Gestalt Modena
Gruppo di psicoterapeuti interessati alla promozione della Gestalt Terapia e della crescita personale a Modena e dintorni
04/09/2026
Psilocibina: uno studio mostra che l’esperienza psichedelica avvicina il cervello alla realtà - L'INDIPENDENTE Diciannove milligrammi di psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, somministrato a 62 volontari sani che mai prima di allora erano entrati in contatto con una sostanza psichedelica: è la base da cui è partito il lavoro dei ricercatori della Monash University di Melbourne, per regi...
23/07/2026
9 OTTOBRE 2026 🤩NUOVO OPEN DAY DELLA SCUOLA🤩 Quest'anno la possibilità di partecipare gratuitamente ad una MASTERCLASS DI GESTALT ESPERIENZIALE condotta dai Direttori Claudio Billi e Francesca Belforte!!
❗️E se non ti è possibile esserci ❗️scrivici per partecipare alla LEZIONE APERTA del 3-4 ottobre o per fissare un COLLOQUIO CONOSCITIVO con la Direttrice della Scuola!
12/07/2026
🕊️ **12 luglio 2026 — Sette anni senza Claudio Naranjo**
Il 12 luglio ricorrono sette anni dalla scomparsa del nostro amato Maestro Claudio Naranjo. Un’occasione preziosa per ritrovarci insieme — nella distanza e nell’unione — e tenere viva la sua presenza, il suo insegnamento, la sua luce.
Vi invitiamo a unirvi a noi su **Zoom** per una serata di omaggio, ascolto e condivisione.
Nel cuore dell’incontro, la visione di una sua intervista dal titolo:
✨ *”La coscienza della morte”*
Un dono raro: la voce di Claudio che ci guida ancora, proprio nel giorno in cui lo ricordiamo.
—
📅 Domenica 12 luglio 2026
⏰ ore 19:00 (ora italiana peninsulare)
Programma:
🔹 Benvenuto e presentazione a cura di *Demetrio Anghelone*
🔹 Visione del video *”La coscienza della morte secondo Claudio Naranjo”*
🔹 Condivisione e dialogo con *Maria Grazia Basciano, Maurizio Cei, Luca Cosci* e *Nicola Maria Fusco*
🔹 Meditazione
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📍 Per partecipare su Zoom:
🔗 https://us02web.zoom.us/j/86416513282?pwd=6bkfp3dQYRW4tjZFAiogemgJBb2T9U.1
🆔 ID riunione: 864 1651 3282
🔑 Codice d’accesso: Claudio26
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*Che questo incontro sia uno spazio di memoria viva, di gratitudine e di comunità.*
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12/07/2026
Genitori, il cervello dei vostri figli non si educa a chiacchiere. Si allena.
La corteccia prefrontale è la parte del cervello che consente a una persona di fermarsi prima di fare danni.
È quella che permette di dire:
“Mi sto arrabbiando, ma non posso spaccare tutto.”
“Mi sento frustrato, ma non posso aggredire.”
“Desidero una cosa, ma non tutto quello che desidero mi è dovuto.”
“Ho sbagliato, quindi adesso riparo.”
In sostanza, è la cabina di regia dell’autocontrollo, della responsabilità e della capacità di scegliere invece di reagire come un proiettile impazzito.
…nei bambini e negli adolescenti questa cabina di regia non è ancora completa. È in costruzione.
E chi la costruisce?
Anche i genitori.
Non con le prediche infinite.
Non con le urla.
Non con le minacce da salotto.
Non con il “poverino, è fatto così”.
Non con il “lascialo stare, poi gli passa”.
E soprattutto non con l’idea devastante che un figlio debba essere protetto da ogni limite, ogni frustrazione, ogni no, ogni conseguenza.
Quella non è educazione.
È allevamento dell’impulsività.
Un figlio senza limiti non diventa libero. Diventa ostaggio dei propri impulsi.
Se ogni volta che urla ottiene, impara che urlare funziona.
Se ogni volta che offende viene giustificato, impara che l’offesa è uno strumento.
Se ogni volta che sbaglia qualcuno ripara al posto suo, impara che le conseguenze riguardano sempre qualcun altro.
Se ogni volta che pretende trova un adulto che cede, impara che il mondo deve inginocchiarsi davanti al suo capriccio.
Poi però quel bambino cresce.
E diventa un adolescente che non tollera il rifiuto.
Un ragazzo che non regge la frustrazione.
Un adulto che scambia il desiderio per diritto.
Un soggetto che, davanti a un limite, esplode.
La corteccia prefrontale si potenzia in un modo molto preciso ossia aiutando un figlio a fermarsi, dare un nome a quello che prova, pensare alle conseguenze e assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
“Sei arrabbiato, ma non puoi insultare.”
“Sei deluso, ma non puoi distruggere.”
“Ti senti escluso, ma non puoi vendicarti.”
“Vorresti avere tutto subito, ma dovrai aspettare.”
“Hai sbagliato, quindi adesso troviamo il modo di riparare.”
Queste sono frasi educative.
Non umiliano.
Non annientano.
Non giustificano.
Contengono.
