Rete Italiana Pace e Disarmo
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Rete Italiana Pace e Disarmo - Italian Peace and Disarmament Network
Coordinamento di organizzazioni su pace, spese militari, difesa nonviolenta, disarmo umanitario.
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28/09/2026
La pace si prepara: 57.000 firme contro la guerra e per un’altra difesa – di Alfio Nicotra Il movimento per la pace batte un colpo. Lo fa nel momento in cui il pensiero unico del riarmo sembra aver conquistato gran parte del dibattito pubblico europeo. In sei mesi, e soprattutto con una straordinaria accelerazione nelle ultime settimane,…
27/09/2026
🌱 TRASFORMARE LE SPADE IN VOMERI
La riconversione non è un sacrificio. È più lavoro, e un futuro vivibile.
A parità di spesa, investire in sanità, istruzione, energie pulite e riconversione ecologica crea da due a quattro volte più posti di lavoro rispetto agli armamenti. Lo dicono le ricerche del progetto Costs of War, lo riconosce persino il Fondo Monetario Internazionale. La riconversione dell'industria militare non è una minaccia per i territori: è un'opportunità, se pianificata con lavoratori e comunità.
E chi ha guadagnato dalla doppia crisi deve pagarne il conto. Chi inquina (e chi arma!) paga: chiediamo una tassazione strutturale sui profitti di fossile e difesa, i due settori che più si sono arricchiti su guerra e crisi climatica. La proposta è già sul tavolo del Governo, con la lettera congiunta di Greenpeace Italia Legambiente Rete Italiana Pace e Disarmo Sbilanciamoci e WWF Italia
Spostiamo risorse, lavoro e futuro: dalla guerra alla transizione giusta. È uno dei temi che rilanciamo durante la Global Week of Action for Peace & Climate Justice (21–27 settembre 2026), a cui abbiamo aderito.
👉 Leggi il nostro testo di adesione: https://retepacedisarmo.org/disarmo-climatico/2026/09/20/terza-settimana-globale-di-azione-per-la-pace-e-la-giustizia-climatica/
27/09/2026
57mila firme per una difesa non armata: il Parlamento deve scegliere Depositate in Senato 57mila firme per istituire un Dipartimento della Difesa civile. La società civile sfida il Parlamento.
26/09/2026
26/09/2026
25/09/2026
57.136 firme consegnate al Senato: “Un’altra difesa è possibile” apre la fase due, ora la parola al Parlamento
Le Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” hanno depositato questa mattina al Senato della Repubblica le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta: 57.136 sottoscrizioni, ben oltre il quorum di 50.000 richiesto dalla normativa.
57.136 firme consegnate al Senato: “Un’altra difesa è possibile” apre la fase due, ora la parola al Parlamento - Rete Italiana Pace e Disarmo Le Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” hanno depositato questa mattina al Senato della Repubblica le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta: 57.136 sottoscrizioni, ben oltre il quorum di ...
24/09/2026
💸 DOVE VA IL DENARO
Per la guerra c'è sempre. Per il , mai abbastanza. È il racconto di due contabilità parallele.
Se gli Stati NATO raggiungessero l'obiettivo del 5% del PIL accettato al vertice del giugno 2025, dirotterebbero verso il riarmo 19.000 miliardi di dollari entro il 2030: circa 2.760 milioni di tonnellate di CO₂ in più in cinque anni, più delle emissioni annuali di Brasile e Giappone messi insieme.
Basterebbe il contrario. Tagliare anche solo il 10% della spesa militare mondiale libererebbe quasi 300 miliardi di dollari l'anno: l'intero obiettivo di finanza climatica concordato a Baku e mai raggiunto. E intanto, in Europa, le spese militari pesano già oggi sul clima come 14 milioni di automobili.
È tempo di spostare il denaro: dalla guerra alla transizione giusta. È uno dei temi che come Rete Italiana Pace e Disarmo rilanciamo durante la Global Week of Action for Peace & Climate Justice (21–27 settembre 2026), a cui abbiamo aderito.
👉 Leggi il nostro testo di adesione: https://retepacedisarmo.org/disarmo-climatico/2026/09/20/terza-settimana-globale-di-azione-per-la-pace-e-la-giustizia-climatica/
con Stop Rearm Europe - Italia IPB - International Peace Bureau War Resisters' International The Conflict and Environment Observatory
23/09/2026
23/09/2026
👻 EMISSIONI FANTASMA
Non si può ridurre ciò che non si misura. Eppure le forze armate del mondo rendicontano meno del 10% della loro reale impronta sul clima: per ogni tonnellata dichiarata, più di nove restano nell'ombra. Non misurate, non rendicontate, senza responsabilità.
Il settore militare pesa per almeno il 5,5% delle emissioni globali: se fosse un Paese sarebbe il quarto emettitore al mondo. Eppure resta esente da ogni obbligo di rendicontazione, per una scappatoia aperta con il Protocollo di Kyoto e mai davvero richiusa dall'Accordo di Parigi. E l'Italia? Si limita al minimo.
Ma qualcosa si muove: il 17 giugno 2026 cinque gruppi parlamentari spagnoli hanno chiesto al governo di dichiarare le emissioni delle Forze Armate e dell'industria della Difesa. Un modello replicabile. Anche in Italia.
Non si può ridurre ciò che non si misura: chiediamo trasparenza obbligatoria, standardizzata e verificabile sulle emissioni militari. È uno dei temi che come Rete Italiana Pace e Disarmo rilanciamo durante la Global Week of Action for Peace & Climate Justice (21–27 settembre 2026), a cui abbiamo aderito.
👉 Leggi il nostro testo di adesione: https://retepacedisarmo.org/disarmo-climatico/2026/09/20/terza-settimana-globale-di-azione-per-la-pace-e-la-giustizia-climatica/
con Stop Wapenhandel IPB - International Peace Bureau War Resisters' International The Conflict and Environment Observatory
22/09/2026
Il cuore della denuncia è una connessione che troppo a lungo è rimasta nell’ombra: guerra e militarizzazione non sono soltanto una tragedia umanitaria, sono anche un potente motore della crisi climatica e un enorme spreco di risorse che servirebbero ad affrontarla. Gli apparati militari mondiali sono responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra: se fossero un Paese, sarebbero il quarto emettitore al mondo. Eppure restano esenti dagli obblighi internazionali di rendicontazione e riduzione. A questo si aggiunge la corsa al riarmo: nel 2025 la spesa militare globale è cresciuta per l’undicesimo anno consecutivo, toccando il record di 2.880 miliardi di dollari, con gli Stati NATO responsabili di oltre la metà del totale.
Le richieste della Settimana 2026 sono chiare e le condividiamo pienamente: ridurre e riorientare le spese militari verso i bisogni sociali e climatici; fermare le corse agli armamenti; rilanciare la cooperazione multilaterale, il disarmo e la diplomazia contro la logica della deterrenza; rifiutare che inquinatori e profittatori di guerra dettino il nostro futuro; affermare una sicurezza comune fondata sul benessere delle persone e del pianeta.
Terza Settimana globale di azione per la Pace e la Giustizia climatica - Disarmo Climatico Disinvestire dalla guerra, investire nella transizione giusta: la Rete Italiana Pace e Disarmo aderisce alla Global Week of Action for Peace and Climate Justice (21-27 settembre 2026)
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