Filcams Cgil Ragusa
La FILCAMS CGIL rappresenta e tutela le lavoratrici e i lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi
02/10/2026
Sanità, ausiliari, tempo scaduto! Sit-in di il 5 ottobre 2026 presso la Presidenza della Regione Siciliana.
, Fisascat, Uiltrasporti della Sicilia, denunciano lo stallo nella vertenza che coinvolge 1.800 lavoratori in presso le ASP e chiedono un incontro urgente al Presidente della Regione e all'Assessore alla Salute: "Basta alibi, si applichi la Legge di Bilancio!"
IL COMUNICATO:
Forte indignazione tra le centinaia di lavoratrici e lavoratori del settore multiservizi, impiegati negli appalti di ausiliariato presso le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della Sicilia.
Ad esprimerla sono le Segreterie Regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti che, a seguito dell'ultimo tavolo dello scorso 21 settembre presso l’Assessorato alla Salute, registrano un preoccupante stallo nel percorso verso l'internalizzazione del personale. Un'assenza di risposte esaustive aggravata dalla stessa mancanza dell'Assessore al tavolo negoziale, interpretata come un segnale di disattenzione politica verso una vertenza che tocca complessivamente circa 1.800 famiglie.
“Serve che il Governo Regionale dica in via definitiva se c’è o non c’è la volontà politica di voler avviare le procedure selettive volte ad internalizzare il personale in questione, chiedono i segretari generali regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, Elisa Camellini, Stefano Spitalieri e Katia Di Cristina, tenuto conto che la Legge di Bilancio 2026 interviene con specifici fondi destinati a processi di internalizzazione di determinate figure professionali, offrendo una condizione favorevole per procedere.”
Dal monitoraggio dell'Assessorato emerge una forte resistenza da parte delle singole aziende sanitarie che, nella maggior parte dei casi, dichiarano di non necessitare di ulteriore personale se non c’è un intervento sulle piante organiche attuali, sollevano dubbi sull'inquadramento professionale in quanto la figura dell’ausiliario non è più prevista nella classificazione della sanità, non cogliendo, però, il fatto che la maggior parte degli operatori, attualmente in appalto, hanno competenze e preparazione professionale rientranti nelle declaratorie del personale sanitario. Inoltre, sempre le Aziende sanitarie, lamentano la mancanza di risorse finanziarie allo stato attuale.
"Non accettiamo che si metta in discussione il ruolo strategico di questo personale – spiegano i segretari – parliamo di lavoratrici e lavoratori che da decenni operano in condizioni di persistente precarietà legata agli schiaccianti continui cambi di appalto e contratti penalizzanti, pur svolgendo attività ormai stabilmente integrate e indispensabili per l'organizzazione del Servizio Sanitario Regionale.
Le criticità sollevate dalle ASP non possono diventare l'ennesimo alibi per rimandare una soluzione attesa da anni".
I sindacati ritengono che un processo di internalizzazione con procedure selettive chiare e capaci di valorizzare l’esperienza e le competenze maturate sul campo, possa essere la maniera più seria per non disperdere un patrimonio professionale fondamentale per la sanità siciliana.
La politica regionale, concludono Camellini, Spitalieri e Di Cristina, è chiamata a decidere se sfruttare gli strumenti normativi attuali per efficientare gli ospedali e dare, al contempo, una risposta sociale decisiva a livello territoriale.
Per queste ragioni, le Segreterie Regionali hanno indetto un sit-in di protesta per lunedì 5 ottobre, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, davanti alla sede della Presidenza della Regione Siciliana a Palermo.
Nel corso della manifestazione, i sindacati chiederanno di essere ricevuti d'urgenza dal Presidente della Regione Siciliana e dall'Assessore Regionale della Salute, con l'obiettivo di conoscere gli orientamenti definitivi del Governo, anche alla luce del quadro normativo disegnato dalla Legge di Bilancio 2026 che vedrà la naturale scadenza al 31 dicembre.
30/09/2026
Per anni il farmacista dipendente è stato considerato lontano dalle dinamiche del conflitto sociale. Una professione qualificata, stabile e riconosciuta.
Oggi quella narrazione si sta rompendo.
