Fairwatch
Per un'economia solidale, per una giustizia climatica e sociale. I nostri luoghi sono i territori, i nostri riferimenti i movimenti sociali.
Green economy, sviluppo sostenibile. La nuova rivoluzione verde ha il volto delle grandi imprese e dei mercati. Ma c'è qualcosa che non funziona, in tutto questo. Da queste pagine, con questi post, proveremo a fare chiarezza sul grande rischio del secolo: che anche i beni comuni, dopo i diritti, possano diventare beni da privatizzare e commercializzare.
27/07/2026
AOI esprime profonda condanna per l'intensificarsi delle violenze compiute dai coloni e delle operazioni condotte dalle forze armate israeliane nel Territorio palestinese occupato. Gli attacchi contro la popolazione palestinese stanno provocando morti, feriti, incendi, distruzione di abitazioni e sfollamenti forzati, aggravando una situazione già segnata da gravi violazioni del diritto internazionale.
Le violenze dei coloni non sono un fenomeno nuovo, ma da anni accompagnano l'espansione degli insediamenti illegali e la progressiva annessione di parti del Territorio palestinese occupato. L'aumento degli attacchi, degli arresti e delle incursioni delle forze armate israeliane, insieme all'annuncio della regolarizzazione di nuovi avamposti e di ulteriori demolizioni di strutture palestinesi, conferma una strategia volta a consolidare l'occupazione - trasformandola in una annessione di fatto - e a portare avanti un processo di pulizia etnica.
Le organizzazioni della rete AOI operano da anni al fianco delle comunità palestinesi, sostenendo servizi essenziali, percorsi di sviluppo e tutela dei diritti. Oggi l'aggravarsi delle violenze mette innanzitutto a rischio la vita e la sicurezza della popolazione civile palestinese, ma rende anche sempre più difficile garantire la continuità degli interventi umanitari e di cooperazione
Leggi il comunicato: https://www.ong.it/2026/07/27/cisgiordania-aoi-fermare-le-violenze-dei-coloni-e-lannessione-il-governo-italiano-pretenda-il-rispetto-del-diritto-internazionale/
02/06/2026
Ottant’anni di voto alle donne e di democrazia
Al lavoro per proteggerla!
Il 2 giugno celebriamo la nascita della Repubblica e la più grande forza della nostra storia democratica, la scelta del popolo. È il giorno in cui l’Italia ha deciso di fondarsi sulla Costituzione, sulla dignità della persona, sull’uguaglianza, sulla partecipazione e sulla pace.
Per questo crediamo che il messaggio più profondo del 2 giugno non sia la rappresentazione della forza, ma la forza della democrazia e della pace. La Repubblica nasce dal voto, dalla partecipazione popolare e dall’allargamento dei diritti, a partire dal suffragio femminile, che rese la nostra democrazia più piena e rappresentativa.
La Costituzione è il faro di questa giornata. L’articolo 3 ci ricorda che libertà e uguaglianza devono tradursi in condizioni concrete per ogni persona. L’articolo 11 afferma con chiarezza che l’Italia ripudia la guerra e sceglie la pace, il dialogo e la cooperazione tra i popoli: valori che AOI traduce ogni giorno nel proprio lavoro in Italia e nel mondo.
La pace non si costruisce con la forza, né con la prepotenza o con la legge del più forte, ma con la diplomazia, la giustizia, i diritti, lo sviluppo condiviso e la cooperazione internazionale. È questo il messaggio che AOI vuole rilanciare nel giorno della Festa della Repubblica: un’Italia capace di essere nel mondo una voce di solidarietà, responsabilità e pace, dando concretezza ai valori più alti della nostra Costituzione.
26/03/2026
Come Fairwatch abbiamo sottoscritto questa lettera di preoccupazione, con numerose associazioni europee e la campagna Per il Clima, fuori dal Fossile sull'incombente nuovo trattato , un alla chetichella, che l'ineffabile Parlamento europeo vorrebbe approvare il prima possibile, come gli sta chiedendo Donald Trump. Si, lo stesso Trump di cui si lamentano un giorno sì e un altro sì.
A parte la solita, impeccabile, The Left, c'è un silenzio di tomba dalle parti cristiane e centrosinistre. Perché quando si tratta di dispiacere gli interessi multinazionali, come sappiamo bene, lo trovano inelegante.
Pressate i/le vostri/e eletti e elette: non stanno facendo il nostro bene, e nemmeno quello dell'Europa, ammesso che ne sia rimasto qualcosa
No EU–US trade deal at the expense of climate, democracy, and sovereignty The EU should not agree to a deal that is being concluded against the backdrop of a trade war and blackmail.Instead, we must now focus on creating a Europe, that democratically shapes its energy supply, digital infrastructures, food systems, and social security.
09/03/2026
In questo grave contesto di crisi, agricoltura e cibo sono diritti fondamentali che il mercato iperglobalizzato, le speculazioni, e da ultimo le guerre, stanno mettendo in discussione.
Non siamo impotenti, però, perché intorno al cibo abbiamo organizzato, e non da ieri, alcune tra le pratiche più profonde e resistenti delle economie trasformative.
Vi aspettiamo da domani sulla piattaforma del progetto Comunità Resistenti per condividerle e organizzarci insieme https://www.sapericomuni.it
07/03/2026
L’8 marzo non è una ricorrenza.
In molte parti del mondo le donne e le ragazze subiscono una doppia discriminazione perché, oltre a quelle che le riguardano ovunque, vivono le conseguenze più dure delle crisi e dei conflitti. La violenza sessuale continua a essere usata come arma di guerra, una pratica riconosciuta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come vera e propria tattica di conflitto.
