Federica Clemente

Federica Clemente

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Yoga retreat around the world
Conscious Intimacy
Shamanic Tantra
Empowering life coach and gestalt counseling session
Body-Work
Inspiring classes, workshop, seminars on self-awakening and freedom!

Photos from Federica Clemente's post 30/07/2026

My beloved fellow facilitators cracked my heart open.
The participants who dare to stand naked before life. Their hearts, beating so close that I can almost hear them. The places that welcome us. The beauty we are able to co-create in such a short time. The passion and commitment we bring to this living organism that we inhabit—and that inhabits us in return.

Everything is here to cracked my heart.

And I give consent, over and over again.

Thank you, ISTA, for healing my heart. For teaching me to walk my words. For showing me when I lose presence, when I stray from my path, when I contract, when I forget.

Thank you for bringing me back to that center, place where life vibrates, where I can find the peace of wholeness and the strength to simply be.

And love.
And be.
And love again.

Living Level 1 is a journey into the fertile humus of the human heart, infused with divine galaxies that make us feel so small and yet so magnificent. So powerful and so humble at once. So deeply sons and daughters of the voice of God.

And perhaps my favorite part of it all is listening to that voice together.

Thank you. 🦅

Grazie Mamma Italia
Grazie Crystal Dawn Morris Marion Ellyard Karam Duc Minh Raffaello Manacorda Supriya

ISTA community
🌚🌚🌚🌚

30/07/2026

Metamorfosi inizierà il 1 agosto nel pieno del portale del leone che in fondo e nel fondo ci parla del coraggio di incarnare pienamente la nostra natura divina che è amore.
La vibrazione del cuore e’ al centro.
Il sole del leone e’ governato dalla realizzazione che siamo al servizio della creazione divina che è amore.
Ci chiede di trasmutare le vecchie modalità di stare in relazione a noi stessi e agli altri e di espandere la nostra capacità alchemica evolutiva.
Il grande alchemista è il cuore.
Questa porta energetica ci chiede di purificare il cuore personale che ha associato l’amore alla sofferenza, le ferite all’identità, gli attaccamenti a sicurezza.
Il cuore personale è un ponte per la realizzazione del cuore transpersonale che è la casa del risveglio della coscienza dove vibra sovrana la legge della non dualità.
Ed è nella non dualità che noi guariamo le ferite ataviche dell’anima.
E’ nel riconoscimento di ciò che non siamo che ci possiamo vedere finalmente nudi innanzi alla fonte.
Il portale del Leone ci può spogliare.
Perché quando il sole lavora per il bene più alto non solo scalda ma soprattutto illumina le parti negate del se, le verità scomode, le prigioni dell’ego, le paure della carne.
E poi illumina la via del ritorno a casa.

Metamorfosi e’ un ritorno alla casa di Dio.

Fede

15/07/2026

Cosa hai dovuto fare per essere amato? Cosa sei dovuto diventare per essere accettato e voluto? Cosa hai dovuto compromettere della tua autenticità per sentirti parte della famiglia, del clan, del gruppo? Cosa ti ha chiesto in cambio l’amore ? Cosa di te hai dovuto tradire, rinunciare, reprimere?
Lo sai che lo fai ancora ?
La sicurezza vale di più della libertà per il nostro sistema nervoso.
Le nostre strategie di difesa sono sicurezza.
Le nostre strategie di difesa che abbiamo costruito quando eravamo troppo piccoli per avere un’autonomia psichica ed emotiva vivono nei nostri tessuti e sono loro che “reagiscono” al posto nostro.
Se non facciamo un lavoro che scende in basso e profondità abbastanza a vivizionare i nostri automatismi che fanno di noi una creatura ancora ferita e impotente nessun cambiamento sarà possibile.
Dalla reazione alla responsabilità vuol dire acquisire un sistema di autoregolazione interiore che ci permette di rispondere alla vita e non solo di reagire come pilota automatico.
Ci ho messo una vita.
Ogni giorno questo è il lavoro.
Ogni istante in cui rallento e mi invito alla presenza.
Per tutte le volte in cui la ferita è stata più veloce di me.
Per tutte le volte in cui sono stata in preda alle strategie immature di dare e chiedere amore mie e dell’altro.
Sto facendo un’opera di purificazione del modo in cui mi hanno “insegnato” ad amare che per la mia anima oggi è totalmente in disallineamento.
C’è anche questo.
Mentre depotenziamo la personalità in nome di un lavoro di risveglio dell’anima ciò che abbiamo fatto per sopravvivere perde di potere.
Ci disidentifichiamo con quella storia che se un giorno è stata una salvezza, oggi è una prigione !
Per l’anima le narrazioni della personalità sono vuote. Vuote perchè sono piene di illusioni, tranelli, attaccamenti, distorsioni.
L’anima le abbraccia ma non ci crede.
Quando non crediamo più alle nostre stesse auto limitazioni e credenze limitanti siamo vicini al tremore della morte.
I nostri abiti vecchi devono morire.
Sto facendo giorni di funerale.
Vado in ogni luogo che quelle vesti mi hanno camminato e recito preghiere di commiato.