Dietro il banco della farmacia ci sono lavoratrici e lavoratori che denunciano una realtà fatta di nuove responsabilità, carichi di lavoro crescenti e salari che non hanno seguito l’evoluzione della professione.
La farmacia è cambiata: da semplice luogo di dispensazione del farmaco è diventata un presidio sanitario di prossimità. Ma questa trasformazione non è stata accompagnata, secondo i sindacati, da un adeguato riconoscimento economico e contrattuale.
La vertenza contro Federfarma e il confronto con Assofarm raccontano due percorsi diversi, ma un’unica domanda: quanto vale oggi il lavoro di chi garantisce ogni giorno un servizio sanitario essenziale?
29/09/2026
Il 29 settembre 1906 alla Camera del Lavoro di Milano si riuniscono 500 persone. Non sono nobili o borghesi. Sono operai, artigiani, lavoratori con il volto segnato dalla fatica. Ci sono anche tre donne: una minoranza, però significativa per l’epoca e per la lotta di emancipazione femminile. Sono figli e figlie del popolo che, da alcuni decenni, hanno iniziato a prendere coscienza della loro forza. Rappresentano 700 leghe per un totale di 250.000 iscritti. La loro visione è internazionale: sono riuniti nella grande sala di via Crocifisso, oggi distrutta, sotto la scritta “Proletari di tutti i Paesi unitevi!”. Insieme stanno gettando le basi di qualcosa che non esisteva prima: un’organizzazione capace di unire la classe operaia di ogni territorio e categoria. Un’organizzazione con l’obiettivo di trasformare la società. In quel giorno viene sancita la nascita della Confederazione Generale del Lavoro: a fronte di un padronato che stava unificando i propri interessi e indirizzi, la rappresentanza del lavoro non poteva rimanere frammentata, ma doveva tendere a un’unità strategica e organizzativa. Da allora sono passati 120 anni, e la , che con i suoi cinque milioni di iscritte e iscritti è la più grande organizzazione sindacale del nostro Paese, non ha mai smesso di lottare per migliorare le condizioni economiche e sociali delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati italiani.
29/09/2026
🔴🟢🔵 L’Assemblea unitaria di oltre 1500 delegate e delegati del Terziario di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ha approvato la piattaforma unitaria per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali del Terziario, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa, tutti in scadenza il 31 marzo 2027.
Al centro della piattaforma il salario, il valore del lavoro, il contrasto alla precarietà e il rafforzamento delle tutele.
“Il rinnovo dei contratti dovrà dare risposte concrete alla precarietà, al lavoro povero e alla crescente frammentazione che attraversa il settore. Deve rappresentare il principale presidio di tutela e contrasto alle disuguaglianze, attraverso il quale tradurre l’innovazione con occupazione di qualità e lavoro dignitoso” dichiarano le organizzazioni sindacali.
27/09/2026
✊Il turismo che c’è siamo noi.
Dalle spiagge alle città, dagli stabilimenti in riva al mare ai monumenti, dalle terme alla ristorazione, chi rende possibile il turismo sono le lavoratrici e i lavoratori che lo portano avanti.
Per offrire un servizio di qualità serve un lavoro altrettanto di qualità.
Servono diritti e tutele, contratti regolari, stabilità e valorizzazione professionale.
Perché chi lavora deve poterlo fare in condizioni dignitose e gratificanti.
Per questo rivendichiamo:
- Contratti regolari che garantiscano sostegno economico anche quando la stagione finisce.
- Salari adeguati alle mansioni svolte e agli orari di lavoro.
- Parità salariale tra lavoratrici e lavoratori.
- Tutele concrete per la salute di chi lavora nelle cucine, in spiaggia e nei siti archeologici, molto spesso a temperature disumanizzanti.
- Permessi studio per le ragazze e i ragazzi lavoratorə.
- Sostenibilità chi lavora nel settore e per chi abita e vive il territorio.
- Politiche di settore per uno sviluppo reale e per tuttə, per la destagionalizzazione, per accrescere le professionalità e le competenze.