E contenere un figlio non significa schiacciarlo. Significa impedirgli di essere governato dalla parte più primitiva del suo cervello.
Il genitore serve anche a questo ossia prestare al figlio una funzione di controllo che lui non ha ancora costruito pienamente.
Ma attenzione: un genitore che urla sempre non insegna autocontrollo. Insegna esplosione.
Un genitore che minaccia e poi non mantiene nulla non insegna regole. Insegna che le parole non valgono niente.
Un genitore che cede per sfinimento non insegna amore. Insegna ricatto.
Un genitore che giustifica tutto non protegge il figlio. Lo consegna disarmato alla realtà.
Perché là fuori, prima o poi, qualcuno dirà no.
Qualcuno non lo sceglierà.
Qualcuno lo deluderà.
Qualcuno gli metterà un limite.
Qualcuno gli chiederà conto di quello che ha fatto.
E se quel figlio non è stato allenato a reggere tutto questo, non vivrà il limite come un dato della realtà.
Lo vivrà come un’offesa personale.
Ed è lì che cominciano molti disastri.
Educare significa costruire freni interni.
Significa insegnare che non tutto ciò che provo deve diventare azione.
Non tutto ciò che penso deve diventare parola.
Non tutto ciò che desidero deve essere ottenuto.
Non tutto ciò che mi ferisce mi autorizza a ferire.
Questa è la vera educazione emotiva.
Non quella melassa inutile in cui tutto viene compreso, accolto, diluito e infine giustificato.
Accogliere un’emozione non significa assolvere un comportamento.
Questa distinzione molti adulti dovrebbero tatuarsela nella mente.
Tuo figlio può essere arrabbiato.
Ma non può essere violento.
Può essere triste.
Ma non può usare la tristezza per manipolare.
Può essere frustrato.
Ma non può devastare chi ha intorno.
Può sentirsi ferito.
Ma non può trasformare il dolore in vendetta.
La corteccia prefrontale si allena così:
con limiti chiari, conseguenze coerenti, parole precise, esempi solidi e adulti che non hanno paura di fare gli adulti.
Perché il problema, oggi, non sono solo i figli fragili.
Sono troppi adulti che hanno abdicato.
Adulti che vogliono essere amici, complici, taxi emotivi, avvocati difensori permanenti dei propri figli, ma non guide.
E un figlio senza guida non è più felice.
È più esposto.
Più fragile.
Più arrogante.
Più impreparato.
Un genitore non deve crescere un figlio convinto che il mondo sia costruito intorno ai suoi bisogni.
Deve crescere una persona capace di stare nel mondo senza pretendere di devastarlo ogni volta che qualcosa non va come vuole.
Perché ogni no sostenuto bene, ogni attesa tollerata, ogni errore riparato, ogni frustrazione attraversata, ogni emozione nominata e non agita, costruisce un pezzo di cervello adulto.
E allora diciamolo chiaramente.
L’amore senza regole non è amore. È resa educativa.
E i figli non hanno bisogno di genitori arresi.
Hanno bisogno di adulti presenti, fermi, lucidi, coerenti.
Adulti capaci di dire:
“Ti voglio bene. Proprio per questo non ti lascio diventare schiavo dei tuoi impulsi.”
Perché educare davvero significa questo ossia aiutare un figlio a costruire dentro di sé quel freno, quella lucidità, quella responsabilità che un giorno dovranno funzionare anche quando noi non saremo lì.
Il resto sono scuse.
Comode, fragili e pericolose.
06/07/2026
MODENA-INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA DEGLI ENNEATIPI
Locandina completa e iscrizioni aperte attraverso il sito:
🌐https://www.satclaudionaranjo.it/sat/introduttivi
📧[email protected]
01/07/2026
Insieme per celebrare un Maestro per molti, un instancabile cercatore della Verità, uno studioso di arte, musica, letteratura, religione.
L’occasione per ascoltare le sue parole ed aprirci ad una riflessione intima.
🕊️ **12 luglio 2026 — Sette anni senza Claudio Naranjo**
Il 12 luglio ricorrono sette anni dalla scomparsa del nostro amato Maestro Claudio Naranjo. Un’occasione preziosa per ritrovarci insieme — nella distanza e nell’unione — e tenere viva la sua presenza, il suo insegnamento, la sua luce.
Vi invitiamo a unirvi a noi su **Zoom** per una serata di omaggio, ascolto e condivisione.
Nel cuore dell’incontro, la visione di una sua intervista dal titolo:
✨ *”La coscienza della morte”*
Un dono raro: la voce di Claudio che ci guida ancora, proprio nel giorno in cui lo ricordiamo.
