Edith Mincuzzi
Pagina ufficiale di Edith Mincuzzi, psicologa, psicoterapeuta, ipnocoach e mediatrice familiare.
Psicologa, psicoterapeuta a orientamento psicodinamico-psicoanalitico e mediatrice familiare, esperta in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), approccio terapeutico per il trattamento del trauma e dei sintomi correlati. Lavoro da anni in libera professione, proponendo sia interventi psicologici e terapeutici nell'area del disagio psichico e relazionale di adulti, coppie e famiglie
03/08/2026
L’estate ha uno strano modo di mettere tutto più a fuoco.
Le coppie partono.
I social si riempiono di valigie, tramonti, mani intrecciate.
E poi ci sono quelle relazioni che una coppia non sono.
Quelle in cui aspetti un messaggio per capire se vi vedrete.
Quelle in cui non sai se puoi proporre una vacanza o se stai chiedendo troppo.
Quelle in cui la persona con cui vorresti partire… non è davvero il tuo partner.
O, forse, sei tu a non essere il suo.
Ci sono persone che non restano perché sono felici.
Restano perché non riescono a capire quale dolore sia più sopportabile.
Quello di continuare ad aspettare.
O quello di lasciare andare.
Forse è proprio questo che rende l’estate così difficile: mentre tutti sembrano andare da qualche parte, tu resti fermo in un luogo che non ha ancora un nome.
Ti è mai capitato di sentirti così?
30/07/2026
Una delle frasi che sento dire più spesso è:
“Da quando ho iniziato la terapia sto peggio.”
Ed è una frase che, fuori dal contesto, può spaventare.
La terapia non crea il dolore.
Rende più difficile continuare a ignorarlo.
Per molto tempo possiamo proteggerci attraverso l’evitamento: mettiamo da parte emozioni, minimizziamo esperienze, troviamo modi per andare avanti senza fermarci davvero a sentire.
Finché funziona, sembra la soluzione migliore.
Ma ciò che viene evitato non smette di esistere.
Resta lì, influenzando il modo in cui pensiamo, ci relazioniamo agli altri e a noi stessi.
Quando in terapia iniziamo ad avvicinarci a quelle parti, è normale provare più emozioni di prima.
Non perché stiano peggiorando.
Ma perché, finalmente, stanno trovando uno spazio in cui possono essere viste, comprese e integrate.
È un passaggio delicato.
Ed è proprio attraversando quel passaggio che il cambiamento diventa possibile.
29/07/2026
Cosa fa più paura: la tempesta delle emozioni o il gelo dell’apatia?
La differenza tra le due situazioni risiede nel modo in cui la nostra mente gestisce il “soppresso”:
🧠 Quando “provi troppo” (Ipersensibilità / Travolgimento): Ogni stimolo viene percepito con un’intensità massima. Il cervello avverte un sovraccarico emotivo che spesso porta ad ansia, iper-vigilanza o alla sensazione di perdere il controllo.
🛡️ Quando “non provi nulla” (Anestesia emotiva):
Non è reale mancanza di sentimenti, ma un meccanismo di difesa estremo. Il cervello “stacca la spina” per proteggersi da ciò che fa male. Il prezzo da pagare? Spegnere il dolore significa spegnere anche la gioia, l’entusiasmo e la connessione con gli altri.
A volte il timore di sentire troppo è così forte che ci spinge, senza accorgercene, a non sentire più niente.
Tra la tempesta perfetta del sentire troppo e la “sicurezza” gelida del non sentire niente... quale situazione ti spaventa di più?
Meglio rischiare di soffrire o scegliere la protezione del vuoto? Scrivilo nei commenti
29/07/2026
Cosa fa più paura: la tempesta delle emozioni o il gelo dell’apatia?
La differenza tra le due situazioni risiede nel modo in cui la nostra mente gestisce il “soppresso”:
🧠 Quando “provi troppo” (Ipersensibilità / Travolgimento): Ogni stimolo viene percepito con un’intensità massima. Il cervello avverte un sovraccarico emotivo che spesso porta ad ansia, iper-vigilanza o alla sensazione di perdere il controllo.
🛡️ Quando “non provi nulla” (Anestesia emotiva):
Non è reale mancanza di sentimenti, ma un meccanismo di difesa estremo. Il cervello “stacca la spina” per proteggersi da ciò che fa male. Il prezzo da pagare? Spegnere il dolore significa spegnere anche la gioia, l’entusiasmo e la connessione con gli altri.
A volte il timore di sentire troppo è così forte che ci spinge, senza accorgercene, a non sentire più niente.
Tra la tempesta perfetta del sentire troppo e la “sicurezza” gelida del non sentire niente... quale situazione ti spaventa di più?
Meglio rischiare di soffrire o scegliere la protezione del vuoto?