- Rinnovo dei contratti alla scadenza, con l’obiettivo di diffondere la contrattazione integrativa, aziendale e territoriale, per ridistribuire la ricchezza prodotta da chi lavora, superare il part time involontario, conciliare tempi di vita e di lavoro e garantire formazione e pari opportunità.
Vogliamo un lavoro più stabile e più tutelato.
Più umano.
Turismo working class.
Il turismo che c'è siamo noi.
25/09/2026
🔴🟢🔵 Terziario, più di 1500 lavoratrici e lavoratori si incontreranno a Roma il 28 settembre per l’Assemblea nazionale unitaria delle delegate e dei delegati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Arriveranno da tutta Italia per l’approvazione della Piattaforma unitaria che avvierà formalmente il percorso di rinnovo dei Contratti applicati a circa 3 milioni di persone.
I Ccnl del Terziario, Distribuzione e Servizi, della Distribuzione Moderna Organizzata e della Distribuzione Cooperativa sono in scadenza il 31 marzo 2027. L'Assemblea concluderà il lungo e partecipato percorso di consultazione nei luoghi di lavoro e darà il via alla nuova stagione contrattuale.
La Piattaforma unitaria sarà trasmessa entro il 30 settembre alle associazioni datoriali del settore.
24/09/2026
Da strumento di conciliazione tra vita e lavoro, il part-time è diventato parte integrante del modo in cui le aziende gestiscono l'organizzazione del lavoro. In alcuni settori, come nei servizi di pulizia, la percentuale di chi è assunto con un contratto a tempo parziale sfiora addirittura il 70%.
Spesso si tratta di part-time involontario: una condizione imposta, non una scelta di chi lavora. Riguarda il 69% di chi lavora in alberghi e ristoranti, e quasi il 60% di chi presta attività nel commercio.
Parliamo di centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori.
Parliamo del loro salario, del loro tempo, della loro vita.
Ecco perché non smettiamo di parlare di part-time.
22/09/2026
🟥 Cgil: 23 e 24 settembre a Palermo festa de “L’altra Sicilia, l’isola che non si arrende”. Dibattiti, eventi musicali e artistici e il 24 tavola rotonda sul diritto a restare con la partecipazione di Maurizio Landini.
Alfio Mannino, Seg. Gen. Cgil Sicilia:“Parleremo delle criticità e delle risposte sempre più urgenti per un nuovo modello di sviluppo della Sicilia. Dal protagonismo del mondo del lavoro e dei giovani può ve**re un grande contributo”
22/09/2026
Se lavori solo d’estate non significa che non hai diritti.
I contratti stagionali terminati sono tutelati come i contratti a tempo determinato e i licenziamenti: per entrambi esiste una rete di protezione economica. Si chiama NASPI, ed è un tuo diritto che l’INPS ti garantisce quando non hai più un lavoro.
Ma per averlo devi sapere come funziona. Hai diritto alla NASPI se hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni o hai perso il lavoro non per colpa tua: licenziamento, scadenza contratto, o dimissioni per giusta causa.
Se hai diritto alla NASPI e non sai come chiederla, stai perdendo un tuo importante diritto economico. Ma non sei solo: trova la sede FILCAMS CGIL più vicina a te.
21/09/2026
del personale sanitario ausiliario. , Fisascat e Uiltrasporti Sicilia, ricevuti presso l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana: “La dignità del lavoro non si rinvia”.
IL COMUNICATO:
Le Organizzazioni Sindacali sono state ricevute stamani presso l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana sul tema della reinternalizzazione dei servizi sanitari. Un appuntamento che segue l’impegno assunto dallo stesso Assessorato, di avviare una raccolta dati relativi a tutto il personale ausiliario coinvolto, passaggio indispensabile per
definire con precisione la platea dei lavoratori interessati e costruire il percorso di internalizzazione previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
La situazione constatata, però, non è quella sperata: i Segretari Generali Elisa Camellini, Filcams Cgil, Stefano Spitalieri, Fisascat Cisl, e Katia Di Cristina, Uiltrasporti, hanno espresso un duro disappunto per l'esito del vertice, sottolineando peraltro con rammarico l'assenza dell'assessore, la cui presenza sarebbe stata un segnale di attenzione concreta verso una vertenza che si trascina da tempo. I sindacati parlano di un evidente passo indietro rispetto agli
impegni emersi nelle audizioni con le Commissioni parlamentari all'ARS e ribadiscono che questi lavoratori garantiscono da anni con le loro mansioni la tenuta stessa degli ospedali.
