ruolo, anche sociale, nei disgraziati tempi contemporanei.
Roberto Bianchi

09/06/2026

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Burocrazia, obbligo di nomina del Consigliere responsabile per l’Antiriciclaggio entro il 30 giugno 2026
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MILANO - La burocrazia non dà tregua. Il Provvedimento Ivass n. 144 del 2024 obbliga gli intermediari assicurativi a nominare il Consigliere responsabile per l’Antiriciclaggio entro il 30 giugno 2026. riguarda tutti i professionisti iscritti al RUI, sezioni A) e B), indipendentemente dalla forma giuridica (ditta individuale, società di persone, società di capitali) e dalla dimensione dell’agenzia.
La figura del Consigliere varia ovviamente a seconda della forma organizzativa dell'intermediario: 1) per le società con organi collegiali il Consigliere responsabile per l’Antiriciclaggio dovrà essere un componente dell'organo amministrativo; 2) per le società con amministratore unico i compiti di Consigliere saranno svolti dall'amministratore stesso; 3) per le imprese individuali il ruolo sarà svolto dal titolare.
Il Regolamento Ivass prevede alcuni requisiti minimi: adeguate conoscenze, competenze ed esperienze concernenti i rischi di riciclaggio, le politiche, i controlli e le procedure antiriciclaggio, nonché il modello di business dell'intermediario e del settore assicurativo; disponibilità di tempo e risorse adeguate ad assolvere efficacemente ai propri compiti; assenza di conflitti di interesse che possano pregiudicare l’autonomia e l'efficacia della funzione.
Il Consigliere dovrà monitorare l’adeguatezza di politiche, procedure e misure di controllo interno in materia di antiriciclaggio; coadiuvare l’organo amministrativo nelle valutazioni concernenti l'organizzazione e la dotazione di risorse della funzione antiriciclaggio; assicurare che gli organi sociali siano periodicamente informati delle attività svolte dalla funzione antiriciclaggio (ove istituita) e delle interlocuzioni con le Autorità; informare tempestivamente gli organi sociali di violazioni e criticità, raccomandando le opportune azioni correttive.
La delibera di nomina deve essere adeguatamente verbalizzata.
La mancata nomina del Consigliere responsabile entro il termine del 30 giugno 2026 espone l’intermediario a sanzioni amministrative pecuniarie; a provvedimenti di vigilanza da parte di Ivass; a possibili limitazioni fino alla sospensione dell'attività.
Lo Sna si è reso disponibile a fornire tutti i necessari chiarimenti agli iscritti.
Luigi Giorgetti

09/06/2026

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IL PUNTO SINDACALE DI MASSIMILIANO PRO
La vera cultura assicurativa? Smettere di credere nel fai-da-te
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♦ Da anni, forse da decenni, sentiamo ripetere sempre la stessa litania: in Italia manca la cultura assicurativa. Lo dicono le istituzioni, lo sostengono le compagnie, lo ribadiscono associazioni di categoria, osservatori e centri studi. E ogni volta si annunciano convegni, campagne informative, incontri nelle scuole, giornate dedicate all’educazione assicurativa.
Tutto molto bello. Tutto molto nobile. Eppure, c’è un piccolo problema: non ha funzionato.
Se davvero la strada fosse quella giusta, dopo tanti anni dovremmo registrare un cambiamento profondo. Invece siamo ancora qui a discutere della stessa identica questione. Segno evidente che il problema è stato affrontato dal punto di vista sbagliato. Forse è arrivato il momento di dirlo senza ipocrisie. L’assicurazione non è una materia semplice. Non è un argomento che può essere spiegato in un’ora di lezione o assimilato attraverso una campagna pubblicitaria. È una disciplina complessa, tecnica, in continua evoluzione.
Basta prendere una normale polizza auto per rendersene conto. Oggi le condizioni contrattuali possono superare tranquillamente le duecento pagine. Pensiamo davvero che il cittadino medio possa comprenderne ogni clausola, ogni esclusione, ogni garanzia accessoria, ogni implicazione giuridica e patrimoniale?
La risposta è no.
E non c’è nulla di offensivo nel dirlo. Nessuno pretende che un cittadino sappia progettare un ponte. Nessuno immagina che una persona possa operarsi da sola al cuore dopo aver letto qualche articolo online. Nessuno pensa di potersi difendere in un processo penale studiando qualche pagina su internet o di redigere un bilancio societario senza il supporto di un commercialista. Per tutte queste attività esistono professionisti. Persone che hanno studiato, che si aggiornano continuamente e che si assumono responsabilità precise.
Perché allora nel settore assicurativo dovrebbe essere diverso?
La vera domanda non è come insegnare agli italiani ogni dettaglio delle polizze. La vera domanda è come insegnare agli italiani a scegliere il professionista giusto. Ecco il punto che spesso sfugge a chi parla di cultura assicurativa. La cultura non consiste nel trasformare ogni cittadino in un esperto di assicurazioni. Sarebbe impossibile. La vera cultura consiste nel comprendere quando è necessario affidarsi a chi possiede competenze specifiche. Le risorse oggi investite in decine di iniziative sparse e frammentate potrebbero essere concentrate su un messaggio semplice, chiaro e comprensibile da tutti: se vuoi proteggere davvero te stesso, la tua famiglia e il tuo patrimonio, evita il fai-da-te e affidati a un professionista assicurativo.
Un professionista qualificato, preparato, responsabile. Ancora meglio se appartenente a organizzazioni che impongono regole deontologiche rigorose e standard professionali elevati, come gli agenti iscritti allo Sna, chiamati a rispondere non soltanto alla legge, ma anche a un preciso Codice etico e a una coraggiosa Carta dei valori a tutela del consumatore. È questo il messaggio che dovrebbe arrivare nelle scuole, nelle famiglie e nelle imprese. Non l’illusione che basti qualche ora di formazione per comprendere una materia complessa, ma la consapevolezza che per tutelarsi occorre rivolgersi a chi lo fa di mestiere.
Il paradosso è che, mentre si parla continuamente di cultura assicurativa, una parte del mercato sembra andare nella direzione opposta. Alcune campagne pubblicitarie recenti premiano economicamente il cliente che rinuncia alla consulenza, che evita il confronto con un professionista, che sceglie di fare tutto da solo. In alcuni casi vengono persino offerti incentivi economici per scoraggiare il ricorso all’assistenza.
È una contraddizione evidente.
Da una parte si sostiene che gli italiani abbiano bisogno di maggiore consapevolezza assicurativa. Dall’altra si incentiva un modello che riduce il valore della consulenza professionale.
Tra il dire e il fare, come spesso accade in Italia, c’è di mezzo il mare.
Per questo sarebbe utile che tutti gli attori del settore — compagnie, intermediari, associazioni e istituzioni — trovassero almeno un punto comune. Uno soltanto, ma fondamentale. Insegniamo ai cittadini che le assicurazioni non sono un acquisto qualsiasi. Insegniamo alle nuove generazioni che la protezione dei propri beni, del proprio reddito e della propria serenità merita la stessa attenzione che riserviamo alla salute, alla giustizia o alla sicurezza. Insegniamo loro una cosa semplice: quando si tratta di assicurazioni, rivolgersi a un professionista non è un costo. È la prima garanzia.
Massimiliano Pro

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