Le guerre attraversano tutti gli aspetti della vita delle donne: aumentano le gravidanze indesiderate e a rischio, la mortalità materna e neonatale, non dispongono di servizi per la salute sessuale e riproduttiva compresi quelli per l'igiene mestruale, crescono le pratiche dannose come i matrimoni precoci, spesso presentati come una falsa forma di protezione.
Anche la fame ha il volto delle donne e delle ragazze: troppo spesso sono loro ad avere meno cibo e, quando ne hanno in scarsità, a rinunciarvi per garantire nutrimento alle persone di cui si prendono cura, figli e figlie e persone anziane.
Per questo la cooperazione internazionale è fondamentale. Le organizzazioni della rete AOI lavorano ogni giorno al fianco delle organizzazioni partner e delle comunità del Sud globale per difendere i diritti delle donne e delle ragazze, contrastare ogni forma di violenza di genere promuovendo la loro salute e partecipazione.
Non solo l’8 marzo.
L’8 marzo non è una ricorrenza.
In molte parti del mondo le donne e le ragazze subiscono una doppia discriminazione perché, oltre a quelle che le riguardano ovunque, vivono le conseguenze più dure delle crisi e dei conflitti. La violenza sessuale continua a essere usata come arma di guerra, una pratica riconosciuta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come vera e propria tattica di conflitto.
Le guerre attraversano tutti gli aspetti della vita delle donne: aumentano le gravidanze indesiderate e a rischio, la mortalità materna e neonatale, non dispongono di servizi per la salute sessuale e riproduttiva compresi quelli per l'igiene mestruale, crescono le pratiche dannose come i matrimoni precoci, spesso presentati come una falsa forma di protezione.
Anche la fame ha il volto delle donne e delle ragazze: troppo spesso sono loro ad avere meno cibo e, quando ne hanno in scarsità, a rinunciarvi per garantire nutrimento alle persone di cui si prendono cura, figli e figlie e persone anziane.
Per questo la cooperazione internazionale è fondamentale. Le organizzazioni della rete AOI lavorano ogni giorno al fianco delle organizzazioni partner e delle comunità del Sud globale per difendere i diritti delle donne e delle ragazze, contrastare ogni forma di violenza di genere promuovendo la loro salute e partecipazione.
Non solo l’8 marzo.
28/02/2026
Rimettere al centro diplomazia e cooperazione
Attacco all’Iran, le ONG italiane: fermare subito l’escalation, proteggere i civili, rimettere al centro diplomazia e cooperazione
Le organizzazioni della società civile italiana impegnate nella cooperazione internazionale aderenti ad AOI esprimono forte preoccupazione per l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un’azione che rischia di provocare un allargamento del conflitto dalle conseguenze imprevedibili per la stabilità regionale e internazionale, in un’area già segnata da conflitti, fragilità istituzionali e profonde crisi umanitarie.
Ogni ulteriore azione militare comporta conseguenze dirette sui civili, sulle infrastrutture essenziali e sugli equilibri geopolitici, con ripercussioni sulla sicurezza globale. In questo scenario, la priorità deve essere la tutela della vita umana e la riattivazione urgente di azioni diplomatiche concrete e di canali di dialogo credibili.
Le ONG italiane, da anni presenti nell’area con programmi di sviluppo e interventi umanitari, ribadiscono la necessità di:
- favorire una immediata de-escalation e il ritorno al dialogo;
- promuovere un’iniziativa diplomatica forte a livello europeo e multilaterale;
- garantire la piena protezione dei civili nel rispetto del diritto internazionale umanitario;
- assicurare la sicurezza e l’operatività del personale umanitario;
- rafforzare la cooperazione allo sviluppo come pilastro strategico della politica estera europea.
“Di fronte al rischio di un conflitto più ampio, la comunità internazionale deve scegliere la via della responsabilità. Ogni bomba allontana la pace, ogni investimento in cooperazione e in azioni diplomatiche concrete la rende possibile. Proteggere i civili, riaprire canali di dialogo credibili, sostenere le donne e i giovani, contrastare le disuguaglianze non è un gesto idealista, ma una scelta strategica per la stabilità globale”, dichiara Giovanni Lattanzi, Presidente di AOI
Le risorse destinate alle operazioni militari potrebbero generare un impatto trasformativo se investite nella lotta alla povertà, nella transizione ecologica e nella promozione dei diritti. La cooperazione internazionale non è un’opzione marginale, ma una componente essenziale di una visione politica orientata alla pace e alla giustizia sociale.
AOI conferma il proprio impegno, attraverso le organizzazioni aderenti, al fianco delle comunità locali e chiedono che diplomazia, diritto internazionale e tutela della vita umana tornino al centro dell’agenda europea e globale.
11/02/2026
Domani cominciamo! Con Arcs Culture Solidali A Sud RIES - Rete Italiana Economia Solidale Comune-info lanciamo CO_RE, per formare comunità resistenti. Cominciamo col botto: donpasta, per ispirarci, **ca Di Pierri, per approfondire. Li accompagna nel ragionamento la nostra Monica Di Sisto, Berbeglia ci coordina tutt@. Iscrivetevi su www.sapericomuni.it vi aspettiamo!
13/01/2026
Su Sbilanciamoci la nostra Monica Di Sisto presenta in un'analisi ampia e circostanziata tutti i dettagli dell'accordo
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