“Ci aspettavamo passi avanti concreti nelle procedure di internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori: quello che l'Assessorato ci consegna, invece, è un arretramento. Non accettiamo che
venga messa in discussione la professionalità acquisita, in anni attività ausiliarie all’interno del Sistema Sanitario Regionale, di lavoratrici e lavoratori che hanno sorretto il sistema sanitario siciliano, anche nei mesi più drammatici della pandemia da Covid-19. Le competenze sono già un fatto acquisito. Il problema è un altro, ed è tutto politico: c'è la volontà da parte
dell’Assessorato di voler dare alle Asp un indirizzo preciso sul tema dell’internalizzazione di questi servizi e di conseguenza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti?”
Parliamo di 1.800 lavoratrici e lavoratori a cui continua a essere negata una stabilità che meritano da tempo, sottoposti invece alle gestioni dei servizi in appalto che gettano centinaia di
famiglie nell'incertezza.
L'Assessore ha il dovere di rispondere, e di farlo subito” hanno dichiarato Camellini, Spitalieri e Di Cristina.
Dal monitoraggio condotto dall’Assessorato è emerso che, nel 90% dei casi, le aziende ospedaliere siciliane hanno dichiarato di non avere necessità di integrazione del personale, o
meglio, non negano il fabbisogno ma ammettono apertamente l'incapacità finanziaria di sostenere il percorso di internalizzazione. Inoltre diversi Enti Sanitari hanno sollevato il problema di individuare chiaramente quali sono le figure compatibili del personale esternalizzato rispetto i profili professionali su cui inserirli, in quanto le funzioni effettivamente svolte da queste lavoratrici e questi lavoratori non risultano tra le mansioni previste nel CCNL e vanno codificate rispetto ai contenuti della Legge di Bilancio che prevede l’internalizzazione.
“Se non abbiamo ben chiaro quale sia il problema, allora non possiamo neanche inquadrare adeguatamente la soluzione. L’Assessorato teme un accavallamento di procedure di assunzione, ma noi sappiamo che all’interno dell’organigramma delle Aziende Ospedaliere i lavoratori e le
lavoratrici ausiliarie ricoprono il ruolo di OSS, titolo indispensabile per operare nelle aree di rischio. Oggi, queste lavoratrici e questi lavoratori - che negli anni si sono già formati contrariamente a quanto sostenuto - devono e meritano di partecipare ai concorsi regionali per
l’internalizzazione” aggiungono i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti.
Durante il confronto è stato ribadito con forza come molte lavoratrici e lavoratori abbiano garantito un supporto fondamentale alle attività socio-sanitarie della Sicilia, a fronte di
condizioni contrattuali precarie, penalizzate spesso dal susseguirsi di cambi d’appalto. Per questo le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto con decisione l'adozione di procedure
selettive capaci di premiare la professionalità e le competenze maturate sul campo. Richieste che evidentemente, almeno ad oggi, non sono state accolte.
I Funzionari dell'Assessorato si sono impegnati a riferire le istanze emerse all'Assessore per valutare ulteriori approfondimenti tecnici, mentre i sindacati sollecitano un confronto politico risolutivo e preannunciando che in assenza di immediato riscontro di un nuovo tavolo, avvieranno tutte le procedure del caso, non ultimo la mobilitazione.
“Le lavoratrici e i lavoratori vogliono risposte. La politica siciliana deve dire come intende procedere sul versante delle internalizzazioni, se vuole cogliere l’opportunità prevista dalla Legge di Bilancio 2026 entro il 31 dicembre oppure no. Il tempo ormai rimasto è poco e ci vuole solo chiarezza e rapidità. Non possiamo accettare ulteriore incertezza da chi aveva promesso
risposte concrete, quindi come richiesto dallo stesso Assessorato restiamo in attesa dell’aggiornamento della riunione odierna” concludono Camellini, Spitalieri e Di Cristina.
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