Vi aspetto a Metamorfosi
1/6 agosto

Fede

13/07/2026

L’unico lavoro possibile da fare che porti a comunicazione empatica, non violenta parte dall’IO. Nasce da sé stessi. Nasce dal coltivare padronanza di sé e dal prendere responsabilità dei propri contenuti mentali ed emotivi.
Quando mi sposto sul TU mi hai fatto, TU mi hai detto e ALLORA IO mi sento legittimato a…entriamo in un territorio pericoloso che è un vicolo cieco.
Cieco perché c’è continua cecità di ciò che è importante: guardare all’interno di se stessi e trovare pace con la natura delle nostre azioni e delle nostre scelte.
Quando la relazione si basa sulla proiezione che l’altro è responsabile tanto delle nostre gioie quanto dei nostri dolori, che l’altro ci può tanto salvare quanto uccidere, che l’altro ci può tanto accendere quanto spegnere.
La colpa che puntiamo sull’altro giustifica il debito d’amore antico che abbiamo con madre, padre, vita, Dio.
La ferita originaria di sente giustificata di sanguinare quanto e come vuole.
Su chi incontra, su chi c’è, su chi ci ha aperto il cuore.
La ferita originaria non ci fa vedere il cuore aperto di chi abbiamo davanti , vede solo se stessa.
Il debito d’amore è quella mancanza originaria che stiamo facendo pagare a chi ha provato a volerci bene ma non è mai abbastanza.
Per chi non ha guarito il risentimento primario con madre, padre, vita, Dio ciò che c’è non sarà mai abbastanza.
L’ingiustizia di un amore infantile che è stato tutt’ altro che perfetto fa un male cane.
Se non ci facciamo i conti noi stessi, ne faremo pagare il prezzo a chi sta provando a starci accanto.
Ed è proprio qui che ci intrecciamo in una matassa di proiezioni, aspettative, confusione, sovrapposizioni di ruoli.
Quando manchi a te stesso non vai lontano.
Puoi trovare tutte le scorciatoie che vuoi ma lo spirito ti riporterà nel l’unico posto sacro possibile per ricucire e riparare l’amore :
Innanzi a Te stesso.

Fede

Ci aspetto e mi aspetto a metamorfosi
1/6 agosto 2026

13/07/2026

L’unico lavoro che può davvero portarci a una comunicazione empatica e non violenta parte dall’IO. Nasce da sé stessi. Nasce dal coltivare padronanza di sé e dal prendersi responsabilità dei propri contenuti mentali ed emotivi.

Quando ci spostiamo sul “Tu mi hai fatto, tu mi hai detto, allora io…” entriamo in un vicolo cieco. Perché smettiamo di guardare ciò che conta davvero: noi stessi.

Comprendere la co-responsabilità del teatro che abitiamo scena dopo scena ci conduce alla sacra umiltà di vederci. Ed è da lì che nasce il perdono autentico: da una comprensione profonda, non dall’accusa.

Quando crediamo che l’altro sia responsabile delle nostre gioie e dei nostri dolori, che possa salvarci o distruggerci, gli stiamo consegnando il nostro potere personale. E questo ha un prezzo altissimo.

Così continuiamo a riproporre antiche dinamiche di dipendenza. La ferita originaria cerca conferme, non guarigione. Fa pagare all’altro il debito d’amore rimasto aperto con madre, padre, la Vita, Dio.

Chi non ha incontrato quel vuoto dentro di sé continuerà a chiedere all’amore di colmarlo. Ma nessun compagno, nessuna compagna, può ricucire ciò che noi stessi non abbiamo ancora scelto di attraversare.

Quando manchi a te stesso, non vai lontano. Puoi trovare tutte le scorciatoie che vuoi, ma lo Spirito ti riporterà sempre nell’unico luogo sacro dove l’amore può essere riparato:

innanzi a te stesso.