—
📅 Domenica 12 luglio 2026
⏰ ore 19:00 (ora italiana peninsulare)
Programma:
🔹 Benvenuto e presentazione a cura di *Demetrio Anghelone*
🔹 Visione del video *”La coscienza della morte secondo Claudio Naranjo”*
🔹 Condivisione e dialogo con *Maria Grazia Basciano, Maurizio Cei, Luca Cosci* e *Nicola Maria Fusco*
🔹 Meditazione
—
📍 Per partecipare su Zoom:
🔗 https://us02web.zoom.us/j/86416513282?pwd=6bkfp3dQYRW4tjZFAiogemgJBb2T9U.1
🆔 ID riunione: 864 1651 3282
🔑 Codice d’accesso: Claudio26
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*Che questo incontro sia uno spazio di memoria viva, di gratitudine e di comunità.*
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05/06/2026
I dati emersi dallo studio ABCD (Adolescent Brain Cognitive Development) sono allarmanti e meritano una riflessione profonda. Lo studio, che ha monitorato quasi 12.000 giovani in un arco decennale, evidenzia come l'esposizione prolungata ai dispositivi digitali stia lasciando un'impronta fisica tangibile sullo sviluppo neurologico delle nuove generazioni.
L'indagine condotta dal progetto ABCD ha svelato una realtà preoccupante: il cervello degli "under 20" sta subendo una vera e propria metamorfosi strutturale a causa di una dieta digitale che supera, mediamente, le 7 ore giornaliere.
Si osserva un assottigliamento precoce della corteccia prefrontale, l'area cerebrale deputata al controllo degli impulsi e alla regolazione delle emozioni.
Il dato sulla capacità di concentrazione è drammatico. Se per la generazione dei boomers la soglia di attenzione media era di circa 22 minuti, oggi quella degli adolescenti è precipitata a soli 8 secondi. Non siamo di fronte a un semplice cambiamento di abitudini, ma a una sfida evolutiva senza precedenti.
Gli stimoli digitali incessanti frammentano il pensiero e inibiscono la capacità di autocontrollo.Il rischio è di crescere generazioni estremamente reattive ma poco riflessive.
I social media e le piattaforme di streaming sono progettati per fornire micro-dosi di dopamina istantanee. Questo abitua il cervello a scartare tutto ciò che richiede uno sforzo cognitivo prolungato (come leggere un libro o seguire una lezione complessa), etichettandolo come "noioso".
Il cervello dei giovani si sta adattando perfettamente a un mondo frammentato e veloce, ma a costo di perdere le capacità analitiche che hanno permesso il progresso umano finora.
Il concetto di "dieta digitale" rappresenta oggi una necessità biologica più che una scelta pedagogica, poiché punta a ripristinare quegli equilibri biochimici che l'uso compulsivo dello smartphone ha alterato. Il recupero della noia, ad esempio, non è un semplice invito alla pigrizia, ma un atto di salvaguardia neurologica: quando il cervello non è bombardato da stimoli esterni, attiva il cosiddetto Default Mode Network, una rete neurale fondamentale per l'elaborazione del sé e la genesi del pensiero creativo. Senza questi momenti di vuoto, la mente perde la capacità di generare idee autonome, diventando un puro recettore di contenuti altrui.
Parallelamente, l'allenamento cognitivo attraverso la "deep attention" (attenzione profonda) agisce come una vera e propria fisioterapia per la corteccia prefrontale. Pratiche come la lettura prolungata di testi complessi o lo studio di uno strumento musicale costringono i circuiti neuronali a stabilizzarsi, contrastando quella frammentazione sinaptica causata dallo scrolling infinito. Infine, l'educazione alla consapevolezza trasforma il ragazzo da consumatore passivo a osservatore critico. Comprendere la logica degli algoritmi e i meccanismi della dopamina permette di decodificare le strategie di hooking delle piattaforme, restituendo all'individuo il controllo sul proprio tempo e, in ultima analisi, sulla propria architettura cerebrale. Solo attraverso questa consapevolezza è possibile evitare l'isolamento sociale pur mantenendo l'integrità delle funzioni cognitive superiori.
Se desiderate consultare le pubblicazioni scientifiche ufficiali derivate dal progetto, potete accedere al database completo, troverete gli articoli peer-reviewed che analizzano in modo oggettivo le correlazioni tra tempo davanti allo schermo e sviluppo neurologico.
Research Publications - ABCD Study https://abcdstudy.org/research-publications/
ABCD Study https://abcdstudy.org/
03/06/2026
Le interazioni con i chatbot di Intelligenza Artificiale possono influenzare il modo in cui percepiamo le relazioni umane?
Una recente ricerca condotta da Stanford University, in collaborazione con University of Oxford e UK AI Security Institute, ha approfondito il fenomeno della “sycophancy”: la tendenza di alcuni sistemi di IA ad assecondare costantemente l’utente, confermandone opinioni, emozioni e interpretazioni anche quando queste sono illogiche o oggettivamente errate. Dallo studio emerge come il dialogo prolungato con chatbot progettati per validare continuamente l’interlocutore possa modificare le aspettative nei confronti delle relazioni umane, facendo percepire il confronto con gli altri come più faticoso e meno soddisfacente.
Il rischio evidenziato dai ricercatori è che l’interazione con un’IA costantemente validante possa modificare le aspettative verso le relazioni umane, influenzando il modo in cui viviamo il confronto e la complessità delle interazioni sociali.
L'articolo completo 👉🏻 https://www.psy.it/cosa-succede-al-nostro-modo-di-interagire-con-gli-altri-quando-ci-abituiamo-a-dialogare-con-un-chatbot-di-intelligenza-artificiale/
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