Scrivilo nei commenti
25/07/2026
Scegliere di fare un percorso di terapia non è sempre facile perché una vocina dentro di te lo sa che poi cambierà tutto e chiede:
➡️ “se poi non sarà più la stessa cosa”
A volte ci si dimentica che è proprio quello l’obiettivo di una terapia: cambiare.
Cambiare le cose che non vanno e tenere quelle che al contrario funzionano.
‼️ Elemento fondamentale affinché questo accada è che il focus sia sulla persona che sceglie di andare in terapia.
Purtroppo spesso non è così.
➡️ Ogni volta che nella mia stanza di analisi si siede
qualcuno che parla solo e esclusivamente delle persone che ha intorno, di quello che fanno o non fanno e di come rovinano la vita, mi accorgo che il percorso sarà lungo.
‼️ È molto più facile pensare che siano gli altri a farci stare male piuttosto che accettare il fatto che possiamo essere noi stessi a creare situazioni di questo tipo.
➡️ Accettare di essere complici o addirittura causa del proprio malessere è molto difficile, eppure è il primo passo verso la guarigione.
23/07/2026
Ci sono momenti in cui un semplice messaggio, un ritardo o un silenzio sembrano bastare per toglierti il fiato.
E senza accorgertene inizi a immaginare scenari, cerchi conferme, senti il bisogno di rincorrere una risposta che possa calmarti.
Se ti è successo, sappi che non sei l’unica persona a viverlo.
In questo carosello trovi alcuni strumenti pratici che possono aiutarti a fermarti, ritrovare lucidità e non lasciare che sia l’ansia a decidere al posto tuo.
🤍 Salvalo: potrebbe esserti utile proprio in uno di quei momenti.
18/07/2026
Ci sono relazioni in cui, senza accorgertene, inizi a pensare di dover fare sempre qualcosa in più.
Essere più paziente.
Più comprensivo.
Più presente.
Cerchi le parole giuste, il momento giusto, il modo giusto.
E, piano piano, smetti di chiederti una cosa importante:
“Perché sento di dover dimostrare continuamente il mio valore?”
L’amore può richiedere impegno.
Può attraversare momenti difficili.
Ma non dovrebbe farti vivere con la sensazione di doverti guadagnare, ogni giorno, il diritto di essere scelto.
Se per sentirti amato devi convincere qualcuno del tuo valore, forse il problema non è il tuo valore.
🤍 Meriti relazioni in cui puoi essere te stesso, non relazioni in cui devi continuamente dimostrare di essere abbastanza.
💬 Ti è mai capitato di sentirti come se dovessi “meritarti” l’amore di qualcuno?
16/07/2026
Ci sono ferite che fanno male quando accadono.
E poi ce ne sono altre che continuano a fare male perché, senza accorgercene, iniziamo a credere a quello che ci hanno fatto pensare di noi.
“Non sono abbastanza.”
“C’è qualcosa che non va in me.”
“Forse sono io il problema.”
Con il tempo quelle frasi sembrano diventare la nostra voce.
Ma non lo sono.
Sono il segno di una ferita che ha parlato al posto tuo per troppo tempo.
E forse il percorso più difficile non è diventare qualcuno di diverso.
È ricordarsi chi si era prima di iniziare a dubitare di sé.
🤍 Ti è mai capitato di accorgerti che una ferita aveva cambiato il modo in cui guardavi te stesso?
15/07/2026
La terapia non è un percorso per diventare qualcun altro.
È uno spazio in cui imparare a comprendere ciò che hai vissuto, a dare un significato alle tue emozioni e a prenderti cura delle parti di te che, per troppo tempo, hanno dovuto restare in silenzio.
Il dolore può farti perdere il contatto con chi sei davvero.
La terapia non cancella il passato, ma può aiutarti a ritrovare quella parte di te che il dolore aveva messo a tacere.
Perché guarire non significa cambiare identità.
Significa tornare a sentirsi liberi di essere se stessi.
✨ Tu come immagini il cambiamento che può nascere da un percorso di terapia?
10/07/2026
Non possiamo impedire alla mente di produrre pensieri. Possiamo però imparare a non esserne guidati.
È da questa idea nasce il mio Percorso di Mindfulness Clinica per ansia e relazioni: un percorso in piccolo gruppo, con esercizi pratici e meditazioni guidate, per imparare a gestire l’ansia, regolare le emozioni e vivere le relazioni con maggiore presenza.
🌿 Le iscrizioni sono aperte.
Se desideri ricevere il programma completo o prenotare il tuo posto, scrivimi un messaggio privato oppure commenta con MINDFULNESS: ti invierò tutte le informazioni.
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta lo studio
Indirizzo
Via Paolo Emilio 7
Rome
00192
Orario di apertura
| Lunedì | 09:00 - 20:00 |
| Martedì | 09:30 - 20:00 |
| Mercoledì | 09:00 - 14:00 |
| Giovedì | 09:30 - 20:00 |