Ci vediamo a Metamorfosi. 🐦‍🔥

Scrivi METAMORFOSI nei commenti se vuoi info

Photos from Federica Clemente's post 30/06/2026

Alla prima presentazione del mio primo libro c’era mio padre. C’erano due mie zie che mi hanno fatto il bagno e tagliato le unghie quando ero piccola. C’era la mia figlia dolcissima, persone che conosco nelle viscere e persone appena incontrate.
Poi è arrivata l’acqua, fortissima. La terra sorrideva e beveva. E mi è sembrato che bastasse la pioggia.
Ricordo che parlavo, sudavo, avevo le labbra secche e gli occhi che ridevano. A tratti mi attraversava la gioia di dire proprio quelle cose che battono nel mio cuore da secoli. Bellissimo. Sapere di non sapere e vivere uguale. Tremare e respirare insieme. Tramare e amare insieme.
Alla fine una donna mi ha chiesto:
“Davvero c’era tuo padre e le tue zie?”
“…e davvero è la prima volta che ascoltano ciò che fai?”
Eh sì.
Ci ho messo 46 anni.
Questa sono io, papà. Sono diventata grande. Questo è il dono che porto nel mondo. Da quando non mi chiamo più brutto anatroccolo o pecora nera, sono diventata un’aquila bellissima.
Ne sono uscita intera. Ho voglia di piangere e di fare l’amore. Vuol dire che sto bene. Che ne sono uscita me stessa.
Ora ho aperto il libro e ho letto:
Sedersi sul proprio trono.
«So che arriva un momento nella vita della donna che lei smette di fare.»

Ecco.
Chiudo gli occhi.
Sul mio trono. ❤️

Dietro la grata, alle mie spalle …mio padre !

Grazie.
Grazie.
Grazie.

30/06/2026

Alla prima presentazione del mio primo libro c’era mio padre. C’erano due mie zie che mi hanno fatto il bagno e tagliato le unghie quando ero piccola. C’era la mia figlia dolcissima, persone che conosco nelle viscere e persone appena incontrate.
Poi è arrivata l’acqua, fortissima. La terra sorrideva e beveva. E mi è sembrato che bastasse la pioggia.
Ricordo che parlavo, sudavo, avevo le labbra secche e gli occhi che ridevano. A tratti mi attraversava la gioia di dire proprio quelle cose che battono nel mio cuore da secoli. Bellissimo. Sapere di non sapere e vivere uguale. Tremare e respirare insieme. Tramare e amare insieme.
Alla fine una donna mi ha chiesto:
“Davvero c’era tuo padre e le tue zie?”
“…e davvero è la prima volta che ascoltano ciò che fai?”
Eh sì.
Ci ho messo 46 anni.
Questa sono io, papà. Sono diventata grande. Questo è il dono che porto nel mondo. Da quando non mi chiamo più brutto anatroccolo o pecora nera, sono diventata un’aquila bellissima.
Ne sono uscita intera. Ho voglia di piangere e di fare l’amore. Vuol dire che sto bene. Che ne sono uscita me stessa.
Ora ho aperto il libro e ho letto:
Sedersi sul proprio trono.
«So che arriva un momento nella vita della donna che lei smette di fare.»

Ecco.
Chiudo gli occhi.
Sul mio trono. ❤️

Dietro la grata, alle mie spalle …mio padre !

Grazie.
Grazie.
Grazie.

25/06/2026

La Metamorfosi arriva quando siamo pronti a fare il passaggio dalla sopravvivenza alla vita, dal dramma alla consapevolezza, dalle risposte automatiche dell’ego alle scelte della coscienza, dalla reattività figlia del passato al respiro del qui e ora, dalla prigione della ferita alla libertà dell’essenza.
E quando siamo pronti ?
Per l’ego mai.
Per le maschere e le armature non saremo mai pronti.
E’ una cruda verità.
Le nostre parti sabotatori non vogliono cambiare.
Le parti identificate con la sofferenza non la vogliono lasciare.
I nostri castelli di carta, cemento o sabbia che siano non vogliono mollare.
E allora la metamorfosi non inizia quando si è pronti.
Forse inizia proprio durante quel momento delicato della resistenza, quando ci si tiene aggrappati a un filo sottilissimo di illusione che però chiamiamo sicurezza.
Inizia mentre anneghiamo a mare aperto e svolazziamo come foglie al vento.
Inizia quando la terra sotto di noi trema e noi con lei.
Inizia quando non vediamo l’orizzonte e lo spazio aperto.
Inizia quando il bosco si fa fitto, la vista si appanna, la guerra interiore è rumorosa.
La metamorfosi arriva non quando sei pronto.
Arriva quando meno te lo aspetti.
Perché della tua preparazione se ne frega.
Spesso quando pensi di essere pronto sei solo in una nuova forma di controllo della vita.
Non ti preparare per ve**re alla luce.
Che la luce, volontà degli Dei, ci penetra li dove molliamo il controllo e ci affidiamo alla pura presenza.

Metamorfosi.
Per tutte le nostre relazioni.

1/6 agosto ❤️

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